sabato, dicembre 17, 2005

Der Bomber !

Gerd Muller qui foto
Lo presento per quello che ha fatto : 653 partite giocate tra Campionato Coppe e nazionale e un record di 610 reti segnate......
E adesso leggiamo la sua storia e la sua scheda.
Flipper

Forse la sua carriera nacque davvero così come ve la racconto io, per caso.

Fu la pignoleria, racconta qualche leggenda, a spingere un supervisore delle giovanili del Bayern Monaco ad abbandonare la sua birra per telefonare ad uno dei suoi osservatori che si ostinava a essere molto impreciso nelle relazioni tanto da segnalare che un ragazzo di Nordlingen aveva segnato nel suo campionato giovanile più di centoventi reti in una sola stagione !

Quando si sentì rispondere che non c'era nessun errore pensò che forse era il caso di dare un'occhiata più da vicino a quel centravanti e vedere se fosse il caso di portarlo al Bayern.

Fu così, o almeno a me piace pensarlo, che quel signore scrupoloso indossò un giaccone e sfidò il freddo per veder giocare sui campetti della periferia calcistica bavarese un ragazzino, ma quando lo vide, quel Gerd Muller, così si chiamava, non gli parve niente di speciale.

Scuro di capelli, una fisionomia più turca che teutonica : gambe corte e tronco molto lungo, come le braccia, le spalle spioventi da un collo tozzo e corto : decisamente quel ragazzino non incarnava l'ideale tedesco di bellezza, tanto che i suoi coetanei lo avevano soprannominato "Der Schwab", "lo slavo", e in Germania non è un complimento.

Dopo averlo visto, dai bordi gelidi di quel campo fangoso, forse rimpianse il tepore della sua stanza sotto le tribune dello stadio, con la stufetta a kerosene, i giornali e la birra, e si limitò, scrupoloso com'era, ad appuntarsi quel nome, così comune in Germania, così quel ragazzo restò nella piccola squadra del TSV Nordlingen.

A suon di gol tuttavia quel Muller continuò a farsi notare ed a 19 anni venne finalmente acquistato dal Bayern dove l'allenatore Chajkowski, uno dei migliori centrocampisti jugoslavi degli anni '50, non ne fu entusiasta.

Non gli piaceva quel ragazzo : "E' troppo grasso per giocare al calcio ". diceva a chi insisteva perché lo provasse in prima squadra e così Gerd, lasciato in disparte, fu costretto a stringere i denti, a vedere tante partite dalla tribuna, ma alla fine colse l'occasione, riuscì ad imporsi all'attenzione a modo suo : a suon di gol nel campionato riserve ed ad esordire finalmente in Bundesliga.

Una volta entrato in prima squadra non ne uscì più : è nata forse così la leggenda di Gerd Muller il più grande realizzatore di tutti i tempi nel calcio europeo.

Alla fine della sua carriera europea, interamente vissuta nelle file del Bayern Monaco, Gerd potrà vantare oltre 600 reti in gare ufficiali, 365 delle quali nella Bundesliga, 67 nelle Coppe Europee e 68 in Nazionale. Naturalmente sono tutti record neanche avvicinati.
Le cifre di Muller come realizzatore sono tali che di solito sono considerati eccezionali giocatori che hanno segnato la metà di lui, ma nonostante ciò, incredibilmente, Gerd Muller non diventerà mai un idolo delle folle; giudicato scontroso, antipatico, addirittura rozzo, Gerd Muller vive la sua carriera in agguato : i suoi gol sono tantissimi, ma quasi mai spettacolari.

E' il re degli opportunisti; capisce un attimo prima dove finirà un rimpallo, una respinta, una palla morta, un lancio smorzato dal fango.
Riesce sempre ad anticipare l'avversario su un traversone, a beffarlo posizionandosi lì dove si spegne la parabola di un tiro smorzato, a rialzarsi sempre per primo dopo uno scontro ed a calciare in porta.
Trova traiettorie impossibili, si inserisce in mezzo a difensori distratti, anticipa portieri titubanti, sfrutta ogni indecisione avversaria, ogni malinteso, ogni ritardo.

Per questa sua caratteristica, in Germania, gli affibbiano un soprannome poco amichevole :"Der Mann von kleine Tore", letteralmente "l'uomo dai piccoli gol".
Ma la sua specialità sono i tiri in giravolta, le cosiddette "girate": ricevuta palla in area, spalle alla porta, se riesce a voltarsi difficilmente perdona e ci riesce spesso perchè non teme i contrasti e difende bene il pallone.
In questo lo aiuta madre natura :le gambe, corte ed ipertrofiche sono molle di acciaio, il baricentro naturalmente basso gli permette di resistere alle cariche senza perdere la coordinazione, la leva corta di imprimere forza al pallone nelle condizioni di equilibrio più precarie.
Nonostante non sia un gigante (è alto 1,74 per 74 Kg) segna molto anche di testa, sfruttando il suo prodigioso senso del tempo, dell'anticipo, della posizione e la muscolatura del collo e delle schiena gli consentono di imprimere forza al pallone nelle condizioni più difficili.
Sono pochi i difensori che, incontrandolo più di una volta, riescono a non farlo segnare : ci riesce Rosato che lo affronta due volte col Milan in Coppa delle Coppe e nella semifinale Italia- Germania all'Azteca.

