martedì, gennaio 31, 2006

Appiah, cuore di capitano


da fifaworldcupdotcom

Nonostante le assenze pesanti di Michael Essien e Sulley Ali Muntari, il Ghana può contare sul preziosissimo apporto del suo capitano Stephen Appiah. A volte il capitano della nazionale ghanese di calcio conta quasi più del presidente e l'ex giocatore della Juventus è conscio delle responsabilità legate alla fascia che porta al braccio.

Appiah è diventato capitano nel 2004, in occasione dei Giochi Olimpici di Atene, ed ha svolto il compito con grande umiltà, una caratteristica che ha trasmesso a tutti i compagni di squadra. Non avrà le qualità del grande Abedi Pelé, storico trascinatore delle Black Stars, ma ha sicuramente aiutato il c.t. Ratomir Dujkovic a tenere unito lo spogliatoio.

Le spaccature all’interno del gruppo sono ormai un lontano ricordo e la ricompensa, non casuale, è la conquista di un posto ai Mondiali. Appiah si è rivelato decisivo nel percorso di qualificazione, mettendo a segno quattro reti: nessun centrocampista della zona africana ha fatto meglio.

Mancino naturale, 25 anni, è dotato di un tiro micidiale ed ha realizzato un gol memorabile contro l’Italia alle Olimpiadi. In questa stagione ha compiuto una prodezza simile nella partita di Champions League tra i turchi del Fenerbahce, squadra dove milita attualmente, e lo Schalke 04, con una girata dal vertice dell’area che si è infilata dritta nel sette. Il tutto calciando con il suo piede “sbagliato”, ovvero il destro. Ma Appiah di mestiere non fa certo il goleador: è un mediano con una grande visione di gioco, bravissimo in fase di interdizione e rapido nel rilanciare l’azione.

Fino alla scorsa estate, prima di passare al Fenerbahce, aveva sempre giocato in Italia. L'Udinese lo acquistò dagli Hearts of Oak di Accra a soli 16 anni e nella formazione friulana ha disputato tre stagioni. Nel 2000 è stato prelevato dal Parma, ma solo nella stagione 2002/03, con la maglia del Brescia, ha dato piena dimostrazione del suo talento. Dominatore del centrocampo dei lombardi, Appiah era la diga che consentiva a Roberto Baggio di concentrarsi unicamente sulla fase d'attacco. L'elevato rendimento del ghanese, unito alle sette reti realizzate, aveva attirato l'attenzione della Juventus, che nell’estate 2003 ne rilevò il cartellino.

Due anni più tardi Appiah è passato al Fenerbahce per otto milioni di Euro. Alcuni connazionali hanno interpretato il trasferimento come un segnale di una fase calante nella carriera del calciatore, ma si sono dovuti subito ricredere alla vista degli oltre 3.000 tifosi turchi assiepati all’aeroporto per salutare l’arrivo del campione. Il Fenerbahce staziona sempre nei piani alti del campionato e Appiah ha assicurato: “Non sono assolutamente pentito di essere venuto qui”.

Rimpianti non ne avrà certo adesso. Vada come vada la Coppa d’Africa – il Ghana ha perso la sfida d’apertura contro la Nigeria – il futuro del capitano è roseo. La Germania è all’orizzonte e, con Appiah al timone, il Ghana non corre sicuramente il rischio di perdere la rotta.