sabato, dicembre 17, 2005

Allacciandomi al discorso

del post qui sotto e di quella finale rubata dal Milan, pubblico questo articolo proveniente da postadelgufo.it :
”UNA VITORIA DE POARETI…”

Finale Coppa delle Coppe 1973.

Di fronte ,nello stadiolo di Salonicco inconsueta sede per una finale europea, sono il Milan di Nereo Rocco, che secondo molti sta per cucirsi sulla maglia lo scudetto della “stella”, ed il Leeds United allenato da Don Revie, una delle leggende del calcio britannico.

Il Leeds gioca la Coppa delle Coppe perché l’anno prima ha letteralmente buttato alle ortiche uno scudetto già vinto facendosi superare all’ultima giornata dal Derby County dopo essere incappato in una imprevedibile sconfitta in casa del Wolverampthon Wanderers.

Il Leeds è una squadra fortissima.

Vi giocano campioni come Bremner, capitano della Nazionale scozzese, i nazionali inglesi Clarke, Hunter e Madeley, lo scozzese Lorimer, il gallese Yorath, l’irlandese Giles che puntano tutta la stagione su quel trofeo essendo stati eliminati in Coppa d’Inghilterra e superati dal Liverpool in campionato.

Il Milan è stanco.

Il nostro campionato ha vissuto una delle sue edizioni più massacranti.

A novanta minuti dalla fine guidano la classifica i rossoneri, davanti alla neopromossa Lazio ed alla Juventus.

La squadra è in netto calo atletico, e nervoso.

La Juventus, nelle ultime quattro giornate, ha rosicchiato al Milan la bellezza di quattro punti ed il vantaggio rossonero si è assottigliato fino a ridursi, adesso, ad un solo punticino sulle due inseguitrici..

Rocco conosce bene la situazione dei suoi (“me ‘mbriago perché no go squadra”- confessa all’amico Gianni Brera durante una cena all’Assassino, il ristorante storico del calcio milanese anni ’60 e ‘70), e insiste in società per “mollare” la Coppa.

Il Milan cerca addirittura di far posticipare l’ultima giornata di campionato, o solo la sua partita, per consentire il recupero fisico e mentale agli atleti dopo la finale che si preannuncia durissima.

La Federazione non accetta anche se c’è un precedente sul quale i milanisti cavillano molto.

Sei anni prima l’ultima domenica del torneo si era giocata …di giovedì per permettere all’Inter di recuperare le fatiche dopo la finale di Coppa dei Campioni.

Qualche tifoso più avveduto ricorda che si tratta di un precedente menagramo: l’Inter, anche allora in testa al Campionato con un punto sulla Juve, aveva perso sia la Coppa che lo scudetto con il “sorpasso” di Mantova !

Dopo parecchio fumo e poco arrosto si decide per non rinviare niente: l’ultima giornata si disputerà il 20 maggio, domenica, come da calendario.

Per la finale, intanto, il “diktat” della dirigenza rossonera, presidente Buticchi in testa, è chiaro: vincere.

“Il Paron” è quindi costretto a schierare la miglior formazione e l’andamento della gara la trasforma subito in una battaglia.

Dopo tre minuti, Luciano Chiarugi, ex-viola approdato quell’anno a Milano, trasforma alla sua maniera un calcio di punizione dal limite e porta in vantaggio il i rossoneri.

Gli inglesi, più freschi atleticamente, si avventano sul Milan che non riesce a limitarne la furia offensiva.

William Vecchi, il portiere rossonero, viene impegnato severamente, la difesa vacilla : la prima mezz’ora è un assedio.

Poi le cose peggiorano.

Anquiletti, Rosato, Schnellinger e Sogliano si arrangiano come consentono le residue e scarse energie; l’arbitro, il greco Michas, permette loro ogni eccesso.

Il terreno di gioco, indegno di una finale, favorisce la difesa milanista, in area si succedono uno dopo l’altro episodi perlomeno dubbi.

La ripresa è addirittura imbarazzante.

Michas, ineffabile, finge di non vedere quasi tutto, ma alla fine, non può che espellere Sogliano ed Hunter per un accenno di rissa con scambio di colpi proibiti.

Secondo gli inglesi andava espulso solo l’italiano reo di una infinita serie di falli.

La “Maginot” milanista resiste fino alla fine, ed il Milan vince la Coppa delle Coppe.

Allo scadere succede il finimondo: i calciatori del Leeds assaltano letteralmente l’arbitro greco che esce scortato dalla polizia greca, anche in tribuna stampa si accendono tafferugli.

Nel viaggio di ritorno Nereo Rocco a microfoni spenti parlerà di “una vitoria de poareti…” e quattro giorni dopo il Milan conoscerà il significato di “Fatal Verona”.

L’arbitraggio di Michas non passa certo sotto silenzio.

La stampa inglese ha appena lanciato pesanti accuse alla Juve per gli arbitraggi di Schulenburg e Lobo nelle semifinali dei Campioni contro il Derby County e rincara la dose parlando apertamente di “corruzione”, parola che usano tutti i calciatori del Leeds.

L’Ajax, che due settimane dopo deve affrontare la Juventus nella finale di Coppa dei Campioni a Belgrado , chiede garanzie all’UEFA sull’arbitro designato, l’esperto slavo Gugulovic .

In Italia si parla del solito “polverone” sollevato contro di noi dagli inglesi, ma le decisioni dell’UEFA ,passate all’epoca sotto silenzio, depongono a favore di un’altra tesi.

L’arbitro Michas viene ufficialmente “sospeso”, ma in pratica non arbitrerà mai più in campo internazionale.

Ancora più deciso il “giro di vite” nella scelta delle sedi delle finali europee e dei relativi arbitri che per tradizione erano sempre del paese ospitante: da allora in poi saranno designati solo fischietti di grande fama ed affidabilità e non si assisterà più ad un arbitraggio come quello di Michas.