In quella leggendaria partita Rosato è costretto ad uscire, dopo 90' di battaglia senza esclusione di colpi, prima dei supplementari nei quali, marcato dal fresco Poletti, Gerd Muller segna due volte confermandosi letale.

Difficile scegliere una partita, un'impresa, un gol: sicuramente nella semifinale del 1976 in Coppa Campioni, una delle sue ultime grandi partite, Gerd Muller lascia metaforicamente la sua impronta sulla luna.

Al Bernabeu il Bayern, in netta flessione, soffre.
Il Real passa in vantaggio con un gol dell'argentino Roberto Martinez, preme, sfiora il raddoppio; ad un tratto il regista della TV Svizzera, approfittando di una pausa proprio per un infortunio a Muller, manda un mini-spot, ma quando ritornano le immagini sullo schermo c'è la classica esultanza di Gerd fra gli esterefatti spagnoli.
E'successo che alla ripresa del gioco la difesa del Real ha passato la palla indietro non avvedendosi di Muller, che pareva zoppo, e che invece con un prodigioso scatto era riuscito ad inserirsi ed a beffare Miguel Angel.
La partita finisce 1-1 ed alla fine un tifoso madridista, esasperato, assale Gerd Muller colpendolo con un pugno.
Al ritorno il sigillo : due reti splendide per il 2-0 che elimina gli spagnoli, la seconda con un tiro al volo da fuori area dritto sotto l'incrocio dei pali : è così che si fa ricordare "Der Bomber".

A fine carriera colleziona dodici trofei fra nazionali ed internazionali con il Bayern conquistati nell'arco di quindici anni.

Vince quasi tutto, comincia con una Coppa di Germania nel '66 e chiude con la Coppa Intercontinentale del '76, dieci anni nei quali conquista altre tre volte la Coppa Nazionale, quattro volte la Bundesliga, la Coppa delle Coppe, tre Coppe dei Campioni, la Coppa Europa per Nazioni ed il Campionato del Mondo con la Germania.
Conquista sette volte la classifica cannonieri della Bundesliga, due volte risulta il miglior realizzatore di tutti i tornei nazionali europei conquistando la Scarpa d'Oro, nonostante giochi in un campionato molto competitivo come quello tedesco, vince anche il Pallone d'Oro nel '70 e lo sfiora due anni dopo battuto per soli due punti dal suo compagno di squadra e capitano Franz Beckenbauer.

E' letteralmente una macchina da gol, nelle finali disputate segna sempre eccezion fatta per quella con il Saint Etienne : due reti con l'Unione Sovietica, due con l'Atletico Madrid, una col Leeds, una nella finale Intercontinentale con il Cruzeiro.

Suo anche il gol decisivo con l'Olanda a Monaco di Baviera, il gol che rimanda il calcio indietro di vent'anni.
Abbandona la Nazionale dopo quell'ultima, storica, rete, la sessantottesima in sessantadue incontri e due Mondiali disputati da protagonista con 14 reti nelle sole fasi finali :ha appena compiuto 29 anni.

Cinque anni dopo, appesantito nel fisico, lascia anche il Bayern e cerca fortuna e soldi facili negli Stati Uniti in un calcio pionieristico, gioca nel Fort Lauderdale, alla periferia di un calcio periferico fatto di maglie dai colori impossibili, indossate da campioni ormai al tramonto.

Tornato in Germania non riesce a trovare un suo posto fuori dal calcio, attraversa un momento buio, ha problemi con l'alcool.

Quando tutto sembra perduto lo richiama il Bayern per affidargli le giovanili ed il calcio gli ridà quelli stimoli che sembravano definitivamente perduti.

Lui che ha passato una vita in agguato è sfuggito all'agguato della vita e questo è stato forse il suo gol più importante.

© by Francesco Parigi


Scheda

Stagione 1965-66

Comincia male la prima stagione di Gerd in Bundesliga, alla sua gara di esordio, il 14 agosto 1965 nel derby con il Monaco 1860, il Bayern incassa un gol al primo minuto e perde la partita più attesa dal suo pubblico: il derby bavarese.
Quattordici giorni dopo arrivano i primi gol, una doppietta a Braunschweig dove il Bayern vince 4-2.
Gerd ingrana bene, il Bayern anche ed arriva addirittura a lottare per il titolo che però finisce proprio ai rivali del Monaco 1860, davanti al Borussia Dortmund ed al Bayern che vince la Coppa di Germania strapazzando nella finale di Francoforte l'MSV Duisburg per 4-2.
Gerd non segna, ma il contributo alla conquista della Coppa e del terzo posto nella Bundesliga è comunque consistente : :39 presenze con 16 reti, che però non bastano a Gerd per staccare un biglietto per i Mondiali d'Inghilterra.


12-10-1966
esordio in Nazionale.

Dopo i Mondiali, e la rabbia per la sconfitta di Wembley con il famoso "gol-fantasma", arriva l'esordio nel "Nationalman-nschaft" : ad Ankara in una vittoriosa amichevole con la Turchia battuta per 2-0.
Gerd non segna, ma entra nel giro, nella successiva partita, valida per le qualificazioni all'Europeo 1968 contro l'Albania a Dortmund, esplode letteralmente segnando quattro reti.

