sabato, dicembre 24, 2005

Legend Cagliari 70 71 ultima puntata.

Messico e nuvole
Messico e nuvole Durante il Campionato vittorioso il Cagliari ha anche rifornito la Nazionale di campioni per le partite di qualificazione ai Mondiali nelle quali Gigi Riva fa, ovviamente, la parte del leone, segna con una cadenza impressionante contro tutti gli avversari e si impone per quei Mondiali da disputare in altura come il contraltare di Pelè. Un rotocalco messicano esce con la copertina in cui sono raffigurati affiancati il piede destro di Pelè ed il sinistro di Riva, la fama di Gigi è universale, il suo gol di Vicenza con la maglia rossoblù e quello con la Germania Orientale in azzurro diventano parte integrante della sigla di trasmissioni sportive. Prima dei Mondiali è destinato a fare coppia con Gigi, come nei vittoriosi europei del '68, lo juventino Anastasi che tuttavia nell'imminenza della partenza per Città del Messico deve essere urgentemente operato di ernia ed esce dal giro. Partono in ventuno e fra di loro vi è Gori il cui inserimento come titolare è caldeggiato da Riva e dal "clan" del Cagliari, ma Valcareggi convoca in Messico anche il milanista Prati e, soprattutto, Boninsegna che a Riva, dicono, non sia gradito. Gli azzurri ora sono 23 : ne cresce uno e nasce un autentico concorso pronostici sul nome di chi verrà escluso fra Prati (sponsorizzato da Rivera) e Boninsegna (da Mazzola); alla fine restano tutti e due e fa le valigie il milanista Lodetti che chiude la sua carriera in azzurro con una rovente polemica che lo allontanerà anche dal Milan. Alla fine Valcareggi decide per Boninsegna e per qualcuno l'inserimento di "Bonimba" (che risulterà forse il miglior azzurro ai Mondiali e uno dei migliori centravanti del torneo) toglierà spazio all'esplosività di Riva. Ma ci sono anche cose positive : l'invenzione di Cera "libero" viene trapiantata da Valcareggi in Nazionale ed ha un grande successo: assieme a Cera, e naturalmente oltre a Riva ed al citato Gori, diventano "messicani" anche Domenghini, Albertosi e Niccolai. Il cagliari a Mexico70 Tutti (escluso Gori) scendono in campo contro la Svezia nella partita di esordio al Mondiale, proprio in quell'occasione vedendo la partita in TV in una delle prime dirette in Mondovisione delle RAI Scopigno pronuncia una delle sue frasi più famose : -
"...di tutto mi sarei aspettato in vita mia fuorchè di veder giocare Niccolai via satellite...".
In quella partita proprio Niccolai si infortuna gravemente ad un ginocchio con buonapace del suo allenatore che da allora avrebbe visto giocare via Satellite Roberto Rosato. Un altro cagliaritano, Angelo Domenghini, segna in quella partita l'unico gol che ci dà la sospirata qualificazione ai quarti di finale (non accadeva dal 1938), poi gli azzurri arrivano addirittura fino alla finalissima col Brasile di Pelè, alla partita che assegnerà definitivamente, dopo quarant'anni e nove edizioni, la Coppa Rimet . Giocano tutti e sei da Albertosi, Cera, Riva e Domenghini, sempre presenti, allo sfortunato Niccolai, a Sergio Gori cui tocca uno scampolo di partita con Israele.
La fine della storia
I cagliaritani disputano quindi un grande mondiale (Albertosi e Cera su tutti) ed al ritorno in Italia il Cagliari si prepara a difendere lo scudetto ed a giocare la sua prima Coppa dei Campioni, inaugurare il nuovo Stadio Sant'Elia. Riva, che ha giocato un Mondiale sotto tono (qualcuno dice anche perché ha sofferto Boninsegna, altri per scarsa assuefazione a giocare in altura, altri ancora perché "distratto" da un amore contrastato per una signora subito ribattezzata "dama bianca" come per Coppi...), è all'apice della sua condizione,: in quell'inizio dell'autunno 1970, Riva è nel punto più alto della sua strepitosa traiettoria di campionissimo del calcio italiano. Segna a raffica in Campionato, in Coppa Campioni fa due gol strepitosi al Saint Etienne e poi trascina i rossoblù alla vittoria con l'Atletico Madrid; raggiunge l'apice della sua parabola sportiva quando il Cagliari batte l'Inter a San Siro con uno splendido 3-1 ancora con due gol di Gigi e la squadra isolana, sola in testa, sembra irresistibilmente lanciata alla conquista di un altro scudetto. La settimana successiva Riva gioca con la Nazionale , al Prater di Vienna, in una gara di qualificazione alla Coppa Europa contro l'Austria ed un oscuro difensore, Norbert Hof, con un intervento da dietro gli frattura tibia e perone, chiudendo la sua stagione che prometteva di essere più bella. Il Cagliari ovviamente accusa il colpo, perde quota in campionato e l'Atletico Madrid lo elimina dalla Coppa Campioni. I rossoblù vanno in crisi e piano piano scivolano fra le comprimarie , Riva, ancora convalescente viene mandato in campo contro la Juve dopo un assenza di sedici giornate, fa solo presenza simbolica, praticamente non può scattare, ma per applaudirne il ritorno accorrono in 70.000 al Sant'Elia. L'ultimo grande Cagliari sarà quello dell'anno successivo. Nel campionato 1971-'72 il Cagliari torna infatti a lottare, per l'ultima volta nella sua storia, per lo scudetto e resta, almeno aritmeticamente, in corsa fino all'ultima giornata. Per una sorta di curioso destino perde la sfida scudetto proprio a Torino ed ancora con la Juve alla terz'ultima giornata per 2-1, e quel quarto posto finale (dietro a Juve, Milan e Torino) è il suo "canto del cigno". Quattro anni dopo il Cagliari retrocederà nel suo anno più triste, quello nel quale Gigi Riva si infortuna gravemente e chiude la sua straordinaria carriera.
Curiosità e numeri
Il Cagliari dello scudetto è forse l'unica squadra ad aver conquistato il titolo senza sconfiggere né il Milan, né l'Inter, né la Juventus e detiene il record di 11 sole reti al passivo in 30 incontri. Di quelle 11 reti due furono autogol ed una un calcio di rigore, quindi su azione Albertosi subì solo 8 gol nell'intero Campionato. Le undici reti furono inflitte al Cagliari da Juve (3), Inter (2), Lanerossi (2), Milan (1), Palermo (1) , Roma (1) e Verona (1) quindi le altre otto squadre di A giocarono contro il Cagliari 16 intere partite senza mai segnare ed Albertosi mantenne la sua porta inviolata in 20 occasioni (vale a dire 2 volte su 3). Riva segnò 21 reti (sulle 42 totali) e si laureò capocannoniere per la terza ed ultima volta nella sua carriera. Albertosi riconquistò la maglia azzurra di titolare non solo grazie alle sue eccezionali prestazioni in campo, ma anche grazie alla complicità di Gigi Riva che segnò di destro a Zoff .

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