venerdì, gennaio 13, 2006

Amarcord. La Nocerina. Seconda puntata.

Ernest Erbstein, da Nocera alla Leggenda



Ernest Erbstein, detto Egri, nacque nel 1898 a Nagyvarad (oggi Oradea/Romania), nella parte ungherese dell'Impero, era di origini ebree.

La sua carriera di calciatore, era un centromediano, si svolse quasi tutta nel Bak Budapest. Ma poco prima di finire la carriera venne a giocare in Italia, nell'Olimpia Fiume (oggi Rijeka/Croazia) e nel Vicenza.

Dopo avere concluso definitivamente la carriera di calciatore negli Usa, ritornò in Italia dove intraprese quella di allenatore.

Iniziò nel 28-29 a Bari. L'anno dopo, fu ingaggiato dalla Nocerina presieduta da Buonocore. Erbstein applicò a Nocera l'allora diffusissimo modulo a "W". La Nocerina conquistò un lusinghiero 2° posto, a pari merito con Messina e Foggia, nonostante che i molossi fossero stati frenati da due sconfitte a tavolino e dall'infortunio di Rocktel.

La stagione fu impreziosita dalla doppia vittoria sui rivali della Salernitana. L'anno dopo Erbstein andò a Cagliari, dove vinse il campionato di C e quindi si salvò senza affanni. Nel '32 il ritorno a Bari, ma i pugliesi retrocessero in B. Ernest, ritornò ad allenare in C, a Lucca.

Proprio alla Lucchese, Erbstein si impose all'attenzione generale, portando i toscani nel giro di 5 anni in serie A. Nel 38-9 Chuniberti pose Erbstein alla guida del Torino. Erbstein e suoi ragazzi arrivarono secondi alle spalle del Bologna.

L'anno dopo, a causa delle vergognose leggi razziali, Egri ebbe ben altro a cui pensare che non al calcio. Durante la guerra, fu rinchiuso in un campo di prigionia nazista dove subì parecchi maltrattamenti, riuscì però a fuggire.

Dopo la guerra, fu rintracciato dal presidente Novo e fece il suo ritorno nella squadra granata in qualità di consulente.

Il Torino, non appena ricominciò l'attività agonistica, continuò a vincere scudetti su scudetti. La sua supremazia non si limitava al campo, ma anche a tutto il resto: il vivaio, l'organizzazione di consulenti e osservatori.

Nella stagione '48-'49 Erbstein, affiancato da Lievesley, tornò ad allenare, con la solita facilità Mazzola e i suoi compagni, conquistarono lo scudetto, il quinto consecutivo.

Il 4 maggio del '49, la squadra e lo staff tecnico del Torino, che rientravano in Italia dopo aver disputato un'amichevole a Lisbona, si schiantarono contro la scarpata della Basilica di Superga. Morirono tutti. Da allora, il Grande Torino appartiene alla leggenda . Anche Egri Erbstein, allenatore dei molossi per una sola stagione, che è bastata a farlo diventare uno degli allenatori più amati dai tifosi rosso-neri, fa parte di questa leggenda.

Continua...