Gerd non ha ancora compito ventuno anni, è ancora considerato "grezzo" e Schoen non sembra credere troppo nelle sue qualità, ma è costretto a credere ai suoi gol.

Muller è un grande opportunista e mostra un coraggio non comune, a Belgrado in una gara decisiva per la qualificazione all'Europeo, con la Germania in svantaggio si lancia su un pallone impossibile, sfiora il gol del pari ma nel contrasto inevitabile con l'avversario si frattura l'avanbraccio.

Nonostante la frattura resta in campo fin quasi alla fine della gara, chi lo considerava solo un furbo comincia a ricredersi : Gerd Muller ha il cuore di un campione.

Stagione 1966-67

Il Bayern rivince la Coppa di Germania: al Neckarstadion di Stoccarda il Bayern travolge 4-0 l'Amburgo : Gerd segna due reti, quella dell'1-0 e quella del 3-0.
Il Bayern vincerà anche la Coppa delle Coppe battendo in finale il Glasgow Rangers, ma nonostante le 28 reti in Bundesliga (sulle 49 totali) a fine stagione la squadra bavarese si piazzerà solo al sesto posto.
Il bottino personale di Gerd è comunque sontuoso : 49 reti (43 per il Bayern e 6 per la Nazionale), in 49incontri disputati, si comincia a parlare di lui non più come "der kleines dickes" (il grassottello), ma come "Der Bomber"
Anche in Coppa delle Coppe si fa notare: segna il suo primo gol europeo (una doppietta in 1' :70' e 71') contro il Tatran Presov (il 5/10/66) nel ritorno dei sedicesimi, poi in semifinale segna quattro reti (fra andata e ritorno 2-0 e 3-1 ) allo Standard Liegi del cannoniere Claesen.
Ma il gol più importante dell'anno arriva ai quarti nei supplementari con il Rapid Wien : è il gol del 2-0 che spalanca le porte alle semifinali


Stagione 1967-68

Nella Nazionale in lotta per la qualificazione agli Europei ,dopo la sconfitta di Belgrado, Gerd è ancora decisivo.
Contro gli slavi ,ad Amburgo, segna uno dei tre gol che danno la vittoria alla Germania, rilanciandola in corsa per la qualificazione ai quarti
Ma il 17-dicembre 1967 la Nazionale tedesca, a Tirana, va incontro alla sua Corea: la Germania deve per forza vincere per andare allo spareggio con gli jugoslavi, ma, incredibilmente non va oltre lo 0-0,
Gerd, che sta attraversando un brutto momento (solo 4 reti nelle prime 17 partite), viene lasciato fuori squadra.
E' una grossa delusione, la seconda dopo quella dei Mondiali '66, ma anche l'ultima con la maglia della Nazionale.
In Bundesliga il Bayern accusa una pesantissima flessione iniziale, coincidente con l'astinenza di Gerd, poi si riprende e lotta per il titolo prima di un altro calo che lo condanna al quinto posto.
In Coppa delle Coppe, il Bayern viene eliminato dal Milan in semifinale ma Muller si conferma a suon di gol : doppietta con il Panathinaikos, tripletta con il Setubal, e gol decisivo con il Valencia prima del digiuno forzato contro la Maginot del Milan e Rosato, la sua "bestia nera".
Alla fine il bottino personale di Gerd è di 32 reti, 30 per il Bayern e 2 per la Nazionale con la quale sembra non ingranare.

Stagione 1968-69

Stagione addirittura trionfale per Gerd !
Vince Campionato e Coppa di Germania segna 37 reti in 35 partite nel Bayern (30 e 30 nel solo campionato), altre 9 in 7 partite con la Nazionale che vola nelle qualificazioni Mondiali.
In Campionatoil bayern è travolgente, va in testa alla terza di campionato e ci rimane fino alla fine, nel giorno della certezza matematica del titolo, che arriva alla trentaduesima giornata, Gerd sigla una tripletta al Kickers, ma durante la stagione ha fatto di meglio : 4 reti all'Amburgo, forse l'avversario più irriducibile nella corsa al titolo
Nella finale di Coppa, la sua prestazione più bella : è sua la doppietta con la quale il Bayern batte lo Schalke 04 nella combattutissima finale al Waldstadion di Francoforte di fronte a 70.000 spettatori.

La stagione 1968-69 è anche quella della sua consacrazione in Nazionale.
Prima segna al Prater un gol decisivo contro l'Austria nel 2-0 d'esordio, poi a Nicosia salva la Germania, che sta rivivendo l'incubo di un anno prima a Tirana, segnano il gol della vittoria al 90'.
Poi, davanti a 110.000 spettatori in un Hampden Park infuocato, segna a Glasgow il gol che porta in vantaggio la Germania contro la Scozia nella partita che risulterà decisiva per la qualificazione ai Mondiali di Messico '70, ma fa ancora meglio, un mese dopo, segnando, all'88° minuto, il gol della vittoria contro l'Austria a Norimberga, prima di segnare altre 4 reti a Cipro in una festa del gol (12-0) che fa da prologo alla vittoria nel girone.


