venerdì, gennaio 20, 2006

Eia Eia Alala'

La grande tragedia è alle porte.

In Spagna divampa la guerra civile, mentre la Germania invade l'Austria.

Il nazifascismo infetta il mondo intero e anche il calcio rimane coinvolto: in nessun altro pedate e politica si mescoleranno come ai Mondiali del 1938 assegnati alla Francia.

Gravi le assenze: la federazione uruguayana non ha soldi e non invia la propria nazionale mentre l'Argentina rimane a casa perchè la Fifa ha scelto la Francia per organizzare i campionati.

Dell'Inghilterra neanche a parlarne: il suo superiority complex non le permette di abbassarsi a tanto.

Gli inglesi da sempre si considerano talmente più bravi degli altri che non si degnano di partecipare a una qualsiasi manifestazione calcistica.

L'Austria, qualificata per la fase finale, a causa dell'invasione nazista rimane assente, così come la Spagna dove a fianco dei repubblicani combattono anche gli antifascisti italiani mentre dalla parte dei franchisti sono schierati i nostri legionari, le cui perdite a fine anno saliranno a 2657 tra ufficiali e soldati.

In Italia Mussolini è saldamente al comando, ha conquistato l'Etiopia e non ha nessuna intenzione di fermarsi.

Il 14 maggio dice: "In Spagna, Italia e Francia stanno su due opposte barricate" e infiamma ancor di più la caldissima vigilia del Mondiale.

Gli italiani cantano, oltre a "E' arrivato l'ambasciatore" e a "Reginella campagnola" anche il ritornello ingiurioso che minaccia: "E se la Francia fa la troia, Nizza e Savoia".

I riflessi, naturalmente, si sentiranno anche negli stadi.

Anche in Estremo oriente calcio e politica si mescolano: il Giappone dopo essersi iscritto alle qualificazioni si ritira, troppo impegnato com'è a occupare la Cina.

Anche gli Stati Uniti sono assenti, ma per altri motivi, il calcio interessa poco o niente.

Le guerre europee appaiono lontane, non c'è nessun clima di mobilitazione generale: "Biancaneve" di Walt Disney arricchisce i botteghini dei cinema, i balli di moda sono lo swing e il big apple, Benny Goodman e Gene Kupra danno un concerto alla Carnegie Hall di New York che farà epoca.

L'Italia è la favorita dei terzi campionati del Mondo: perchè ha vinto il titolo quattro anni prima a Roma e perchè ha conquistato l'oro alle Olimpiadi di Berlino.

In Francia si è concluso da un anno il breve e confuso ciclo di governo del Fronte Popolare.

Lo stadio di Colombes è stato rimesso a nuovo e costruiti due impianti appositamente per questi Mondiali: a Bordeaux e a Marsiglia.

Anche la Francia ha capito che dal calcio si possono ottenere grandissimi vantaggi, non ha nessuna dittatura da salvare, ma tutto serve. Specialmente i soldi.

Organizzati alla perfezione questi campionati si riveleranno un grandissimo affare dal punto di vista economico. Alla fine il guadagno sarà di un milione e mezzo di franchi, una cifra altissima per quell'epoca.

Vittorio Pozzo ripercorre la strada del 1934 e per gli azzurri organizza un maxi-ritiro, prima ad Alpino e poi a Cuneo.

Per la Francia partono in treno a due giorni dalla prima partita, quella con la Norvegia a Marsiglia in programma il 5 giugno a Marsiglia.

Con ventiquattro ore di anticipo era stato dato il via ai campionati con Svizzera-Germania.

Gli elvetici mostrano un gioco nuovo, un anticipo del "verrou" che poi gli italiani verso la fine degli Anni Cinquanta copieranno chiamandolo "catenaccio".

Vicino al difensore centrale arretra un centrocampista che si limita ad aspettare gli avversari senza badare a marcature di sorta: forse è stato inventato il "libero", ma nessuno se ne accorge.

I tedeschi hanno Sepp Herberger in panchina (vi rimarrà per altri ventisei anni) che mescola le carte schierando sei tedeschi e cinque austriaci. Passa la Svizzera in due partite.

