venerdì, dicembre 30, 2005

Jovanotti e la 'ndrangheta...ma vaffanculo.

Io credo che a questo mondo
esista solo una grande chiesa
che passa da CHE GUEVARA
e arriva fino a MADRE TERESA
passando da MALCOM X attraverso
GANDHI e SAN PATRIGNANO
arriva da un prete in periferia
che va avanti nonostante il Vaticano

è lo stesso?

una volta si diceva beata la terra che non ha bisogno di eroi...
adesso è questione di cretini. quando fallì un album pochi anni fa disse più volte che il pubblico non lo aveva capito, che era tutta colpa del pubblico. adesso che è risorto cita Petrarca e va a Locri. sempre egocentrismo. sempre moralismo, come quando cantava "no vasco no". la sua fortuna è stata che le pietre hanno finito di piovergli addosso quando scrisse quelle parole qui sopra. perchè una cultura al potere -ma in debito d'ossigeno su tutto- si cala le braghe con chiunque sia political correct.

ricordo i pitura freska e la loro "lega la lega": se la cantavano senza voler cambiare le cose.
ai leghisti dovevano pensarci occhetto e d'alema.
per il resto sono sempre e solo canzonette, con buona pace di bennato, che adesso suona per la tim.... finchè penseremo anche e solo per un attimo che i jovanotti di turno possano spendere una parola sulla criminalità organizzata, vorrà dire che si siamo pacificati anche noi.

è "facile" prendere posizione - e penso a Bono - contro il nucleare e i problemi mondiali.
più difficile andare nello specifico, parlare per esempio di camorra e altri. però da che pulpito?
sempre quello dell'egocentrismo.
bisognerebbe avere l'umiltà di dire di no, di non riciclarsi con la "scusa che ci si rimette sempre in gioco".
l'umiltà di dire "sono solo un cazzone che strimpella". invece ecco sempre il gesto gratuito perchè protetto dalla buona fede, dall'ingenuità.
continuo a pensare che l'ingenuità nelle persone mi fa paura. dopo i 30 se sei ingenuo, o sei scemo o sei in malafede.
quando io ho votato per la prima volta, jovanotti scriveva sulla scheda w charlie brown.
oggi io continuo a votare senza fare proclami mentre lui corre a dx come a sx per rifarsi eternamente una verginità.

e fa più danni una parola di retorica che una frase di silenzio.però a molti piace sapersi circondati dalle belle bandiere, dalle belle persone. perchè "non se ne stanno a godersi i miliardi": e a te chi te lo dice?
ho visto eogismi scalare le montagne ed erano più forti delle divise socio-polithce che indosssavano.

al posto suo max pezzali non ha mai detto nulla. perchè non aveva nulla da dire. a differenza di jovanotti, che pensa sempre a strillare e a sollevare questioni. ma sto cazzo di paese ha bisogno di soluzioni.
non di predicatori del nulla.

ha bisogno di fatti concreti: non di omaggi, trasposizioni, riconoscimenti, targhe, memoriali, dediche, antologie, libere trasposizioni da.


ma vaffanculo, va.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Finalmente qualcuno che mette in chiaro la storia, punta le luci dell'analisi sull'"Affaire Cherubini" per quel che è: Jovanotti è un qualunquista paraculo, parla parla per non dire nulla molto furbescamente. Quello stralcio di "penso positivo" è un esempio perfetto: ad una prima lettura sembra chissà che Manifesto con la M maiuscona, ma a leggere attentamente ci si accorge che è un bel fritto misto di esempi rivoluzionari con realtà reazionarie ai limiti del pogrom, tutto in favore della mitologia superficiale mediatica e analisi zero. E del resto negli anni '80 Jovanotti era una specia di paradigma post-paninaro.

L'egocentrico finto rivoluzionario e COME SEMPRE molto "romano fìo de quarcuno", perché sennò col k4zz0 che vieni lanciato nel mondo dello spettacolo, è una delle tante (ignobili) vedette al decennale della morte del Faber, grottesco baraccone organizzato da un suo degno pari (Fazio), di cui spero che il povero Faber possa rivoltarsi nella tomba. F0tt1t1 Lorenzo, tu e i tuoi testi finto rivoluzionari e MOLTO egocentrici, sempre all'ombra della curia romana (pe' ccarità, dimo le solite frescacce che fanno scena e nun fanno danno, so regazzi...)... Costui non vale neanche una scorreggia dei testi di Pierangelo Bertoli, quelli che per radio non passano MAI.

6:10 AM  

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