Stagione 1969-70

E' la stagione che porta ai Mondiali, Gerd l'affronta alla grande, ma nonostante segni 38 reti in Bundesliga, il torneo viene vinto dal Borussia Moenchengladbach, ed il Bayern deve accontentarsi della Coppa di Germania essendo eliminato dalla Coppa Campioni al primo turno dal Saint Etienne.
Sarà questa l'unica stagione di Muller senza reti nelle Coppe Europee, ma vince la Scarpa d'Oro, il trofeo che l'Adidas assegna al più prolifico cannoniere europeo.
Non mancano tuttavia le soddisfazioni platoniche : 4 reti al Werder Brema, 3 al Borussia Dortmund, 7 tra andata (3) e ritorno (4) ai malcapitati del Rot Weiss Oberhausen, cifre da record con un totale stagionale di reti impressionante :55.

MUNDIAL MEXICO '7o

Quella è soprattutto la stagione di Mondiali e Gerd ci arriva al massimo della condizione e con un record incredibile : nelle sei gare di qualificazione è sempre andato a rete.
Infatti nell'ultima gara del girone segna una rete anche nel 3-2 con il quale la Germania batte la Scozia , teoricamente ancora in lizza.
Ma il meglio Gerd lo dà sugli altipiani del Messico dove spopola : segna il gol della vittoria, soffertissima, contro il Marocco, poi segna due triplette contro Bulgaria e Perù arrivando al gran giorno: quello della sfida contro l'Inghilterra: la rivincita di Wembley.
Léon, Messico, 14 giugno 1970, quarti di finale IX edizione Coppa Rimet sfida fra Germania e Inghilterra : è la ripetizione dell'ultima finale mondiale, una gara attesissima, carica di significati e di tradizione.
I tedeschi l'affrontano con una sorta di complesso di inferiorità,: dei sette incontri disputati nel dopoguerra la Germania ha vinto l'ultimo, in amichevole,prima solo sconfitte.
La partita, che sarebbe stata destinata a diventare un "cult" per i tedeschi non vi fosse stata la doccia fredda del 3-4 con l'Italia, si mette subito male : gli inglesi segnano nel primo tempo con il mediano Mullery e raddoppiano nella ripresa con Peters.
I giochi sembrano fatti, i tedeschi, storditi, quasi rassegnati, Gerd non tocca palla, sembra l'ombra del goleador implacabile visto nelprimo turno.
D'un tratto la musica cambia, gli inglesi tirano i remi in barca, Beckenbauer accorcia sorprendendo il portiere inglese Bonetti, sostituto dell'infortunato Banks, e Seeler pareggia mandando le squadre ai supplementari : una tortura sotto il sole dell'altipiano e i polmoni prosciugati dall'altura.
Decide Gerd nel secondo tempo supplementare ed entra così nella leggenda, è l'ottavo gol di Muller in quei mondiali,.
Alla fine saranno dieci.


Il 1970, se non per il Bayern, è comunque un'annata trionfale per Gerd che vince la classifica marcatori ai Mondiali del Messico (dove va sempre a segno fatta eccezione per la finale di consolazione con l'Uruguay) e riceve l'ambito Pallone d'Oro come miglior giocatore europeo dell'anno dalla giuria di France Football, succedendo nell'Albo d'Oro a Gianni Rivera.

Gerd è anche superstizioso, dopo l'exploit di Messico '70, nelle manifestazioni ufficiali, non abbandonerà più il numero 13

Stagione 1970-71

Una delle grandi delusioni del Bayern e di Gerd Muller si consuma nel finale di questa stagione che ad un certo punto sembra trionfale: all'ultima giornata il Bayern ha un punto di vantaggio sul rivale Borussia Moenchengladbach e deve andare a giocare a Duisburg su un campo non proibitivo, ma da due giornate deve fare a meno di Gerd e perde clamorosamente la partita ,0-2, e la Bundesliga dove viene scavalcato dal Borussia che vince a Francoforte segnando il gol del sorpasso quasi contemporaneamente al gol del raddoppio dell'MSV Duisburg.
Il Bayern fa 48 punti, uno in più dell'anno prima e due più di due anni prima quando si era laureato campione, ma non basta
La vittoria in Coppa di Germania lenisce in parte la delusione : 2-1 al Colonia nella appassionante finale di Stoccarda decisa ai supplementari .In Nazionale le cose vanno decisamente meglio: nelle qualificazioni agli Europei Gerd segna a ripetizione : scaccia i fantasmi di Tirana con il gol della vittoria, poi segna una doppietta ad Istambul e altri gol nelle amichevoli con Norvegia (3) e Danimarca (1)

Stagione 1971-72

La più ricca di gol.
Alla fine saranno l'incredibile cifra di 63 (40 in Bundesliga, 5 in Coppa Coppe, 5 in Coppa di Germania e addirittura 13 in Nazionale) in 55 partite.
Il Bayern trionfa in campionato e Gerd nella Scarpa d'Oro, mentre nella classifica del Pallone d'Oro arriva secondo per due soli punti dietro a Beckenbauer.
In Bundesliga il Bayern è una macchina da gol : Gerd ne segna 5 contro il solito Rot Weiss Oberhausen, 4 nella vittoria-record (11-1) col Borussia Dortmund, 3 ad Amburgo, 2 nella rivincita (5-1) col Duisburg che era stato fatale l'anno prima.
Alla fine il Bayern si laurea campione per la seconda volta con 55 punti e 101 reti segnate :sarà la sua stagione record.