L'Italia debutta con la Norvegia, squadra tra le più scarse presenti in Francia.
Gli azzurri patiscono un po' troppo l'ambiente ostile. I tifosi francesi li fischiano per tutta la partita. Non per motivi politici, ma perchè chi vince affronterà proprio la Francia.

E la Norvegia sarebbe un avversario molto più arrendevole.

Segna Ferraris II dopo un paio di minuti e convinti di fare una semplice passeggiata gli azzurri cominciano a perdere tempo, pensano alle loro preziose caviglie, si limitano all'indispensabile.

I norvegesi, volenterosi e nulla più, riescono a pareggiare a sette minuti dalla fine.

Nei supplementari ci pensa Piola a rimettere le cose a posto.
Italia e Francia nei quarti, a Parigi.

L'arbitro è Baert, lo stesso che ai Mondiali del 1934, permise a Monti di azzoppare mezza Spagna.

I dirigenti azzurri "sanno" che è corruttibile e temono che si accordi con i francesi.

In realtà l'Italia è una squadra superiore rispetto a quella di quattro anni prima e non fatica per battere la Francia.

Alla vigilia c'è la solita visita al solito bordello, richiesta dal solito Meazza.

Pozzo, come al solito, tentenna e poi cede.

I giocatori lo ripagano con una straordinaria partita contro la Francia: Piola segna il terzo gol in due gare, ma è la classe purissima di Meazza che incanta il pubblico.

E alla fine applaudono tutti: italiani, francesi e antifascisti in esilio.

La semifinale si gioca a Marsiglia ed è il primo Italia-Brasile della storia.

I sudamericani hanno battuto a stento la Polonia (6-5) e la Cecoslovacchia addirittura in due partite, ma hanno incantato il pubblico con i loro due fuoriclasse Leonidas e Domingos.

L'Italia batte il Brasile in finale non ha difficoltà a superare l'Ungheria. Ai bi-campioni del Mondo è concessa una settimana di lussuosa vacanza a Parigi, ma non ne approfittano.

Rientrano in treno e sono portati in trionfo a Torino. Il 29 giugno vengono ricevuti a Roma dal Duce e ricevono da Starace un assegno di diecimila lire a testa.

Meno che in occasione del primo titolo. Almeno a livello ufficiale. In realtà battendo l'Ungheria si sono arricchiti.

E' un'annata straordinaria per lo sport italiano. Il purosangue Nearco vince il Gran Prix de Paris di galoppo, Bartali trionfa al Tour de France e i giornali al servizio del regime, cioè tutti, scrivono di apoteosi dello sport fascista e addirittura di "vittoria della razza" (anche di quella equina?).

La rivista "La difesa della razza" esce il sei luglio nelle edicole a una lira la copia e il 2 settembre, sempre del 1938, dalle scuole italiane vengono allontanati gli insegnanti ebrei.

Mussolini recita la parte della spalla di Hitler il 29 e 30 settembre alla conferenza di Monaco dove si decide il destino della Cecoslovacchia e il giorno dopo assiste impotente, ma compiaciuto, all'occupazione nazista dei sudeti.

La tragedia non è più alle porte: è entrata senza nemmeno bussare.


dal libro Perda il migliore di Franco Rossi

E qui c'e' uno splendido video dell'Istituto Luce che mostra il ritiro dei gloriosi nazionali italiani. Termina con un saluto romano collettivo e mi viene da pensare...
Di Canio mio che te sei perso.


Effe Lipper per Fondazione Bonarda

3 Comments:

Anonymous Carmendgl11 said...

EFFEEEEEEEEE di alla Kuba che la Gita ha bisogno di una consulenza...

10:01 AM  
Blogger Fondazione Bonarda said...

su carlo Piva? Basta cosi. La kuba da oggi e' un esclusiva della fisicona e punto . Nun se cancella chi te sostiene.

10:08 AM  
Anonymous Carmendgl11 said...

No non sul Piva. o meglio si. inzomma chiedi allei. e già che ce sei Ma ki minkia è sto Piva?????

10:35 AM  

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