mercoledì, gennaio 18, 2006

Aurelio Milani

Percorrendo i tortuosi sentieri che portano al gol, si scopre che furono quattro i capocannonieri di serie A che vestirono viola. Petrone nel 1932, Orlando nel 1965, Batistuta nel 1995 e nel 1999 e ancora negli anni '60, Milani, annus domini 1962.
Aurelio Milani nacque a Desio (Milano) il 14 maggio 1934 emergendo nelle giovanili dell' Aurora agli inizi degli anni '50, per poi essere scoperto dagli osservatori dell'Atalanta, squadra che lo parcheggiò al Fanfulla nel 1953-54 in serie B e nel 1954-55 in serie C.
Ripescato nei cadetti dal Monza, al tempo della sponsorizzazione della Simmethal, fece deflagrare la sua potenza di tiro per 37 volte in due campionati di B al punto da ricevere l'interessamento della Triestina (30 presenze e 17 centri sempre in B) ed esordire l'anno dopo in serie A il 21 settembre 1958 (Lazio-Sampdoria 1-0 con gol dell'ex viola Prini), dopo
tanto peregrinare, nel 1958-59. A Genova, sponda doriana, si videro bollicine con Mora e Cucchiaroni al fianco nella prima stagione (altri 13 gol nel sacco), ma nell'annata 1959-60 durante l'incontro tra blucerchiati e felsinei un brutto infortunio a una gamba lo tolse presto di mezzo.
Lo recuperò e rispolverò il buon paròn Nereo Rocco nel suo Padova dei miracoli in cui Milani francobollò in rete 18 volte tra lo stupore degli osservatori che lo ritenevano ormai al capolinea.
Nell'estate del 1961 il nuovo presidente viola Longinotti voglioso di ritornare ai fasti di pochi anni prima, avendo in mano una squadra che solo a maggio aveva vinto la Coppa delle Coppe, acquistò Milani dai padovani a completare un attacco esplosivo con Petris e Hamrin. A centrocampo Marchesi e Dell'Angelo coprirono le spalle al fantasioso Milan, mentre in difesa Sarti in porta, Gonfiantini libero, Malatrasi stopper, Robotti e Rimbaldo sulle fasce garantirono l'imbattibilità (con sole 32 reti subite la difesa viola risulterà la meno battuta dopo quella dell'Inter).
In attacco Milani rimase con le polveri bagnate fino alla 5° giornata, ma alla 6°, il 24 settembre 1961, in un
Fiorentina-Udinese 5-2, segnò una doppietta e si sbloccò.
Era una Fiorentina molto piacevole quella proposta da Hidegkuti. Gioco ricco di verticalizzazioni, esaltato dai piedi buoni dei suoi interpreti.
Milani e Hamrin si completarono a vicenda, mentre Petris sulla sinistra e Milan in cabina di regia si adeguarono
indietreggiando quando era necessario.
All' 11° giornata un 5-2 rifilato al Milan (folgorante 3-0 viola di Hamrin e Milani dopo appena 17 minuti) evidenziò
come la Fiorentina ambisse al titolo. Il 21 gennaio 1962 una scoppola di 4 gol a 1 rifilata all' Inter (4-0 dopo 58 minuti con tripletta di Milani e gol di Can Bartù ) confermò le buone speranze iniziali. Anche perché dal doppio impegno campionato-coppa i viola erano usciti benissimo.
Negli ottavi di Coppa Coppe vennero disintegrati gli austriaci del Rapid (3-1 a Firenze, 6-2 viola a Vienna con tripletta di Milani), nei quarti si superarono gli slavi della Dinamo Zilina con un complessivo 4-3 e nelle semifinali si fece un sol boccone degli ungheresi dello Ujpest Dozsa (2-0 a Firenze, 1-0 a Budapest).
Il 4 marzo 1962 il Milan restituì il 5-2 dell'andata e divenne imprendibile. I viola deconcentrati arrancarono nel finale di stagione chiudendo al terzo posto, dietro a Milan (53 punti) e all'Inter (48). Ma per larga parte della stagione i veri big furono proprio i gigliati. A metà aprile finì il campionato (col mondiale alle porte) e Milani si laureò capocannoniere con 22 marcature (ex aequo con Altafini).
Il 10 maggio 1962 la finale di Glasgow tra Atletico Madrid e Fiorentina finì 1-1 dopo i supplementari (non c'erano ancora i rigori) e non
trovandosi un accordo per la ripetizione, la partita si giocò a settembre con formazioni diverse e con una diversa preparazione fisica visto che la Liga iniziò circa un mese prima della Serie A. Fu sconfitta amara per 3-0 a Stoccarda.
Dopo un 1962-63 non all'altezza ancora in viola nel quale Hamrin salì di quota e Milani ne discese, questi venne acquistato dall' Inter con cui giocò la finale di Coppa Campioni andando pure in rete in finale contro il Real Madrid nel 1964.

Qui in foto Milani e un giovanissimo Sandro Mazzola con la Coppa Campioni 1964

Il palmares con i neroazzurri fu rappresentato da due scudetti, due Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale.
Nell'inverno del 1964, durante l'incontro di Coppa dei Campioni contro la Dinamo Bucarest ricevette una ginocchiata alla schiena che gli spostò una vertebra, facendogli chiudere la carriera.
Aperto un benzinaio in quel di Arona, venne successivamente coinvolto in operazioni finanziarie in Yugoslavia che gli fecero conoscere l'amarezza del carcere nel 1969, prima dell'intervento liberatore dell' allora presidente della Beneamata Fraizzoli.