WEMBLEY
29 aprile 1972

IV edizione Coppa Europa per Nazioni-quarti di finale gara di andata.

Inghilterra 1
Germania Ovest 3

E' sicuramente, fino a quel giorno, la vittoria più importante nella storia del calcio tedesco, la definitiva "rivincita di Wembley", l'inversione di una situazione di pesante sudditanza, è la conferma della vittoria di due anni prima a Lèon, con in più il sapore di vincere a Wembley.
Gerd segna l'ultimo gol.
Da allora in poi la Germania non uscirà più sconfitta dagli inglesi né ai Mondiali, né agli Europei.


Europeo 1972

Trionfo a Bruxelles !
La Germania ha appena sconfitto l'URSS per 3-0 con due gol di Gerd che nella stagione ha eguagliato il suo record di segnature in maglia bianca nel corso di una sola stagione :13, come due anni prima, ma stavolta in sole sette gare.


Il trionfo di Bruxelles

Gerd Muller segna un gol nella finale con i sovietici.
E' un lampo,la palla è sfuggita a Rudakov e per Khurtsilava e Kaplichniy è già troppo tardi
Nella sola Coppa Europa Muller segna 11 reti in 9 partite, uguagliando il record del danese Ole Madsen che nel 1964 ne aveva segnati altrettanti, contro Malta (5), Albania (1) e Lussemburgo (5); le vittime di Gerd sono invece Turchia (3), Albania (1), Polonia( 2), Inghilterra (1), Belgio (2), URSS (2).

Stagione 1972-73

Si annuncia come la stagione dell'assalto alla Coppa dei Campioni , nella quale il Bayern è favorito assieme all'Ajax detentore della Coppa e vincitore delle ultime due edizioni.
Anziché in finale, come auspicato da tutti, lo scontro avviene nei quarti e l'Ajax lo stravince all'andata per 4-0, mentre al ritorno l'unico a prendersi una platonica rivincita sarà Gerd che segna una doppietta, laureandosi capocannoniere del torneo con sette reti.
In Bundesliga il Bayern trionfa ancora e Gerd si conferma implacabile cannoniere con 36 reti.
La squadra bavarese domina dalla prima all'ultima giornata e fa corsa a sé, 54 punti, 11 di vantaggio sulla seconda, 93gol segnati : un trionfo assoluto.


Stagione 1973-74

Se il 1972 sembrava eccezionale il 1974 è davvero l'anno d'oro per Gerd, per il Bayern e per l'intero calcio tedesco: un'autentica messe di trionfi : Bundesliga, Coppa dei Campioni, Campionato del Mondo.
Di più non si può chiedere : eppure Gerd è in lieve flessione, per la prima volta negli ultimi cinque anni, pur giocando più partite (60, sarà il suo record), segna meno di 50 reti.
In Bundesliga il Bayern si conferma e Gerd raggiunge per l'ultima volta quota 30 (la quinta in carriera) .
Stavolta il testa a testa col Borussia si risolve all'ultima giornata con un solo punto di vantaggio in un duello anche di nervi.
Il Mondiale è alle porte…

La prima Coppa Campioni

La conquista della Coppa Campioni è drammatica : nella prima partita l'Atletico Madrid allenato dalla vecchia volpe Juan Carlos Lorenzo imbriglia i bavaresi e viene riacciuffato all'ultimo minuto dei tempi supplementari da un tiraccio di Schwarzenbeck quando tutto sembra perduto.
Il regolamento contempla la ripetizione e stavolta l'Atletico non ha scampo e viene letteralmente travolto per 4-0, Gerd segna un doppietta.
Gerd è spesso decisivo: la sfida più dura arriva agli ottavi contro i "cugini" della Dynamo Dresda superati per 7-6
(4-3 e 3-3) in due partite mozzafiato dove Gerd firma la vittoria all'Olympiastadion e poi il gol-qualificazione a Dresda.

Il Bayern ha rischiato seriamente l'eliminazione anche al primo turno qualificandosi ai rigori contro gli svedesi dell'Aatvitabergs dai quali acquista Torstensson che diventa uno dei pilastri della squadra campione d'Europa

Mondiale 1974

Se tutto è stato fin lì splendido, il Mondiale da giocare in casa non comincia bene, in particolare per Gerd Muller che con Cile e Australia non riesce ad ingranare.
Neanche la Nazionale tedesca gioca bene e ad Amburgo viene pesantemente fischiata dal pubblico al grido di "Uwe, Uwe" in segno di stima per il vecchio campione Seeler e di scherno per i giocatori del Bayern mai troppo amati al Volksparkstadion.
Nel derby con i "cugini" dell'Est arriva addirittura la prima sconfitta che sembra un segno del destino.

Gerd Muller ha segnato il gol del 2-0 contro la temuta Jugoslavia e festeggia in maniera insolitamente esuberante, è un gol liberatorio per "Der Bomber" che fino a quel momento ha segnato un solo gol, quello del 3-0 contro l'Australia, in tre partite.

La Germania però si riprende, batte Jugoslavia e Svezia, in una partita rocambolesca, e nella partita decisiva contro la rivelazione Polonia, Gerd decide la gara giocata su un terreno impossibile con un gol dei suoi,un capolavoro di potenza e opportunismo: la Germania è in finale control'Olanda.
In quella che sarà la sua ultima partita in nazionale, a soli 29 anni non ancora compiuti, Gerd Muller segna il suo 68esimo ed ultimo gol, il più importante fra i 610 che ha segnato in competizioni ufficiali riconosciute dall'UEFA :è quello della vittoria tedesca nella decima edizione della Coppa del Mondo, la prima Coppa FIFA.

