venerdì, gennaio 27, 2006

Emozionante

dal sito ufficialae AC Lecco.it

Bellissime queste righe che riproponiamo su Fondazione Bonarda. Splendidi racconti e nomi della storia del calcio in Italia che si incrociano in un passato che in molti non abbiamo vissuto e vale la pena di immergersi nel racconto.
Effe Lipper per Fondazione Bonarda.

Il primo campionato di A del Lecco.

Raggiunto il traguardo massimo , la città , i giocatori e l’allenatore Piccioli sono in fermento. C’è la voglia di ricominciare subito , di gustare una nuova avventura , di scontrarsi con i grandi campioni del tempo. Il 1 agosto 1960 il Lecco torna già al lavoro e parte per il ritiro di Introbio. Qui , il sindaco Cugnasca , Lino Cademartori , i giornalisti De Santis e Gerosa e il dirigente della Banca Popolare di Lecco De Paoli fondano l’Associazione Amici dell’A.C. Lecco. Ceppi non sta certo a guardare , anzi. In riva al lago arrivano il coriaceo bolzanino Antonio Pasinato e il fuoriclasse uruguaiano Abbadie. Per la sua tecnica tutta Sudamericana , Abbadie viene soprannominato “Il gemello di Schiaffino”. Il lotto delle avversarie è da autentico brivido…. perché questa è l’epoca di Boniperti , Sivori , Altafini , Rivera…. Le prime uscite , purtroppo , non sono incoraggianti. Usciti dalla Coppa Italia ( 4-2 ad opera del Bologna ) , Ceppi manda alcuni osservatori in Brasile per “prenotare” l’attaccante del Portuguesa Sergio Clerici. Le abitudini sono le stesse di una volta: ad ospitare i giocatori non sposati c’è la “casa degli scapoli” al Piscen di Pescarenico. Gli allenamenti sono quotidiani e al sabato non manca il cinema. Una passeggiata e alle sette tutti a cena da Orestino. Alla domenica sveglia alle undici , pranzo leggero e appuntamento al campo con tanto di borsa pronta. Il 25 settembre 1960 inizia l’avventura della serie A. E’ lo stadio Franchi il primo ad accogliere il Lecco di Piccioli nella massima serie ma l’esordio non è certo dei più felici: i viola vincono per 4-0. Giusto il tempo di essere ricevuti da Papa Giovanni XXIII , poi ecco la trasferta di Catania. I blucelesti non tornano nemmeno a casa. E la seconda sconfitta preoccupa mister Piccioli: “Il Lecco è come un ciclista che ha forato in partenza” , dirà. Il 9 ottobre 1960 arriva però la prima vittoria ai danni del Padova grazie alla doppietta di Bonacchi. Quarta giornata e il Lecco si arrende a Bari con un secco 4-1. Sfortunato , in quell’occasione , l’esordio di Vinicio Facca anche se il terzino diventerà un punto di forza del Lecco. Non si fa neppure in tempo a regolare l’Udinese ( 3-1 il finale ) che gli uomini di Piccioli devono incontrare a San Siro , l’Inter capolista. Ed in barba al blasone , ai quarantamila spettatori e all’incubo degli spogliatoi nerazzurri , il Lecco torna a casa con un pareggio importantissimo. Di Gilardoni , dopo un colpo di testa su assist di Savioni , il gol che stende l’Inter. La stagione del Lecco va avanti con alti e bassi , con belle prestazioni contro le squadre più forti e difficoltà incredibili contro formazioni più modeste: pareggio con la Sampdoria , sconfitte con Atalanta e Vicenza. Il 4 dicembre , davanti a 18.000 spettatori , il Lecco piega per 1 a 0 il Napoli di Di Giacomo con una rete del preciso Savioni. Il 1960 si chiude con la sconfitta per 3-1 con il Torino e il pareggio a reti bianche del Rigamonti con la Roma. Ma la sorpresa è rappresentata da Sergio Clerici , deciso finalmente a lasciare il Brasile , presente sulle tribune. E il 1961 inizia con una delle sfide più sentite: il Lecco di Piccioli contro la Vecchia Signora. E il 2-2 finale , con reti di Duzioni e Gilardoni , è da cardiopalma. Il Rigamonti è un’autentica bolgia. Due settimane più tardi , è la corazzata Milan a vedere i sorci verdi. Liedholm