martedì, dicembre 20, 2005

Legend Cagliari 70 71 quinta puntata.

Scopigno "l'antimago"
Era quello un calcio di allenatori-stregoni, fra il profeta (Helenio Herrera, Pesaola) e l'asceta (Heriberto), fra il fattucchiere (Pugliese) e il personaggio della commedia dell'arte ("Paron" Rocco); Scopigno non è certo inquadrabile in uno stereotipo fra questi, lo definiscono il "filosofo" per la sua raffinata cultura e per l'apparente disincanto con il quale osserva il calcio, per l'arte di sdrammatizzare gli eventi. Calciatore mediocre e sfortunato al Napoli, dove chiude presto la carriera per un grave infortunio, come allenatore in Serie A ha fatto bene a Vicenza, dove ha portato la squadra al sesto posto risultato migliorato poi solo ai tempi di Paolo Rossi. In quella squadra oltre al famoso Vinicio giocava anche l'avvocato Campana fondatore del sindacato calciatori. Scopigno è il contrario della figura caricaturale dell'allenatore-mago molto in voga a quei tempi. Per lui non conta molto la rigida osservanza del ritiro e della castità, il maniacale controllo delle diete e dei carichi di lavoro, la puntualità nell'andare a letto alle nove. Pierluigi Cera raccontò una volta :-
" Scopigno era arrivato da poco. Eravamo in ritiro per una partita di Coppa Italia e in sette o otto , in barba alle regole, ci eravamo dati appuntamento in una camera per giocare a poker. Fumavamo tutti e giocavamo a carte sui letti. C'era anche qualche bottiglia che non ci doveva essere. Ad un tratto si apre la porta : è Scopigno. Oddio, penso, ora ci ammazza (Silvestri lo avrebbe fatto), se ci va bene ci leva la pelle e ci fa appioppare una multa ! Scopigno entrò, nel fumo e nel silenzio di noialtri che aspettavamo la bufera, prese una sedia, si sedette vicino a noi e disse tirando fuori un pacchetto di sigarette :- "Do fastidio se fumo ?" - In mezzora eravamo tutti a letto ed il giorno dopo vincemmo 3-0.
Scopigno però è anche un tecnico coi controfiocchi, quel Cagliari comincia a plasmarlo, a costruirselo pezzo dopo pezzo. Il punto di forza è indubbiamente l'attacco ed in una delle convocazioni della Nazionale il Cagliari fornisce addirittura tre punte : Rizzo, Boninsegna e Riva ! Il gioco di Scopigno esalta proprio le caratteristiche di Riva che al suo primo anno col tecnico reatino vince la classifica cannonieri ed i rossoblù si piazzano al sesto posto, a ridosso delle grandi. Ma il suo rapporto con la dirigenza è difficile, in particolare con il Presidente Rocca, con il quale il dissidio si acuisce anche per motivi extracalcistici mai chiariti. Durante una tournée negli USA, mentre il calciomercato vede Inter, Juve e Milan scatenate all'inseguimento di Riva, fra i due arriva la rottura. Al ritorno il Presidente Rocca telefona a Scopigno per comunicargli l'esonero. Il "filosofo" gli risponde alla sua maniera: -
"Presidente Rocca, faccia presto, ho la minestra in tavola e non vorrei si raffreddasse..."
- Al posto di Scopigno arriva Ettore Puricelli; la squadra ne soffre ed in Campionato stenta molto. Riva telefona spesso a Scopigno e lo rimpiange pubblicamente, lo stesso Scopigno segue spesso la squadra sapendo che una cordata guidata dall'Ing. Marras sta cercando di prendere il controllo societario e riportarlo in panchina. Alla fine la società passa di mano. Presidente diventa l'Avv. Efisio Corrias, si dice che dietro lui (e Marras) ci siano i miliardi della Saras e di Moratti, comunque sia con la nuova dirigenza Scopigno torna e può continuare il suo paziente lavoro di assemblaggio. Proprio in quella estate del '68 il brillante General Manager Arrica mette a segno il primo grande colpo di mercato : Rizzo finisce alla Fiorentina in cambio di Albertosi e Brugnera, dal Brescia arriva Tomasini, dal Milan (via Bari) il giovane Zignoli.