Il gol più famoso di Gerd Muller: Rijsbergen di spalle lo ha "perso", quello che cerca di opporsi è Haan, mentre Krol, sulla sinistra, sembra già arrendersi.
Il destro rasoterra di Gerd, nella sua classica giravolta spalle alla porta, non è forte ma preciso e non lascerà scampo al portiere olandese Jongbloed : è il gol decisivo della finale, l'ultimo di Gerd in nazionale.

Stagione 1974-75

La stagione, dopo anni di trionfi è difficile, il Bayern in Bundesliga è lontano dalla lotta al vertice, i gol di Gerd (23 alla fine) non servono a tenerlo a contatto del Borussia.
Alla fine il Bayern è addirittura decimo, a sedici punti dai campioni, quindici punti e trentotto gol in meno all'attivo rispetto all'anno prima.
Il calo della squadra è notevole e non bastano gli sprazzi di gioco ed i gol di Muller per tenerla a galla, Gerd ha qualche giornata felice, qualche guizzo dei suoi, ma non è sufficiente: a Dusseldorff segna 3 gol in quattro minuti, ma il Bayern crolla e finisce per perdere per 5-6, è comunque il Fortuna Dusseldorff il suo bersaglio preferito : 3 reti anche all'andata in una delle poche giornate in cui il Bayern mostra lo smalto dei tempi migliori


Coppa dei Campioni 1975

Il Bayern si rifà in Coppa dei Campioni, ma il suo cammino è tutt'altro che facile.
Si comincia negli ottavi con il solito "derby" con i "cugini" dell'Est: stavolta tocca al Magdeburgo che mette i brividi ai campioni d'Europa.
A Monaco, alla fine del primo tempo i tedeschi orientali conducono per 2-0 con un gol di Sparwasser, l'uomo che aveva deciso anche il derby "mondiale" pochi mesi prima.
Nella ripresa sale in cattedra Muller che con una doppietta rimette in corsa il Bayern , che alla fine vince 3-2.
Al ritorno è ancora Gerd a segnare la doppietta della qualificazione che rende inutile un altro gol dello "specialista" Sparwasser.
I quarti vengono superati a fatica contro gli armeni sovietici dell'Ararat Erevan (2-0 0-1) ed in semifinale il Bayern ritrova il Saint Etienne,ovvero la squadra che lo aveva eliminato all'esordio in Coppa Campioni, sei anni prima.
Stavolta la musica è diversa e con una vittoria per 2-0 a Monaco dopo un pareggio a reti bianche il Bayern si qualifica per la finalissima di Parigi.
La XXV-ma finale della Coppa dei campioni è destinata a rimanere nella storia come una delle più tormentate dalle polemiche, la prima nella quale la violenza dei teppisti la fa da padrona.
Nell'occasione i francesi inaugurano il nuovissimo stadio del "Parc des Princes", una "bomboniera" costruita con criteri modernissimi che mostrano orgogliosi all'Europa.
Purtroppo il pessimo arbitraggio del francese Kitabdjan, che annulla inspiegabilmente anche un gol allo scozzese Lorimer, crea un clima esplosivo in campo e sugli spalti.
Il Leeds domina la partita e quando, a venti minuti scarsi dalla fine Franz Roth in contropiede porta in vantaggio il Bayern i tifosi inglesi assiepati sulel tribune scatenano il finimondo.
Quando il solito Gerd con un capolavoro di opportunismo segna il gol del raddoppio a sette minuti scarsi dalla fine la battaglia si inasprisce.
Alla fine per puro caso non si lamentano vittime, ma il "vernissage" dello stadio lo ha ridotto in macerie: le tribune sono distrutte, le poltroncine divelte ed incendiate, lapolizia francese è impegnata duramente fino a notte fonda per ristabilire l'ordine pubblico.
E' in questo clima da guerriglia urbana che il Bayern alza al cielo il trofeo che salva la sua stagione più difficile.

Una dura lezione

I nodi, mascherati contro gli inglesi del Leeds dalla vittoria in Coppa Campioni, vengono clamorosamente al pettine contro gli ucraini sovietici della Dinamo Kiev, che, guidati dal colonnello Lobanovski, stanno imponendo il cosiddetto "calcio del 2000" e rappresentano forse l'espressione più brillante nel panorama europeo di quell'evoluzione del calcio iniziata dalle squadre olandesi nei primi anni '70 e poi identificatasi nel cosiddetto "calcio totale" dell'Olanda ai Mondiali del '74.
Il Bayern, ancora boccheggiante dopo la difficile stagione del dopo-Monaco, è chiamato ad affrontare in casa gli straripanti avversari il 9 settembre 1975.
Di fronte si trovano due squadre in momenti molto diversi delle loro parabole: il Bayern è in fase calante, mentre la Dinamo Kiev si appresta a disputare, da favorita, la Coppa Campioni.
La sfida si gioca davanti a 30.000 spettatori, un'accoglienza tiepida per la manifestazione, giunta alla sua quarta edizione, e che mette di fronte le squadre vincitrici della Coppa Campioni e della Coppa delle Coppe.
Il Bayern non ha scampo, la Dinamo più fresca e potente passa nella ripresa con un gol del suo fuoriclasse Blokhin, vince meritatamente la partita e mette una pesante ipoteca sulla conquista del trofeo.
Ipoteca regolarmente riscossa nel ritorno, quando, allo "Stadio della Repubblica" di Kiev di fronte a 110.000 spettatori, gli ucraini dominano dando una durissima lezione ai bavaresi privi anche di Gerd Muller infortunato.
Ancora Oleg Blokhin, avviato alla conquista del Pallone d'Oro, con una doppietta chiude i conti e conferma che la parabola del Bayern ha incominciato la fase discendente: da ora in poi è possibile aspettarsi qualche colpo di coda, non più la marcia regolare ed impressionante degli anni d'oro.

