venerdì, dicembre 16, 2005

Ed ecco la storia dei Salentini.

Dal sito ufficiale dei giallorossi.

La nascita ed i primi anni
Il 15 marzo 1908 viene fondato lo Sporting Club Lecce che inizialmente comprende sezioni di calcio, atletica leggera e ciclismo. Il primo presidente e' Francesco Marangi. Le prime maglie sono bianconere. Nei primi anni di vita la squadra svolge attività di carattere prevalentemente regionale. Nel 1923/24 l'attività viene così sospesa una prima volta. Il 16 settembre 1927 nasce così l'Unione Sportiva Lecce dalla fusione della Juventus e del Gladiator e le maglie sono ancora bianconere. Il primo presidente è Luigi Lopez y Rojo. In quell'anno il Lecce viene ammesso nuovamente al campionato di prima Divisione per la ritrutturazione dei tornei. E' un periodo positivo e i pugliesi l'anno successivo ottengono addirittura la promozione in serie B dopo lo spareggio col Taranto. Siamo alla fine del campionato 1928/29.
Inizia il girone unico: il Lecce in serie B
Il 1929/30 è l'anno che sancisce la ristrutturazione dei campionati di serie A e B portandoli a girone unico e il Lecce partecipa per la prima volta nella sua storia al torneo cadetto: nel frattempo sono comparse per la prima volta le maglie giallorosse. La prima partita in serie B e' incoraggiante: il 6 ottobre 1929 il Lecce vince a Novara per 2-1. Il primo anno di B è abbastanza positivo col raggiungimento del tredicesimo posto in classifica e soprattutto della salvezza. Seguono altri due campionati di serie B, che il Lecce conclude rispettivamente al quattordicesimo e al diciassettesimo posto, prima della sospensione dell'attività, per la seconda volta, avvenuta dopo la conclusione della stagione 1931/32. In questi anni alcune squadre locali prendono parte ai campionati minori.
La ripresa dell'attività e il periodo pre-bellico
L'attività agonistica rimane sospesa per quattro anni fino alla stagione 1936/37 quando l'U.S. Lecce riparte dal campionato di serie C ottenendo l'undicesimo posto finale. I due anni seguenti sono da dimenticare: nel primo si ritira dopo quattro giornate del campionato di serie C, mentre nel secondo ottiene il terzo posto, ma viene retrocesso al dodicesimo e ultimo posto per violazione del regolamento federale. Negli anni seguenti sfiora più volte il ritorno in B (secondo nel 40/41, terzo nel girone finale del 42/43) prima di ottenerlo al termine del campionato 1945/46.
Ancora tre campionati di B prima del declino
Il ritorno nella serie cadetta è positivo e al termine della stagione 1946/47 si classifica addirittura al quarto posto trascinato dai gol di Pavesi, capo-cannoniere con 27 reti. L'anno dopo ottiene il terzo posto finale e conseguente ammissione al torneo di serie B dell'anno successivo su girone unico: anche in questo caso e' un attaccante a mettersi in luce, Silvestri, autore di 20 gol. Ma la crisi è dietro l'angolo: il campionato 1948/49 vede il Lecce classificarsi ventesimo con la conseguente retrocessione in C. Inizia il periodo più buio nella storia della società pugliese che la porta, dopo alcune stagioni concluse con risultati altalenanti, addirittura fino alla quarta serie al termine del campionato 1954/55. Tra le poche note liete di quest'epoca troviamo gli exploit di Anselmo Bislenghi che con 83 reti segnate è il bomber di sempre nella storia del Lecce.
1957/58: il ritorno in serie C e gli anni '60
E' l'anno della rinascita. Il Lecce ottiene il sesto posto nel girone C della prima serie Interregionale, categoria in cui vi era finito l' anno prima dopo aver perso dal Marsala lo spareggio, e viene così riammesso in C. Per i pugliesi inizia un ciclo che li vede protagonisti in questa serie, spesso anche con risultati esaltanti. L'inizio è subito incoraggiante e il primo anno, il 1958/59, si chiude con il sesto posto. Nel 1961/62 sfiora per una prima volta il ritorno in serie B, finendo secondo e perdendo la promozione negli ultimi 180 minuti a beneficio del Foggia. Il resto del decennio trascorre senza grandi sussulti senza mai rischiare nè la retrocessione nè la promozione. Alla fine di questi anni vengono però gettate le basi per la squadra che all'inizio degli anni '70 lotterà sempre per le prime posizioni.
