mercoledì, dicembre 14, 2005

Kawasaki.

"… Fuori dal calcio non ci so stare. La maglia giallorossa, l’Olimpico, il boato della Curva Sud me li sogno di notte: non posso perderli".
Gli uomini passano la Roma resta. Cito testuali parole presenti sul sito degli as roma ultras...
Ma se è vero che nelle regole esistono anche le eccezioni, per il Commando Ultra' l'eccezione si chiamo' Francesco Rocca.
Il 29 agosto 1981 dopo gli anni di gloria e di sfortuna, in occasione dell'amichevole Roma-Porto Alegre, Kawasaki diede il suo addio definitivo al calcio.
Cosa dire di Francesco, per noi rappresenta tutto,fu soprattutto un romanista,un uomo di cuore,un personaggio sotto cui riconoscersi.
Amava il pubblico e capiva anche a quali sacrifici noi ragazzi andavamo incontro: i soldi rimediati per una settimana intera per 2 ore di felicita',le preoccupazioni dei nostri genitori,le ore passate a costruire materiale...
Il giorno del suo addio abbiamo visto adulti piangere come bambini per averlo perso.
Da parte nostra infiniti grazie,da parte sua un regalo:il 30 maggio 1984 a guidare il tifo sul muretto arrivo' un nuovo ragazzo.
Ci riferiamo alla fantastica esperienza di avere avuto Francesco Rocca tra gli Ultra' in occasione della finale della coppa dei campioni.
Vederlo urlare le nostre canzoni,vederlo salire sul muretto per dare la carica a tutti...in quei momenti ci chiedevamo: perche' si trova qui quando poteva stare tranquillamente in Monte Mario?
Quella sera era lui che ci prendeva per un braccio e ci diceva:" forza ragazzi non potete essere stanchi i giocatori hanno bisogno di voi"!
Francesco era uno di noi a dispetto di chi vuole i giocatori freddi e indifferenti; ha capito,ha potuto rendersi conto di quanto soffriamo,di quanto diamo alla squadra. Lo ha capito e ce lo ha fatto capire a partita ormai persa, ci abbracciava uno per uno con il sorriso sulle labbra e ci ha detto:"forza vi pare che devo essere io a consolarvi?" come per dire voi siete gli ultra',voi dovete tirare su la squadra il vostro compito non e' certo finito. Di questo siamo convinti,ci pare di averlo dimostrato.
Questo e' stato Francesco Rocca nel suo giorno da Ultra'!
Grazie Francesco per averci voluto conoscere per quelli che siamo! Grazie ancora.
Francesco Rocca, detto "Kawasaki", nacque a San Vito Romano (Rm) 2 Agosto 1954. Per la sua potenza ed esuberanza, costituì un capitolo importante nella storia della Roma. Figlio di un idralulico e di una casalinga, Rocca iniziò la sua esperienza di calciatore nella parrocchia del suo paese. Passò poi al Genazzano e successivamente a Bettini Quadraro. Il ragazzo, dotato di grande forza fisica, piacque subito alla Roma, che lo acquistò anche per le pressioni dell'allenatore di allora, il "Mago" Helenio Herrera. Debuttò con la Roma nel 1972, nel torneo Anglo-Italiano. Fu un terzino in grado di difendere ma anche di offendere, piacque subito anche al commissario tecnico della nazionale Fulvio Bernardini e successivamente ad Enzo Bearzot. Purtroppo il giocatore, assi fragile a livello muscolare, subì molti infortuni nel corso della sua breve carriera. Il suo fu un vero e proprio calvario agonistico, che iniziò con il cedimento dei legamenti del menisco.
Non segnò mai con la Roma, se non in Coppa Italia.
Segnò solo in nazionale il 2 aprile del 1975, all'Olimpico,
in occasione di Italia/USA 10-1 dove fece addirittura due reti.
Ha giocato con la maglia della Roma dal 1972 al 1981, collezionando 141 in campionato, 22 in Coppa Italia con due reti all'attivo e 6 in Coppa Uefa. Con la Nazionale maggiore ha disputato 18 gare ed 2 reti.
L'addio
Tornò in campo molte volte ma alla fine fu costretto al ritiro. Il suo addio al calcio avvenne in Roma-Intarnacional di Porto Alegre, in cui giocò solo 19 minuti. Era l'amichevole organizzata per accogliere Paulo Roberto Falcão a Roma, stava inziando una nuova era per la squadra capitolina. Quel giorno Francesco Rocca fece numerosi giri di campo con le lacrime agli occhi.
Non era avvezzo al gol, segnando solo in Coppa Italia, anche a causa della posizione da mediano che occupava nel campo. Amatissimo dal suo pubblico, terminò la carriera per un grave infortunio ai legamenti del ginocchio. Oggi è nel giro della Nazionale Italiana, dove si occupa delle nazionali minori.

Io voglio ricordarlo cosi' ..sulla copertina dell' Intrepido, onore per i Campioni di una volta e di sempre. Qui la foto.
Grande France'.