lunedì, dicembre 19, 2005

Eroe per caso.

Angelo Mammì /qui foto e scheda/ è stato un calciatore che nel periodo in cui calcò i campi delle massime serie professionistiche ; a cavallo fra gli anni sessanta e settanta, rappresentò un idolo, un'icona, per un'intera regione, la Calabria, che proprio in quegli anni si affacciava per la primissima volta alla ribalta della Serie A.

Inoltre pochi calciatori hanno legato altrettanto indissolubilmente la loro immagine ad un singolo episodio come è accaduto ad Angelo Mammì : l'uomo che segnò un gol alla Juve battuta a Catanzaro !

Per prologo, un dramma

Si giocava il Campionato 1971-72, la Juventus lottava al vertice con il Milan di Rivera, il Cagliari di Riva ed il sorprendente "Toro" di Gustavo Giagnoni e si era appena laureata, dopo molti anni, Campione d'Inverno.

Il girone di ritorno si apriva con un "classico" testa-coda, la Vecchia Signora infatti scendeva per la prima volta a giocare in Calabria, allo stadio "Militare" di Catanzaro nel cuore di uno dei suoi più fedeli feudi del tifo.

Quindici giorni prima si era disputata a Torino la sfida fra la Juventus e la Fiorentina e la squadra bianconera, reduce da una sconfitta a Cagliari causata da una clamorosa "papera" del portiere Carmignani , aveva battuto i viola con un gol del suo "bomber" Bettega, in odore, a soli ventuno anni appena compiuti, di convocazione in Nazionale.

Nel dopo partita Bettega si era presentato in Sala Stampa in preda a brividi ed aveva tossicchiato durante tutta l'intervista a 90° minuto.

Due giorni dopo la notizia : uno scarno comuni-cato stampa annunciava che Bettega sarebbe stato assente dai campi di calcio per non meglio precisata forma di "affezione polmonare".

Fra le righe tutti lessero la triste ed incredibile realtà : Bettega aveva quella che comunemente viene definita tisi.

Si mormorò di carriera finita, di certo era finito il Campionato del giovane asso bianconero e la "Vecchia Signo-ra", dopo aver reagito bene con una vittoria a Vicenza che le aveva consegnato lo "scudetto d'in-verno", era attesa alla ri-prova definitiva proprio a Ca-tanzaro.

Un giorno atteso da una vita

Il Catanzaro disputava il suo primo Campionato nella massima Serie, anzi era la prima squadra calabrese in assoluto giocare in Serie A.

Una Serie A conquistata dopo un campionato combattutissimo, in un drammatico spareggio al San Paolo di Napoli contro il favoritissimo Bari e deciso da un gol del suo piccolo centravanti calabrese : Angelo Mammì.

L'intera regione era in fermento per l'arrivo della Juve, un evento atteso da una vita, ma in Serie A il Catanzaro aveva avuto vita dura e lottava, dopo quindici partite, con l'acqua alla gola in piena zona retrocessione, senza essere ancora riuscito a cogliere la prima vittoria.

La partita si giocava domenica 30 gennaio e, secondo molti un po' misteriosamente, il terreno dello Stadio Militare si presentò inzuppato fino ai limiti della praticabilità. La cosa non sarebbe passata sotto silenzio (specialmente dopo l’esito imprevedibile) e la polemica sul “campo allagato con le pompe” (in una città in perenne crisi di approvvigionamento idrico !) durò per anni. Ceravolo, il Presidente, dopo una indignata reazione in quei giorni, non smentì mai forse perché pensò, a ragione, che in Italia una “furbata” simile sarebbe stata un vanto più che un’onta.

La gara con uno stadio gremito si disputò lo stesso, ed il terreno difficile frenò i più tecnici bianconeri, nelle cronache dell'epoca presentati anche come "stranamente contratti" se non addirittura "frastornati" dal contraccolpo psicologico subito per il dramma umano ancor più che sportivo toccato al suo più ammirato calciatore , al nuovo idolo delle folle bianconere : Roberto Bettega.

La Juve infatti sembrò accasciarsi sul difficile terreno calabrese sotto il peso della grave assenza e del dramma che sembrava chiudere una carriera che stava nascendo sotto i migliori auspici, ma, sempre le cronache del tempo, parlarono anche di una grande prova di coraggio delle "aquile" che sul terreno scivoloso seppero letteralmente gettare il cuore al di là dell'ostacolo e misero per gran parte della partita la Juve letteralmente alle corde con una volontà ed una determinazione commoventi.

Un gol lungo una vita

Nonostante tutti i problemi evidenziati, la Juve sembrava poter condurre in porto lo 0-0 che le avrebbe comunque garantito di contenere il recupero di Milan e Cagliari entrambe vincenti, quando, a sei minuti scarsi dalla fine, su un ultimo disperato assalto dei giallorossi, nacque un angolo e su quell'angolo, in una difesa di belle statuine bianconere, il più piccolo, Mammì, trovò il guizzo per insaccare (di testa !) il gol della vittoria e regalare al Catanzaro la prima vittoria in Serie A.

Fu un gol altrettanto storico (se non di più) di quello segnato l'anno precedente nello spareggio con il Bari. Le cronache parlarono di un tripudio di popolo; i tifosi del Catanzaro impazzirono letteralmente (come le quote del Totocalcio) e Angelo Mammì divenne per qualche giorno il più ricercato fra i protagonisti del Campionato. Domenica Sportiva, giornali, rotocalchi fecero a gara per intervistarlo, lui, un calabrese, che aveva portato per la prima volta una squadra della sua regione in Serie A e poi a battere addirittura la Juventus, la squadra per cui gran parte della Calabria, allora lontana dal grande calcio, faceva appassionatamente il tifo.

Il gol di Mammì fu ritrasmesso infinite volte in televisione e l’immagine del piccolo calabrese stravolto ed incredulo per la felicità anticipò l’urlo di Tardelli al Mundial ’82.

Purtroppo quella prodezza non bastò al Catanzaro del Presidente Ceravolo
e dell'allenatore Seghedoni per salvarsi.
Nonostante un coraggioso inseguimento , qualche sfortunata circostanza contribuì a condannarlo alla retrocessione assieme a Mantova e Varese ad un solo punto dal Verona ed a due dal Lanerossi Vicenza.
Angelo Mammì proseguì la sua carriera di onesto centravanti in Serie B (al Messina) senza lasciare nessun particolare ricordo oltre ai suoi due gol miracolosi.