venerdì, dicembre 23, 2005

Legend. Cagliari 70 71 undicesima puntata.

Il giorno dell'apoteosi
E' il 12 aprile 1970, ventottesima e penultima giornata: il Cagliari ospita il Bari invischiato nella lotta per la salvezza e praticamente condannato. La Juve, a tre punti, va a Roma con la Lazio del giovane bomber Chinaglia, per continuare a sperare deve solo vincere. Riva sblocca la partita con un'acrobazia delle sue dopo più di mezzora in cui il Cagliari è contratto, nervoso: il gol di Gigi è una liberazione, nessuno infatti sa niente del risultato della Juve all'Olimpico. Riva gol scudetto Arriva l'intervallo e l'Amsicora incolla l'orecchio alla radiolina, "Tutto il Calcio minuto per minuto" porta la notizia ed un boato l'annuncia: a Roma la Juve sta perdendo. Dopo un quarto d'ora del secondo tempo un altro boato segue la notizia del raddoppio di Chinaglia: la Juve è sotto di due gol ! Quando per il Cagliari raddoppia Gori, a poco dalla fine, la festa in tutta la Sardegna è già cominciata. Ed è una festa che da allora si può dire non è più finita, tanto è restato vivo in tutti il ricordo di quell'irripetibile impresa. L'isola impazzisce, l'entusiasmo è travolgente, le ultime due partite del Cagliari vengono disputate in un autentico tripudio di bandiere rossoblù anche in trasferta: è la meritata passerella per i Campioni d'Italia che come prima uscita da Campioni d'Italia hanno come palcoscenico nientemeno che San Siro dove pareggiano col Milan per 0-0. L'ultima domenica la passerella diventa un trionfo, al Comunale di Torino, dove ha praticamente conquistato con la Juve in quella drammatica partita il "mezzo scudetto" che mancava, ospite dei granata il Cagliari dà spettacolo con un Riva entusiasmante : il primo tempo finisce 3-0 (doppietta di Gigi), in apertura di ripresa Gori segna il quarto gol ed i rossoblù si fermano fra gli applausi convinti dei tifosi granata. Il Presidente Corrias e il factotum Arrica garantiscono che la squadra non verrà indebolita e per mostrare che al Cagliari non si scherza tolgono tutta la "rosa" della squadra dal mercato, è un sacrificio economico grandissimo, ma è anche un momento unico ed irripetibile. Il Cagliari sull'onda dello scudetto avrà anche uno Stadio all'altezza : il nuovo Sant'Elia, un palcoscenico degno per Gigi Riva e la sua orchestra, sarà abbandonato il vecchio "Amsicora" che qualcuno spregiosamente definì "un cortile di caserma" nell'anno dell'esordio in A del Cagliari. Da quel giorno, qualcuno ricorda, sono passati meno di sei anni per arrivare allo scudetto : nessuna squadra ci era mai riuscita prima e nessuna lo ha fatto dopo. I festeggiamenti sono comunque molto contenuti: l'anima sarda, l'attaccamento alla realtà tipica di quella gente scongiura spiacevoli esagerazioni: i soliti caroselli di auto, la città imbandierata, anzi lo è l'intera isola, ma tutto finisce presto, come quello strano campionato che si chiude entro Aprile, per l'unica volta nella sua storia: ci sono i Mondiali ed il Cagliari vola in Messico