e compagni vengono fermati sul 2-2 da un Lecco in grande spolvero e ridotto persino in 9 uomini. A segno , per il Lecco , Gotti ( uno su rigore , l’altro di testa ). Sette giorni dopo , il 22 gennaio 1961 , il Lecco impatta 0-0 sul campo del Bologna. Ma la nota positiva è un’altra: fa il suo debutto Sergio Clerici , padre milanese e madre senese. L’andata bluceleste si chiude con una brillante vittoria sulla Lazio: 2-0 il risultato finale di marca tutta sudafricana. Vanno a segno Abbadie e Clerici , al suo debutto casalingo. Purtroppo le cose non vanno molto bene: dopo la sconfitta interna con la Fiorentina e il pareggio casalingo con il Bari ( 0-0 ) , gli uomini di Piccioli perdono 2-0 in quel di Udine e si ritrovano al terz’ultimo posto , in piena zona retrocessione. Ma il 12 marzo 1961 sarà ricordato come l’evento più bello nella storia calcistica bluceleste. Di scena , al Rigamonti , l’Inter di Helenio Herrera imbattuta da dodici partite. Lo stadio è pieno fino al minimo centimetro. Ma la gara entrerà nella storia: il Lecco vince 2-1 grazie alla doppietta di Gilardoni che ammutolisce Herrera e manda invece in defibrillazione tutto il popolo bluceleste. Si torna a masticare amaro solamente sette giorni dopo: un Lecco sfortunato e rimaneggiato nei suoi uomini migliori riesce a reggere per un’ora agli assalti dei sampdoriani. Ma non basta ad evitare , seppur per 1-0 , la sconfitta e la conseguente discesa in classifica. Ne segue una vittoria contro l’Atalanta ( rete di Savioni ) e due sconfitte con Vicenza e Napoli. E il Lecco è sempre più pericolosamente in zona retrocessione. La stampa locale ci dà addirittura per retrocessi , ma Ceppi mette le cose a posto: “A Lecco i a meten via dopu mort”. E il Lecco infatti impiega solo una settimana per risorgere o , quantomeno , tentare di restare a galla. Ne fa le spese il Torino , sconfitto per 2-1 con reti di Bonacchi e Abbadie. Alla sconfitta per 1-0 dell’Olimpico con la Roma , una delle partite più belle dei blucelesti , segue quella più “micidiale” e massacrante del Delle Alpi con la Juventus ( 4-2 il finale con reti di Abbadie e Arienti ). Il torneo volge all’epilogo finale. E’ il 14 maggio quando il Lecco supera , tra le mura amiche , la Spal con un meritatissimo 2-0 ( Abbadie e Gotti ). Ma la nota positiva arriva dall’esordio del “Ruspa” Antonio Pasinato , uno degli uomini più importanti nella storia del Lecco. Dopo la perla di Gotti che costringe il Milan all’1-1 sul proprio campo e all’uno due di Bologna ( Galbiati e Clerici ) si arriva alla sfida finale. Già retrocesse Lazio e Napoli , si attende solo la squadra che chiuderà il terzetto. Proprio all’Olimpico , contro la Lazio , il Lecco chiude la sua prima stagione di serie A con una vittoria firmata dal solito Savioni. Sembra ormai fatta quando arrivano le notizie del pareggio del Bari contro la Juve e il successo dell’Udinese sull’Atalanta. Udinese , Bari e Lecco si trovano così a pari punti e solo uno spareggio a tre sul neutro di Bologna dirà il nome della terza retrocessa in serie B. Partito con i solito sfavori del pronostico , il Lecco ottiene l’impresa di salvarsi e restare nell’olimpo del calcio che conta per il secondo anno consecutivo. Domenica 11 giugno 1961 il Lecco demolisce il Bari con un secco 4-2 ( Abbadie , Savioni , Gilardoni e ancora Savioni ). La salvezza però arriva ancor prima di dover affrontare l’Udinese. La squadra friulana , infatti , impatta con il Bari 0-0. Gli uomini di Piccioli diventano così , involontariamente , gli arbitri della retrocessione. A otto minuti dalla fine Lecco e Udinese impattano sul 2-2 ma ci pensa Arienti a rompere l’equilibrio. Il Bari sente più vicina la salvezza ma a due minuti dalla fine gela di schianto: 3-3 e pugliesi in serie B.