Stagione 1975-76

Il Bayern la comincia male.
La squadra, già logora dopo il Mondiale '74, stenta a riprendersi e non brilla. Nel girone di andata il Bayern si stacca subito dal treno di testa e scende fino alla decima posizione all'inizio del girone di ritorno.
Nella seconda parte tuttavia ha un ottimo recupero che lo porta fino al secondo posto, per poi chiudere al terzo.
Come al solito il rendimento del Bayern ricalca quello del suo Bomber.
Gli acciacchi fisici, in particolare il mal di schiena, affliggono Gerd tenendolo lontano per nove gare (3 vittore e 6 sconfitte) nelle quali il Bayern sprofonda dal secondo posto al decimo per poi emergere e sfiorare le prime posizioni quando il suo cannoniere torna in pista segnando con continuità.
In campionato si toglie qualche grossa soddisfazione : 3 gol ai campioni del Borussia, addirittura nell'ultima di campionato all'Herta Berlino.
Alla fine in 22 gare saranno 23 i gol di un Gerd che arriva alla migliore condizione per il "rush finale della Coppa Campioni dove saprà lasciare il segno.


La terza Coppa Campioni

E' questa l'ultima stagione grande stagione di una grande squadra che riesce a piazzare la botta vincente all'ultimo sprint conquistando la terza Coppa dei Campioni consecutiva, eguagliando così l'Ajax che aveva trionfato nei tre anni precedenti il tris bavarese .
Il prestigioso trofeo ha ancora più fascino perché arriva grazie ad una serie di vittorie contro avversari di rango nelle quali il Bayern ed il "Der Bomber" sanno sfruttare al massimo un perfetto amalgama di esperienza e di classe.
Dopo un avvio facile contro i lussemburghesi del Jeunesse Esch con Gerd che timbra il cartellino con due reti, il Bayern soffre contro il Malmoe (0-1 e 2-0), ma passa il turno
La gara con gli svedesi cade nel periodo in cui Gerd è assente per infortunio e la squadra è in emergenza, ma in primavera, con un Muller fresco e riposato, il Benfica non ha scampo.
I bavaresi lo travolgono per 5-1, dopo avergli imposto il pareggio a Lisbona, e "Der Bomber", rientrato dall'infortunio segna ancora una bella doppietta che chiude il discorso qualificazione.
In semifinale il sorteggio riserva lo scontro contro l'avversario più prestigioso: il Real Madrid che schiera un avversario ancora più stimolante quel Gunther Netzer che è stato il nemico numero uno del Bayern di Muller e Beckenbauer.
Sono due sfide destinate a restare nella storia della Coppa Campioni, due sfide nel segno di Gerd Muller che segna tre gol sciorinando tutto il suo repertorio dal colpo di astuzia dell'opportunista, al gol di potenza, al gran tiro dai diciotto metri: uno show che lo riporta ai suoi momenti migliori.
Al Bernabeu sfrutta un'indecisione dei difensori madridisti che lo accusano addirittura di essersi finto claudicante per poi balzare su una palla persa e pareggiare il gol iniziale di Roberto Martinez, tanto che alla fine subisce anche un'aggressione di un tifoso spagnolo prima di guadagnare il tunnel che conduce negli spogliatoi.
All'Olympiastadion Gerd conquista la scena : un poderoso uno - due in mezz'ora stronca il Real che nel turno precedente aveva eliminato il Borussia proprio pareggiando in Germania per 2-2.
Stavolta un fantastico gol dai diciotto metri chiude i conti con i madrileni e proietta il Bayern alla finale di Glasgow contro i francesi del Saint Etienne, la cui difesa, imperniata sul poderoso centrale argentino Piazza è la bestia nera di Gerd che dal 1969 vi ha giocato contro quattro volte senza riuscire mai a segnare un gol, cosa per lui più unica che rara.
Anche la quinta volta Gerd resta a bocca asciutta, ma il Bayern vince lo stesso: 1-0 con una punizione di Franz Roth che sorprende i francesi che hanno dominato a lungo la gara colpendo anche tre legni e impegnando severamente a più riprese Sepp Maier.
Nonostante, come l'anno precedente, qualcuno storca la bocca sulla prestazione del Bayern e parli di un Saint Etienne che avrebbe meritato molto di più, la Coppa resta in Germania ed è l'unica cosa che realmente ha importanza.

