domenica, dicembre 18, 2005

Ala.

di RedIBS.

Julinho io l'ho visto. L'ho visto saettare con quella sua andatura che pareva una rasoiata, dinanzi alla quale gli avversari sembravano aprirsi come per deferenza.
L'ho visto fare quei cross radenti in corsa sui quali si avventava Pecos Bill per gonfiare il suo bottino di reti.
L'ho visto irridere, nell'incontro di ritorno col Vicenza, quel Mirko Pavinato che l'aveva giudicato niente di più di uno come tanti, alla fine di un freddo e nebbioso 0-0 vicentino dell'andata.
Quanti se lo ricordano l'episodio?
Fu sotto la Maratona, se la memoria non mi falla, lato Fiesole: si vinceva già 3-0 a metà del secondo tempo, e Julinho andò via rapido saltando alla sua maniera il controllore diretto, ma poi, invece di involarsi verso la porta, tornò indietro e cominciò una serie di veroniche intorno al povero Pavinato che era finito a terra sbilanciato dalla sua finta. Il povero terzino, poi di buona carriera, anche bolognese, mal si riprendeva in equilibrio che cadeva ancora per una nuova finta.
Tutto lo stadio gridava "olè" come in una Plaza de Toros. Fece tre giri, poi, soddisfatto, se ne andò via. Altri tempi, altro calcio, adesso sarebbe magari stato fustigato da Biscardi e Mosca per scarso rispetto dell'avversario, allora fu solo episodio da applausi, senza nessuna cattiveria dietro.
Non l'ho visto, ma è nelle enciclopedie del calcio brasiliano, il Brasile-Inghilterra del 1960 al Maracanà, che segnò il suo rientro in nazionale dopo la parentesi viola.
Giulio era già più che trentenne e l'idolo carioca (cioè proprio di Rio, del Maracanà) era il giovane Garrincha.
C'erano non poche polemiche per la scelta del vecchio campione paulista ed il Maracanà lo fischiò a lungo quando le squadre entrarono in campo. Lui non si scompose, serio, con quell'aria corrucciata di sempre da bandolero stanco, cominciò a sciorinare il suo calcio e a distruggere da solo la difesa inglese.
I brontolii ed i fischi si tramutarono in semplice brusio, poi qualche "Oh" infine applausi, infine apoteosi. Sul 3-0 per il Brasile Giulio uscì tra le ovazioni di un pubblico entusiasta.
Questo era lui, e questo giocatore ha vestito per tre anni la maglia viola, ha dato un contributo essenziale alla vincita del nostro primo scudetto e ci ha portato in finale nella prima Coppa dei Campioni della storia (rubataci a Madrid dal Real).
E' nel cuore di ogni tifoso viola, di chi ha avuto la fortuna come me di vederlo, e di chi se l' è sentito solo raccontare.
Julinho se n’è andato in una triste domenica d’inverno del 2003, quando la squadra di Firenze si chiamava Florentia Viola che per non rischiare di essere ricollegata ai debiti della vecchia società fallita, decise di non ricordarlo col lutto al braccio dei suoi calcianti.
Una triste domenica d’inverno…Grazie Giulio!

JULIO BOTELHO (Julinho) foto
Ruolo: ala
Nato: San Paolo (Brasile) il 5 agosto 1929 - Morto San Paolo (Brasile) il 10 gennaio 2003
Presenze in Viola: 89 (dal 1955 al 1958)
Gol in Viola: 22
Esordio in Viola: 18 settembre 1955 in Pro Patria – Fiorentina 2 - 2
Le sue squadre: Portoguesa, Fiorentina, Palmeiras
Palmares
Fiorentina: 1 Scudetto (1956)
Portuguesa: 2 Campionati Rio-San Paolo (1952 – 1955)
Palmeiras: 1 Campionato Paulista (1959)

Ha disputato 45 partite e segnato 15 gol nella Nazionale Brasiliana