lunedì, gennaio 02, 2006

Il temibile Togo. Prima puntata

La sorpresa c'è già stata
di Alec Cordolcini da indiscreto.it

Una striscia di terra nell’Africa occidentale sub-sahariana che si estende per oltre 800 chilometri, dalle case coloniali della capitale Lomè alle vaste distese rocciose del plateau di Ouatchi fino alle grandi savane dei territori del nord al confine con il Burkina Faso; una popolazione appena uscita da una dittatura (quella del generale Etienne “Papa” Eyadèma) lunga 38 anni; un’economia prevalentemente agricola frenata da un’instabilità politica ancora notevole; infine la nazionale di calcio qualificata per la prima volta alla fase finale della Coppa del Mondo. Questo è il Togo anno 2005. Staccare un biglietto per i Mondiali di Germania, un’ipotesi fino ad un anno fa impensabile anche per il più scalmanato dei tifosi degli Sparvieri, viste le avversarie sorteggiate nel girone di qualificazione (Senegal, Mali, Zambia) e soprattutto la penuria pressoché totale di risultati importanti della nazionale del Togo in campo internazionale. Quattro secondi posti nella Coppa Cssa (torneo riservato alle nazionali dell’Africa Occidentale), uno nella Coppa Cedeao (competizione simile alla precedente, ma con un maggior numero di nazionali partecipanti), una modernizzazione calcistica avvenuta solamente in tempi recenti con l’eliminazione di un macchinoso e inefficiente sistema organizzativo strutturato per regioni, città e quartieri. Una nazionale la cui storia si è svolta all’ombra delle imprese realizzate da una squadra che, calcisticamente parlando, è sempre stata considerata una sorta di sorella maggiore, la Nigeria; e ci è voluto proprio un nigeriano per permettere agli allievi di arrivare dove, una volta tanto, i maestri non sono riusciti.