mercoledì, dicembre 28, 2005

Scelte di vita.

«Mantova addio, l'Australia mi ha stregato» (Gazzetta dello Sport)

Pellegrini aveva giocato ad Adelaide nel 2002, lascerà i lombardi per tornare là: «Una scelta di vita».
Diego Pellegrini da Latina ha compiuto da poco 35 anni, fa il calciatore, ha qualche presenza in serie A con Parma e Perugia e quattro campionati vinti alle spalle, gioca come difensore nel Mantova, la squadra che potrebbe regalargli la quinta gemma della sua carriera, e ha il contratto fino a giugno. Eppure ha deciso: molla tutto e si trasferisce in Australia. «E’ una scelta di vita, una decisione presa insieme a mia moglie Valentina. Lei lavorerà presso un’azienda di prodotti alimentari, io continuerò a giocare, ad Adelaide, con i Blue Eagles». Un cambiamento radicale di abitudini e clima che non spaventa Pellegrini. «Ho un accordo per tre stagioni e poi entrerò nel settore giovanile del club come tecnico, ma non vado certo per una questione di soldi. E’ la qualità della vita che mi ha convinto, la capacità di vivere senza pressioni e le prospettive di sviluppo di un Paese bellissimo».

Stregato dall’Australia, come altri calciatori italiani che hanno attraversato mezzo mondo per chiudere la loro carriera nel Paese che ha appena riconquistato il diritto di partecipare alla fase finale di un Mondiale a 32 anni da Germania 1974. Prima di Pellegrini era toccato a Nicola Berti (che nel 2002 confessò: «Ho trascorso cinque mesi meravigliosi, posso capire la nostalgia che ha Bobo Vieri»), Andrea Icardi (che nel 1994 a Sydney trovò moglie oltre all’ingaggio nel Club Marconi, di cui fu anche allenatore), Pierluigi Di Già e Angelo Colombo (che per chiudere la carriera scelsero proprio Sydney). Il legame con l’Australia nasce nel 2002, subito dopo la promozione in C1 con la Sambenedettese. Nel maxi-trasferimento di giocatori e tecnici dalla Samb al Catania voluto da Luciano Gaucci, Pellegrini si ritrova senza squadra e decide di raggiungere due suoi amici, che si erano trasferiti ad Adelaide per giocare nella National League con i City Force. «Un’esperienza unica, che mi ha fatto conoscere un Paese straordinario e un movimento calcistico in crescita. Tecnicamente e sul piano dell’agonismo il livello è buono, mentre dal punto di vista tattico c’è meno organizzazione».


Zaniolo in Australia lo vuole qualcunooooooooooooooooo??????