mercoledì, gennaio 18, 2006

Il segno di Zorro. Prima puntata.


Zvonimir Boban, il più grande giocatore croato d'ogni tempo, nasce ad Imotski l'8 Ottobre 1968 ed offre il primo saggio del suo talento purissimo affacciandosi alla massima divisione del campionato yugoslavo con la maglia prestigiosa della Dinamo Zagabria alla giovanissima età di 16 anni.

Per premiare l'eccezionalità del suo calcio i dirigenti della formazione della capitale croata gli affidano la fascia di capitano al suo terzo campionato.

Nelle sue sei stagioni di militanza alla Dinamo Zvone colleziona 109 presenze suggellate da 45 reti.

Prelevato su esplicita richiesta di Fabio Capello in qualità di giovane calciatore tra i più promettenti d'Europa Zvone si accaserà a Milanello solo dalla stagione 1992/1993. Nasce il Milan degli "Invincibili".



L' esordio in Serie A italiana avviene però il 17 Novembre 1991 con la maglia del Bari (società cui era stato ceduto in prestito per facilitarne l'ambientamento al calcio italiano) durante l'incontro Bari - Lazio conclusosi con il punteggio di 1:2.

Centrocampista offensivo dalla tecnica sopraffina, superbo nell'ultimo passaggio, imprevedibile nella conduzione delle azioni d'attacco, magistrale sui calci piazzati: questo è Zvonimir Boban, un artista fin de siecle, venerato in Croazia quanto solo possono esserlo stati o sono attualmente Maradona in Argentina, Platini e Zidane in Francia, Pelé e Ronaldo in Brasile, Roberto Baggio in Italia.

3 Agosto 2001: l'Associazione Calcio Milan comunica la cessione, ufficialmente in prestito con diritto di riscatto, del fuoriclasse di Imotski alla società iberica del Celta Vigo; Zvonimir Boban, straniero tra i più decorati e vittoriosi nella centenaria e gloriosa storia del club rossonero, conclude la sua permanenza in Italia.

Il giudizio - che potremmo assumere ad "esergo" del calciatore Zvonimir Boban - più commosso e commovente lo rilascia Manuel Rui Costa il 18 Agosto 2001. Il fuoriclasse lusitano acquistato dalla Fiorentina su richiesta del neo-allenatore milanista Fatih Terim, erede della vacante maglia numero 10 così si esprime sui fogli della Gazzetta dello Sport qualche ora prima della standing ovation che il popolo di San Siro, convenuto al Meazza in occasione dell'annuale trofeo Luigi Berlusconi, tributerà all'artista croato come solo in precedenza era stato riservato (nel 1995) al divino Van Basten:

"Boban è così bravo che ti vien voglia di sederti in mezzo al campo e guardarlo mentre gioca. Zvone incute paura agli avversari per questo, perché dà sempre questo senso di calma. In mezzo al campo a volte ti viene non dico il panico, ma insomma ti trovi in difficoltà fra tanta gente; pare che a lui questo non succeda mai. Dentro al campo sei molto di quello che sei fuori e Boban dà questa sensazione assoluta di logica e serenità. Sembra che nessuna situazione di gioco per lui sia complicata, nessuna decisione difficile da prendere, e questa freddezza è sempre stata la qualità che più gli ho invidiato. Lui di me credo ammirasse la scelta di tempo nel passaggio alle punte, ma neppure in questo Zvone è inferiore a me. E' difficile trovare difetti a Zvone e non lo dico perché ora sono un giocatore del Milan, ci siamo sempre ammirati a distanza e anche quando ero a Firenze parlavo sempre benissimo di lui. Purtroppo ha avuto tanti infortuni che gli hanno impedito di concorrere per il Pallone d'Oro che era di certo alla sua portata. Qualcuno dice che è stato discontinuo? Lo dicono di tanti, anche di me ma a me non pare così anormale che un giocatore che deve creare la giocata a volte aspetti. Non si può inventare per 90 minuti di seguito, ma se a volte passi banalmente la palla a un compagno non significa che non sei in partita: significa che aspetti l'ispirazione. Chi inventa, come Zvone, fa così."

Lunedì 15 Ottobre 2001: il Maestro di Imotski ufficializza il suo ritiro dal calcio giocato.

Vigo infausta: quello che avrebbe dovuto essere esilio dorato per l'ultima stagione di Zvone si rivela epilogo amaro. Questo il testo della dichiarazione rilasciata agli organi di stampa: "Il mio orgoglio ha preso il sopravvento. Sono dieci giorni che medito questa decisione ma ormai il tempo è arrivato. Ho 33 anni e dopo essere stato nominato miglior giocatore in campo nell'incontro con il Valencia l'allenatore Victor Fernandez ha preferito lasciarmi in panchina contro il Malaga. Preferisco ritirarmi da protagonista come sono sempre stato. Ringrazio ad ogni modo il Celta per l'accoglienza riservatami e per il calore manifestato. Grazie a tutti."

Davor Vugrinec, talentuoso attaccante croato del Lecce sulla Gazzetta dello Sport di Martedì 16 Ottobre: "Nel momento della gioia personale e della mia patria per la qualificazione ai Mondiali del 2002 non posso dimenticare il mio mito, Zvonimir Boban, che ha deciso di lasciare quel mondo nel quale non viene concesso lo spazio dovuto ad un campione come lui."

Alessandro "Billy" Costacurta, compagno e amico di Zvone commenta così il ritiro del fuoriclasse croato: "Il suo addio significa una enorme perdita per tutto il mondo del calcio. Zvonimir era ed è un giocatore in grado di deliziare le platee e di offrire spettacolo. Mi mancherà."

Do videnja Zvone. La tua arte e la tua persona rimarranno sempre con noi.

continua...