I primi anni '70, l'en-plein del 1972/73 e il record di Tarabocchia
Il nuovo decennio inizia subito con il quarto posto. Ma i risultati migliori devono ancora arrivare. Il 1971/72 vede il Lecce classificarsi al secondo posto sfiorando così il ritorno in B. E' una sorta di maledizione con i giallorossi che otterranno lo stesso risultato per tre anni consecutivi. Ma nonostante tutto la stagione 1972/73 passerà comunque alla storia. Il Lecce chiude il campionato di C vincendo tutte e diciannove le gare interne che ancora oggi è record per i campionati di serie A, B e C-1. Ma non solo. Sempre in questo anno il Lecce ha stabilito un altro record che ancora oggi vale per i campionati di terza serie: il bomber giallorosso Ferrari con 26 centri e' stato quello che ha realizzato il maggior numero di reti in un torneo di C. Ma è tutto inutile con l'Avellino che vince il campionato con tre punti di vantaggio. Nel 1973/74 il Lecce perde la promozione a favore del Pescara per una clamorosa gaffe che vede i pugliesi non giocare la partita di Marsala (non c'era l' arbitro designato, ma ne era ugualmente stato chiamato un altro), che gli viene quindi data persa a tavolino con l' aggiunta di un punto di penalizzazione. Nel 1974/75 un altro primato: la porta del portiere Emmerich Tarabocchia rimane infatti imbattuta per 1791 minuti. E' ancora oggi il record italiano nelle prime tre categorie del campionato.
La storica stagione 1975/76 ed il ciclo in B
Mentre il 1972/73 è passato alla storia come l'anno dei record, il 1975/76 è sicuramente ricordato come l'anno dei trionfi. In quest'anno infatti il Lecce vince il campionato di serie C, con la conseguente promozione in B, chiudendo l'anno senza subire sconfitte in casa. Ma è solo uno dei trionfi ottenuti. A Lecce arriva infatti anche la coppa Italia di serie C: in finale i giallorossi superano 1-0 il Monza con rete di Loddi. E nell'ottobre 1976 i giallorossi si aggiudicano anche la coppa Italo-inglese semiprofessionisti battendo 4-0 lo Scarborough dopo aver perso 1-0 la gara di andata.
I primi campionati di serie B trascorrono nella più totale tranquillità con piazzamenti di media-alta classifica. Nel frattempo la società è nuovamente passata di mano con l'arrivo di Franco Jurlano alla presidenza. Nel marzo 1980 il Lecce ed un suo tesserato, Claudio Merlo, sono coinvolti nel grande scandalo del toto-scommesse. Se però per il calciatore arriva la squalifica, la società riesce a provare la sua estraneità ai fatti. Dopo una leggera flessione a cavallo tra gli anni '70 e '80 che ha visto il Lecce occupare sempre posizioni di bassa classifica, il 1983/84, con il quarto posto finale, rappresenta il trampolino di lancio per l'anno successivo.
Sempre in questo periodo l'ambiente del Lecce è funestato da una duplice tragedia. Il 2 dicembre 1983 in un incidente stradale perdono la vita Michele Lo Russo e Ciro Pezzella. Lo Russo con 418 presenze è ancora oggi il fedelissimo del club pugliese.
