lunedì, gennaio 30, 2006

Abatino



Gianni Rivera

Nato a Valle San Bartolomeo (Alessandria) il 18 agosto 1943
Centrocampista: altezza 175 cm, peso 68 kg

In campionato: 528 presenze e 128 gol con Alessandria e Milan.

In nazionale: 60 presenze e 14 gol.

Palmares: tre scudetti, quattro coppe Italia, due coppe dei Campioni, una coppa Intercontinentale, due coppe delle Coppe e un Pallone d'Oro con il Milan; campione d'Europa e vice campione del Mondo con la Nazionale

Gianni Rivera è considerato da molti come il più forte calciatore italiano del dopo guerra, l'unico con Paolo Rossi e Roberto Baggio ad aver vinto il Pallone d'Oro, l'unico con Beppe Bergomi ad aver giocato in quattro Mondiali.

Talento impareggiabile del nostro calcio, Gianni Rivera ha dimostrato in campo un'intelligenza fuori dal comune; insuperabile nel leggere lo sviluppo dell'azione, ha incantato la platea rossonera di San Siro per quasi un ventennio con montagne di gol, impeccabili lanci lunghi e qualità tecniche straordinarie.

La critica gli ha sempre rimproverato di essere uno a cui non piaceva sporcarsi la maglia, di rifiutare il lavoro di copertura, di essere un giocatore da salotto, le stesse identiche parole adoperate qualche anno dopo per Robi Baggio.

Altri ancora non sopportavano le sue frequenti polemiche con arbitri, tecnici e dirigenti. Il fatto è che Gianni Rivera ha sempre usato la testa, esponendosi in prima persona per difendere, con schiettezza, idee e principi che al giorno d'oggi appartengono a pochi.

Poco più che quindicenne esordisce in serie A con l'Alessandria e due anni dopo, tramite Gipo Viani, viene acquistato dal Milan. Con i rossoneri diventa una leggenda, è il secondo più presente di sempre con 501 gettoni ed è il secondo marcatore di ogni epoca dopo Nordahl.

Tre scudetti (1962, 1968, 1979), quattro coppe Italia (1967, 1972, 1973, 1977), un titolo di capocannoniere (1973), due coppe dei Campioni (1963, 1969), una coppa Intercontinentale (1969), due coppe delle Coppe (1968, 1973) e un Pallone d'Oro (1969) sono le vittorie con il Milan.

Il Golden Boy del calcio italiano non ha tuttavia un buon rapporto con la Nazionale nonostante le 60 gare giocate (con 14 gol), il titolo di campione d'Europa del 1968 e il titolo di vice campione del Mondo del 1970 in Messico.

Ai Mondiali del 1962 è il più giovane della rosa e gioca solo contro la Germania ma è la sua seconda presenza in azzurro, nel 1966 in Inghilterra gioca contro Cile e Corea, agli europei del 1968 viene tolto da Valcareggi dalla formazione che gioca la doppia finale con la Jugoslavia, nel 1970 in Messico segna lo storico gol del 4-3 alla Germania Ovest ma poi è nuovamente escluso dalla formazione titolare che si gioca la coppa Rimet con il Brasile (sostituisce Boninsegna a sei minuti dal termine), nel 1974 segna il suo ultimo gol contro Haiti e gioca la sua ultima gara contro l'Argentina.

Non si può certo parlare di Gianni Rivera come di un talento incomprso ma di certo, come per Baggio, ha rappresentato sempre un motivo di polemica tra chi lo avrebbe fatto giocare ad ogni costo (per Nereo Rocco era l'arma ideale per esaltare il cosiddetto calcio all'italiana fondato sul contropiede) e chi invece preferiva altre soluzioni (per Ferruccio Valcareggi è stato l'eterno problema in un attacco già ricco di campioni come Riva, Mazzola e Bonsinsegna).

Impeccabile numero 10, Gianni Rivera può essere considerato nella ristrettissima cerchia dei più grandi calciatori italiani della storia, in compagnia di Giuseppe Meazza, Valentino Mazzola, Giampiero Boniperti e Roberto Baggio.
Classifica Pallone d'oro 1969
1° Gianni Rivera (Italia, Milan, 83 punti)
2° Gigi Riva (Italia, Cagliari, 79 punti)
3° Gerd Muller (Germania, Bayern di Monaco, 38)
4° Johann Cruijff (Olanda, Ajax, 30 punti)
4° Ove Kindvall (Svezia, Feyenoord, 30 punti)

Giudizio Fondazione Bonarda...Campione cordialmente antipatico.