sabato, dicembre 17, 2005

Bomber !

Ero un babanetto ultrapiccolissimissimo quando vidi una squadra seppellirne un’altra in una finale di coppa delle coppe, in bianco e nero, in televisione. Si giocava a Salonicco, mi pare, forse pioveva, e si era abbastanza ingenui da tifare comunque per la bandiera. Così stetti lì a torcermi le mani a vedere il Milan seppellito sotto una gragnuola di colpi dal Leeds United, portarsi a casa la coppa per uno a zero, con un golletto fatto a inizio gara, forse da Chiarugi, chissà. Mi ricordo assalti confusi all’arma bianca e un trilione di palloni tirati verso la porta. Poi, visto quel Milan beccarsene cinque nell’ultima giornata di campionato a Verona, e visto lo scudetto decollare verso Torino, mentre la bella Lazio di Maestrelli cadeva a Napoli perdendo il suo primo scudetto all’ultima giornata, e visto e celebrato l’anno dopo il primo scudetto della Lazio, mi avviavo trepidante al mio primo mondiale da spettatore informato, deciso a non perdersi manco un fallo laterale. Così, leggendo della Scozia, m’imbatto in questo portento portentoso, dal tiro al fulmicotone. Mi ricordo che fantasticavo sul fatto che si diceva che Peter Lorimer, che inconsapevolmente avevo visto all’opera in quella sfortunata finale di un anno prima, tirasse le punizioni così forte che la palla, cronometrata in alcune occasioni, superava i cento all’ora. Minchia. Allora mi metto a guardare la Scozia tutto eccitato. Risultato: un pippone. Non strusciò palla, ma era molto fico nel completo blu bellissimo della nazionale scozzese, e poi aveva comunque un cannone al posto del sinistro. Cioè, mi pare fosse sinistro ma nella foto calcia di destro, dunque chissenefrega. Insomma, ero molto indulgente verso gli idoli, e incline a riconoscere la giusta stima a chi si presentava con simili credenziali. Lorimer, perciò, è rimasto uno dei miei idoli. Perfetto, perché assolutamente virtuale. Fantasticavo di Lorimer ala sinistra del Genoa, senza averlo mai visto giocare bene, solo per via di quel tiro che gli valse il soprannome di “hot shot”. Ma anche 238 gol in carriera tra premiership inglese e coppe, tutta trascorsa nel Leeds united (dal 1962 al 1985!) eccetto una stagione passata allo York City. Scopro sul web che Amazon vende la sua biografia. Quasi quasi…
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