La prima promozione in serie A ed il torneo 1985/86
Il 1984/85 vede il Lecce raggiungere la serie A per la prima volta nella sua storia. Chiude il campionato cadetto al primo posto appaiato a 50 punti col Pisa. La partita decisiva si giocò a Monza il 16 giugno 1985 ed i giallorossi, allora allenati da Fascetti, pareggiarono 1-1. In quella squadra giocavano, fra gli altri, i fratelli Di Chiara, Stefano e Alberto (autore del gol promozione), Miceli, Vanoli e Paciocco. Anche in questo caso il Lecce chiude la propria stagione senza subire sconfitte in casa. Viene edificato a tempo di record il nuovo stadio, denominato "Via del Mare" che e' inaugurato con la gara Lecce-Torino 0-0 del 22 settembre 1985. Tre giorni dopo Lecce ospita per la prima volta la Nazionale italiana che gioca contro la Norvegia e finisce 1-2 ( seconda partita degli azzurri sarà contro il Belgio). Ma il grande sogno dura un solo anno. Il gap con le formazioni di massima serie è troppo evidente e il Lecce, al termine della sua prima stagione in serie A, torna così in B chiudendo la stagione 1985/86 all'ultimo posto con appena 16 punti conquistati nonostante gli acquisti del presidente Jurlano e del ds Cataldo che portarono in Puglia i nazionali argentini Barbas e Pasculli e l'ex nazionale azzurro Causio. Di quella infelice stagione resta pero' memorabile la vittoria ottenuta alla penultima giornata in casa della Roma, un 3-2 che fece perdere lo scudetto ai giallorossi della capitale.
1986-1993: l'ascensore tra A e B
Il Lecce fa così il suo ritorno in serie B, ma senza perdersi d'animo. Nel 1986/87 infatti sfiora il ritorno immediato in serie A, ma non centra l'obiettivo solo per poco. La squadra, guidata inizialmente da Santin sostituito a stagione in corso da Mazzone, chiude il campionato al terzo posto insieme a Cesena e Cremonese. Si gioca un girone a tre di spareggi che però non decreta la promossa in serie A. Al termine del mini torneo infatti Lecce e Cesena sono ancora appaiati e bisogna così ricorrere ad un ennesimo confronto che a San Benedetto del Tronto in data 8 luglio vede il Cesena trionfare col risultato di 2-1. La festa è rimandata di soli dodici mesi con il ritorno nella massima serie al termine della stagione 1987/88. Tre anni in serie A, con un nono posto nel 88/89, e poi è di nuovo retrocessione nel 1990/91. Sono anni che vedono i pugliesi salire e scendere in continuazione di serie. Così dopo altri due anni passati in B, nel 1992/93 arriva la nuova promozione in serie A, un po' a sorpresa: allenatore di quell' anno Bruno Bolchi. Ma anche questa volta, come nel primo caso, il sogno dura solo dodici mesi con il ritorno immediato in B. In questa infausta stagione vengono battuti tutta una serie di primati negativi: maggior numero di punti persi sul proprio campo, 26 su 34, minor punteggio in classifica, appena 11 punti, peggior media inglese, -40, massimo numero di sconfitte totali, ben 26.
I giorni nostri
Il Lecce chiude la stagione 94/95 in B addirittura all' ultimo posto e così dopo diciannove anni torna in serie C. Unica nota lieta il cambio di proprietà con l'arrivo ai vertici societari del gruppo Semeraro (Banca del Salento) con la presidenza affidata a Mario Moroni. L'anno seguente, classificandosi al primo posto, torna immediatamente tra i cadetti. Ma le sorprese continuano e il Lecce fa così il doppio salto tornando in serie A dopo un solo anno di B al termine della stagione 1996/97. Allenatore del miracolo Giampiero Ventura. Ma è una continua altalena. Il Lecce non riesce infatti a trovare stabilità di risultati e al termine del campionato 1997/98 è ancora retrocessione dopo un anno travagliato che ha visto cambiare allenatore tre volte: prima Prandelli, poi Pereni e infine Sonetti si alternano sulla panchina giallorossa. Il campionato 1998/99 ha visto l'ennesimo cambio di serie con il ritorno in A conquistato all'ultima giornata a Verona contro il Chievo vincendo 2-1 e grazie ad uno straordinario girone di ritorno. Fermato l' ascensore che andava su e giu' da una categoria all' altra, nelle ultime due stagioni la squadra giallorossa ha centrato altrettante, seppur sofferte, salvezze in serie A regalandosi un record: il terzo campionato consecutivo in massima serie, evento gia' accaduto nei tornei 88/89, 89/90 e 90/91.


Prossimamente parlemo su queste pagine di Barbas ,Pasculli ,di Bojinov...ma non solo.