martedì, dicembre 13, 2005

Quando l' Olanda giocava con due liberi...

Jongbloed, portiere numero 8 foto
di Mauro Basile

Jan Jongbloed è stato uno dei più singolari portieri della storia del calcio. Nato il 25 novembre 1940, è calciatore solo per diporto: nel DWS e poi nel FC Amsterdam. Ha un unico momento di effimera gloria: il 26 ottobre 1962 debutta in Nazionale, a Copenaghen, subentrando a Lagarde a cinque minuti dalla fine. Gli arancioni perdono 4-1, Jongbloed torna nell'anonimato, da cui emerge solo dodici anni dopo, quando, qualche settimana prima del Mondiale 1974, in un'amichevole con l'Argentina, il Ct olandese Rinus Michels lo prova e resta a tal punto soddisfatto da promuoverlo titolare, davanti a Schrijvers del Twente e Treytel del Feyenoord. Una sorpresa per tutti.
Si scopre che la sua passione primaria è la pesca, poi viene il calcio, e che integra il contratto da semiprofessionista gestendo una tabaccheria di Amsterdam. Ha colpito Michels la sua singolare abitudine a giostrare fuori dalla porta, grazie alla disinvoltura del tocco di palla coi piedi. E siccome dopo la rinuncia di Hulshoff, il grande barbuto dell'Ajax, e l'indisponibilità di Mansveld e Drost il Ct ha deciso di arretrare a pilota della difesa Arie Haan, centrocampista di ruolo, gli viene comodo un portiere capace in pratica di fare il libero, a costo di rischiare brutte figure.
Ai mondiali si presenta, forse per la prima volta unico portiere nella storia con la maglia numero 8 al posto del canonico tradizionale numero 1 .
Altrettanto inconsuete sono poi le ginocchiere bianche (tipiche della pallavolo) che compaiono in bella mostra sulle gambe di Joengbloed.
Ai Mondiali qualcuno ride, per i suoi talora goffi recuperi. Ma alla resa dei conti Jongbloed subisce in tutta la manifestazione solo tre gol, un'autorete di Krol contro la Bulgaria e i due contro la Germania in finale, il primo dei quali su rigore di Breitner. Molti lo snobbano, qualcuno lo esalta, e al termine del Mondiale il vicecampione del mondo Jongbloed decide di fare davvero il calciatore. Passa al Roda, allunga i tempi di allenamento trascurando la tabaccheria. Partecipa così a un altro Mondiale in Argentina nel 1978.
Anche qui non parte titolare.
Schrijvers gioca le partite del girone eliminatorio.
Durante il match decisivo contro l'Italia, il difensore Brandts, nel tentativo di anticipare Bettega lanciato a rete, provoca un clamoroso autogol e si scontra violentemente con il suo portiere.
Schrijvers è costretto a lasciare il terreno di gioco ed al suo posto subentra proprio lui : Joengbloed con la sua immancabile casacca gialla numero 8.
Così gioca la sua seconda finale, a 38 anni, perdendo contro l'Argentina.
La sua carriera è ben lungi dall'essere chiusa. Batte il record di presenze nella massima serie olandese, ma quando sta per toccare i 45 anni viene fermato dalla sfortuna: nel settembre del 1985, durante un allenamento con la sua squadra, il Go Ahead Eagles, il "portiere volante" viene colpito da infarto. Supera la crisi, ma deve smettere di giocare. Quando si dice la sfortuna: l'anno prima, nel 1984, il suo figlio ventenne, calciatore lui pure, era stato ucciso da un fulmine durante una partita. Oggi Jongbloed è talent scout del Vitesse, qualche anno fa venne in Italia da viceallenatore della squadra in cui militava Marco De Marchi.