mercoledì, gennaio 18, 2006

Anonimo brasiliano.


A grande richiesta...
Parliamo di Luis Silvio.

Qua è fiorita così tanta letteratura che ci vorrebbe un libro, invece ce la caviamo con poche righe anche perché recentemente Sky ha trasmesso un documentario con tanto di intervista al diretto protagonista: Luis Silvio Danuello. Che ha smentito, e non poteva essere altrimenti, tutte le leggende urbane (Pistoia non arriva a 90 mila abitanti) che lo riguardavano. Da quelle che lo volevano a vendere gelati nelle partite casalinghe, a quelle riguardanti i suoi piedi piatti, o la presunta partitella combinata ad hoc per ingannare Beppe Malavasi, l’allenatore in seconda, spedito in loco per sondare il mercato brasiliano. La storiella, che nel 1984 ha liberamente ispirato una parte di un b-movie cult come “L’allenatore nel pallone”, sembra una bufala almeno quanto il Luis Silvio visto in Italia, dove – e lui è il primo ad ammetterlo – non è riuscito a dimostrare il proprio valore. E certo non solo per colpa dell’allenatore Lido Vieri, che lo mandò in campo in sole 6 occasioni. Due anni prima, invece, la realtà superò la fantasia. Il giornalista Alfio Tofanelli scrisse sul “Guerin Sportivo” un articolo intitolato «Straniero» in cui raccontò che il brasiliano era «piombato dal Brasile nella sede della Pistoiese a batter cassa. Le norme federali gli accreditano il minimo di stipendio: adesso gli serve anche questo. Una moglie e una figlioletta di cinque mesi a carico, nessuna prospettiva di giocare in Brasile, nessuna occupazione alternativa. La patetica storia di questo ragazzo di 22 anni è tutta da rinfrescare. La Pistoiese aveva puntato gli occhi su Palinho, frizzante punta del Palmeiras, ma il presidente [Marcello] Melani voleva spendere poco e allora Malavasi si mise a battere i campetti di provincia. Quando vide giocare Luis Silvio, nel Ponte Preta, rimase incantato. Cambio di passo scintillante, abilità indiscussa nel liberarsi sulla fascia per pennellare cross invoglianti. Il prezzo? Un'inezia: 170 milioni di lire. L'affare andò in porto, con la mediazione di Figer che in Brasile è un boss del mercato». Per chi non lo sapesse, il procuratore uruguaiano Juan Figer Svirski era il Paco Casal (l’agente di Recoba, ndr) dell’epoca. Detto tutto

Christian Giordano
indiscreto.it