Stagione 1976-77 : arriva anche la Coppa Intercontinentale

L'involuzione della squadra bavarese si conferma nella stagione 1976-77, ma arriva l'ultimo grande trofeo, quello che ancora mancava per chiudere un ciclo difficilmente ripetibile di dieci anni di vittorie senza soluzione di continuità : la Coppa Intercontinentale.
Negli anni precedenti, dopo le intemperanze delle squadre argentine ai danni di quelle europee, il Bayern si era rifiutato di disputare la doppia finale, con l'Independiente, la prima volta era stato "sostituito" dall'Atletico Madrid, mentre l'anno successivo la Coppa Intercontinentale non era stata assegnata.
Nelle due finali, disputate il 23 novembre a Monaco e il 22 dicembre a Belo Horizonte l'avversario è il Cruzeiro, un avversario tecnicamente fortissimo che però dà migliori garanzie "compartimentali".
Il Bayern vince in casa con due gol nel finale di Gerd e di Kapelmann che dopo una partita sofferta, ma intensissima mettono i bavaresi al riparo da spiacevoli soprprese che infatti non arrivano : Sepp Maier chiude la porta e con uno
0-0 molto… "italiano" Gerd & compagni portano in Germania la prima Coppa Intercontinentale vinta da una squadra tedesca.
In Bundesliga il Bayern disputa una stagione in calando, i soliti guai alla schiena bloccano Gerd dalla ventesima alla ventottesima giornata ed il Bayern scivola dal secondo al settimo posto e viene eliminato in Coppa dei Campioni dalla sua "bestia nera" la Dinamo Kiev, troppo forte per un Bayern "orfano" del suo "Bomber".
Gerd segna due gol ai danesi del Koge, poi altri due ai cecoslovacchi del Banik Ostrava, ma , assente lui, il Bayern viene liquidato da due gol negli ultimi dieci minuti dopo aver battuto gli ucraini all'andata per 1-0.
Gerd chiude la stagione con 28 reti in 25 partite nella Bundesliga , segna 5 reti nel 9-0 al Tennis Borussia Berlino, 4 all'Amburgo (che vince la Coppa delle Coppe) nella migliore prestazione dell'anno, e ancora 6 (4+2) fra andata e ritorno al Rot Weiss Essen.

La Coppa proibita

Giunto a fine carriera Gerd Muller potrà avere un solo rimpianto, quello di non essere riuscito mai a conquistare, la SuperCoppa Europea, l'unico prestigioso traguardo sfuggitogli per ben due volte, nel 1975 e nel 1976 dopo che nel 1974, per motivi di "opportunità politica" non era stata organizzata la sfida con i "cugini" del Magdeburgo.
Dopo aver fallito il primo assalto contro la poderosa Dinamo Kiev, il 17 agosto 1976 il Bayern batte all'Olympiastadion l'Anderlecht per 2-1, con una splendida doppietta di Gerd, che guida alla rimonta i compagni dopo un gol iniziale dei belgi.
Al ritorno tuttavia il Bayern naufraga sotto i gol degli olandesi Haan e Rensenbrink che si prendono così una platonica rivincita sulla finale mondiale di due anni prima: nell'1-4 finale, è Gerd a salvare l'onore del Bayern e ad illudere i tedeschi fin quasi alla fine.

Stagione 1977-78

E' la peggiore stagione della storia del Bayern, una sorta di malinconico preludio all'abbandono della scena.
La squadra bavarese arriva al dodicesimo posto, dopo aver rischiato di rimanere invischiata nella lotta per non retrocedere, la salva da guai peggiori l'ultima bella stagione di Gerd, che, lasciato in pace dai guai alla schiena, gioca 33 partite segnando 24 reti.
Alla fine però il bilancio del Bayern è desolante : 32 punti soltanto, sedici di distacco dal Colonia campione di Germania per differenza reti sul Borussia.
Anche in Coppa UEFA una mortificante delusione : travolto dall'Eintracht Francoforte in un "derby tedesco".
Il Gerd segna il suo 67' ed ultimo gol nelle Coppe Europee al 44'di Bayern - Marek Stanke Dimitrov 3-0; come il primo realizzato undici anni prima, anche il suo ultimo gol "europeo" Gerd lo segna ad una squadra bulgara.

Stagione 1978-79

E' l'ultimo stagione di Gerd al Bayern.
Ormai in declino assieme alla sua squadra nella quale è rimasto quasi solo, non ci sono più Beckenbauer, Hoeness e Roth, Breitner sta per andarsene.
Gli infortuni non gli danno tregua; la sua ultima stagione è soffertissima. Alla fine, fra Coppa e Bundesliga solo 21 partite e 13 reti, 9 delle quali in campionato.
Il 18 novembre 1978, a Kaiserslautern, segna il suo ultimo gol; è un gol inutile che arriva a pochi minuti dalla fine sullo 0-2 e serve solo a mitigare la sconfitta.
La domenica dopo esce dal campo dopo appena mezz'ora, da lì alla fine gioca solo altre tre partite, l'ultima, il 10 febbraio 1979 contro il Borussia Dortmund travolto per 4-0.
Gerd non segna.
In campo, curiosità della sorte, vi sono l'uomo che gli fu preferito ai mondiali del '66, Siegfried Held, che gioca col Borussia, e il suo successore nel Bayern ed in nazionale, Karl Heinz Rummenigge.


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