mercoledì, gennaio 11, 2006

Da un blog di Splinder.

TI INVITO A BERE / Gli argentinos hanno mille trucchi nei calzoncini, se li portano in campo insieme a un talento infinito e da loro stessi sottovalutati. Così una delle loro preoccupazioni tattiche principali è quella di fotterti. E hanno mille maniere, come dimostra la mano de Dios del sommo Diego. L'ultima che si è saputa è ormai caduta in prescrizione. Bisogna andare alle notti magiche di Italia '90, anche se tutto successe in un afoso pomeriggio torinese. L'Argentina campione in carica affronta negli ottavi un Brasile dimesso. E vince 1-0, segna Caniggia, il biondo che rovinerà la festa anche all'Italia di Vicini e Schillaci. Siamo a fine giugno, fa caldo, i giocatori bevono e in questi casi vige la democrazia della borraccia. A un giocatore assetato nemmeno gli avversari negano qualche sorsata. E succede così anche per Claudio Branco, il terzino destinato a diventare lo spingardiere del Genoa. Gli argentini gli offrono la loro acqua, ma dopo pochi minuti il brasiliano va in bambola, si sente uno straccio. Era stato lo stesso Maradona, con la sua squisitezza, a invitare Branco a bere: "Bevi Valdito, bevi quanto vuoi".Ma El Pibe, quando ha visto il compagno di squadra Olarticoechea avvicinarsi allo stesso bidoncino d'acqua lo ha fermato: "No, puta mare, non bere da lì!" gli ha detto il capitano. E si capisce: in quell'acqua gli argentini avevano messo dosi massicce di Roipnol, un sedativo che avrebbe trasformato in un chierichetto anche Hannibal Lecter. Poi succede che gli argentinos vincono la partita e Caniggia segna facile a una difesa brasiliana impitonita. Branco ha sempre detto che lo avevavno turlupinato, quei maldidos. Qualche giorno fa Maradona lo ha ammesso, raccontando la verità sull'episodio e ridendo di gusto con la panza sobbalzante. Cosa vuoi dirgli? Quelle canaglie ti fregano e poi ci ghignano pure sopra, come se avessero fatto lo scherzo della sedia al collega d'ufficio. La morale è: non accettare mai che un argentino ti offra da bere.