lunedì, gennaio 16, 2006

Gianfranco Casarsa/ parte prima

Perche' il cucchiaio non l'ha inventato il signor Totty.....

Qui una foto di Gianfranco con la maglia del Perugia.


Gianfanco in Viola.

Metà degli anni settanta, una Fiorentina giovane con tanti nomi ancora oggi ricordati, tanti giocatori accreditati
di un ottimo futuro sportivo poi in parte, ma non del tutto, confermato per alterne vicende: Antognoni, Guerini, Caso, Roggi,
Desolati e appunto Casarsa. Gianfranco Casarsa nacque nella friulana Udine il 28 marzo 1953. Emigrato precocemente per ragioni
calcistiche dalla sua terra, giunse in Emilia-Romagna per giocare con gli spallini di Ferrara in serie C (1970-71) dove segnò una sola rete.
L'anno dopo andò a Bellaria in quarta divisione e qui si mise in vista segnando 11 marcature. La buona stagione gli permise di trovare un ingaggio a Bari, in serie B, dove rimase due stagioni confermandosi un centravanti di manovra corpulento e combattivo dalla buona tecnica, ma con qualche problema di peso (solo 10 gol in due stagioni, ma tanti ponti e tanti appoggi vincenti per i compagni).
Nereo Rocco, esperto talent-scout, lo notò e ne richiese l'acquisto alla presidenza viola nella sua prima, e anche ultima, stagione con la
Fiorentina edizione 1974-75. In realtà quell'anno le punte nascevano in ogni dove in casa gigliata: Saltutti, Speggiorin, il giovane proveniente dal vivaio Piccinetti, ceduto a ottobre, Cappellini vecchio attaccante proveniente dalla Roma e infine Desolati e Casarsa. I posti da titolare andarono ad appannaggio di questi ultimi due.
Casarsa nel primo anno gigliato segnò 7 reti in 25 partite.
Il 13 ottobre 1974 segnò a Firenze la sua prima marcatura in viola nell' 1-0 finale contro il Bologna. Fino a novembre i viola rimasero in testa con
un gruppetto di squadre. Poi a cavallo dell'anno non riuscirono più a tenere il passo della Juventus che chiuse a 12 lunghezze dalla Fiorentina. Ma i
viola sul finire di stagione si tolsero delle belle soddisfazioni sciorinando una forma invidiabile. In data 11 maggio 1975 la Juventus, futura scudettata, scese al Franchi e
venne travolta da una Fiorentina scoppiettante, da un Antognoni favoloso, da un Casarsa opportunista: finì 4-1 e il centrattacco viola segnò la rete del 3-1 su rigore.
Il 18 maggio 1975 si chiuse il campionato con un 4-3 vincente a Genova contro la Sampdoria, in attesa della finale di Coppa Italia in quel di Roma contro il Milan 'olandese' di Giagnoni, la sera del 28 giugno 1975 all' Olimpico, in partita secca. Gara bellissima, ben arbitrata dall'autoritario Michelotti. 1-0 di Casarsa su rigore, subitaneo pareggio di Bigon. La Fiorentina visibilmente
più fresca dopo avere sfiorato il vantaggio con Desolati, nel secondo tempo passò in vantaggio con un gol di Guerini, alla prima proiezione offensiva della carriera. Pareggio dell'ex Chiarugi e poi rocambolesco gol della riserva Rosi per la vittoria finale.
Il 1975-76 fu amaro per Casarsa. 3 gol in 27 gare, sebbene tante aperture di spazi ne sentenziarono una utilità indiscutibile per gli equilibri della squadra. Meglio nel 1976-77 con 6 reti e sempre 27 presenze e soprattutto uno storico terzo posto dietro le irraggiungibili Torino e Juventus a 50 e 51 punti.
Dopo la fallimentare stagione dei viola nel 1977-78, con un un piede e mezzo in B a tre giornate dal termine, clamorosamente recuperata in extremis, Casarsa (21 gare e 3 reti) venne ceduto al fine di cercare un attaccante più prolifico.
Passato al Perugia, visse la memorabile stagione 1978-79 del secondo posto e delle zero sconfitte in campionato. Rimase in Umbria fino al 1980-81 giocando poco a causa di un problema a una gamba occorsogli nel 1980 e da cui
non si riprese più. Retrocesso nel 1981, passò all'Udinese per stare più vicino a casa, ma qui chiuse la carriera ancora giovane nel 1982.
Buon rigorista, tecnica notevole, ha forse avuto meno di quello che i suoi piedi avrebbero potuto offrirgli. Il suo cognome rievoca i tempi di un calcio ancora romantico e semplice.

continua...