martedì, dicembre 20, 2005

Legend. Cagliari 70 71 sesta puntata.

Comincia la cavalcata.
Il Cagliari parte fortissimo trascinato dai gol di Riva e Boninsegna, va in fuga , è Campione d'Inverno fra il tripudio dell'intera isola. Quel campionato però passa tristemente alla storia per una tragedia assurda : negli spogliatoi dell'Amsicora in un freddo pomeriggio muore improvvisamente Giuliano Taccola, promettente centravanti della Roma che ha assistito alla partita dalla tribuna. Desta impressione il distacco dell'intero mondo del calcio da questo incredibile e drammatico fatto di cronaca, dalla tragedia umana. Herrera, allenatore dei giallorossi, è forse il più freddo di tutti. I calciatori del Cagliari che, assieme a quelli giallorossi, vivono la tragedia umana della morte del collega sono colpiti, ma sembrano riprendersi. Il Cagliari resiste in testa fino alla sesta giornata di ritorno poi cede, complice una sfortunata gara interna con la Juve nella quale viene a mancare Riva, e la Fiorentina diventa Campione d'Italia con quattro punti sui rossoblù che hanno messo in mostra un attacco atomico nel quale Riva è ormai una stella di prima grandezza e Boninsegna non gli è da meno, Riva è capocannoniere per la seconda volta. Scopigno intuisce però che l'imperfezione del Cagliari è proprio in quello che sembra il suo punto di forza : il duo d'attacco. Riva e Boninsegna hanno due caratteri difficili, sono molto simili (entrambi mancini) e sono due uomini-gol egoisti come devono esserlo due bomber di razza; difficilmente si passano la palla, spesso litigano platealmente in campo. L'anno prima, a Varese, Boninsegna, già innervosito dalla difficile convivenza con Riva, aveva dato fuori di testa e si era beccato 11 giornate di squalifica, e Scopigno, che sta osservando da "disoccupato" in attesa di rientrare, forse matura già allora la decisione di cambiare registro, ma Arrica, diventato l'autentico factotum del mercato del Cagliari, lo convince a confermare Boninsegna accanto a Riva, nonostante per entrambi non manchino richieste allettanti. Ma l'idea è solo rinviata. L'Inter insegue Riva da tempo, Moratti ne aveva già disposto l'acquisto su consiglio di Allodi dopo il primo anno in A, ma l'affare era andato in fumo per la "bocciatura" di Herrera che voleva Pascutti. Il nuovo presidente Fraizzoli torna alla carica tutti gli anni e in quell'estate del '69 Scopigno convince Arrica a fare il colpaccio. Fra la nuova dirigenza rossoblù e quella dell'Inter, auspice Moratti, c'è un certo "feeling", si tratta a lungo poi alla fine si mette nero su bianco : non viene ceduto Riva, ma Boninsegna, e viene firmata (si dice) una carta "segreta", una scrittura privata, in cui il Cagliari si impegna, se mai dovesse decidersi a farlo, a cedere Riva all'Inter ed a nessun altro. Il documento di per sé non ha valore e la Federazione proibirebbe un simile comportamento , ma si tratta solo di un accordo fra gentiluomini che non verrà mai impugnato. In cambio di Boninsegna arrivano dall'Inter tre giocatori Poli, Gori e Domenghini. Gli ultimi due faranno sì che Scopigno compia la costruzione del "suo" Cagliari, la squadra per lui perfetta. Riva ha carta bianca su tutto, da Scopigno e dai compagni, si allena quando vuole e si alza e va a letto quando vuole. La difesa è un bunker: Albertosi in porta, marcatori Niccolai e Martiradonna. Mario Martiradonna (foto) è forse il più spietato marcatore di quegli anni; Scopigno una volta gli dice: -
"Con un cognome così non giocherai mai in Nazionale. Se ti chiamassi Martin saresti titolare fisso..."
Libero è l'essenziale Tomasini che sa essere anche duro, terzino "fluidificante" Zignoli, bravo e veloce ed in alternativa a lui, in cambio del collaudato Longoni, dalla Fiorentina arriva Eraldo Mancin titolare dello scudetto viola. A centrocampo Cera, Nenè e il regista che Brera considera "Il migliore d'Italia" , Greatti cui dà man forte il gran correre di Angelo Domenghini, destinato a diventare un paradigma del ruolo di tornante. All'attacco c'è Riva con la sua spalla ideale, Sergio Gori, che gioca per lui e non per far gol come faceva Boninsegna. La Juve però vuole fortissimamente Greatti, il Cagliari tentenna, l'offerta è di quelle che non si rifiutano facilmente. Greatti gioca nel precampionato, ma salta la prima a Marassi (con la Samp) per poter poi passare alla Juve al mercato di novembre. Scopigno ha dato l'avallo alla cessione perché spera nell'arrivo al Cagliari di Luis Suarez, il regista della grande Inter che non è più incedibile, ma la trattativa salta: Suarez resta a Milano ed ora c'è il rischio che parta solo Greatti. C'è il rischio che il paziente lavoro di costruzione sia vanificato, poi la Juve rinuncia e Greatti resta. Scopigno ha completato il suo mosaico e annuncia -
"Per la lotta al vertice c'è anche il Cagliari" -
La scaramanzia è una scienza esatta...
Fra le tante curiosità di quella decisiva estate eccone un'altra. Il Cagliari l'anno precedente ('68-'69) ha lottato a lungo per lo scudetto, poi ha perso il contatto con la Fiorentina quando viene sconfitto dalla Juve all'Amsicora. Quel giorno nel quale manca anche la fortuna (sotto forma dell'assenza di Riva) i rossoblù indossano la loro maglia ufficiale "a quarti" rossi e blu come quella del Genoa. Scopigno, che ha vissuto a Napoli, la prende male e impone che il Cagliari da allora in poi vesta sempre la maglia di riserva bianca con i bordi rossoblù: la maglia senza colletto e con i passanti e la cordicella sullo scollo che resterà nel mito. E da allora il Cagliari vestirà quella maglia anche contro squadre, come la Juve, con le quali, in tempi di TV bianco e nero, avrebbe dovuto vestire la divisa più scura.