martedì, gennaio 03, 2006

Il temibile Togo. seconda puntata

L’artefice della Grande Impresa si chiama Stephen Okechukwu Keshi, 44 anni e un passato da giocatore tra le fila di Lokeren, Anderlecht, Strasburgo e RWDM nonché della nazionale nigeriana (con la quale nel 1994 ha anche vinto una Coppa d’Africa e ha disputato, da capitano, i Mondiali negli Stati Uniti), sulla panchina del Togo dai primi mesi del 2004 in sostituzione del brasiliano Antonio Dumas, esonerato dopo le pessime prove fornite dalla nazionale (infarcita oltretutto di brasiliani naturalizzati) nell’ultima Coppa d’Africa in Tunisia. Professionista esemplare nel corso della propria carriera di calciatore, Keshi ha impostato il suo lavoro su concetti quali gruppo, organizzazione e disciplina, elementi fondamentali per una squadra dotata di qualità tecniche poco più che mediocri (evitiamo l’oramai trito, benché indiscutibilmente veritiero, riferimento alla Grecia campione d’Europa). “Squadre come Senegal o Nigeria”, ha commentato Keshi, “sono indubbiamente migliori di noi sotto il profilo tecnico, ma difettano sotto quello organizzativo. Prendiamo proprio la Nigeria; quando ero vice-allenatore, nello spogliatoio entravano numerose persone, e ognuno voleva dire la sua. Era il caos. Nello spogliatoio del Togo ne possono invece entrare solamente due: il presidente della Federazione ed io”. Dopo la partenza negativa (sconfitta per 1-0 contro lo Zambia), il Togo ha saputo rimettersi subito in carreggiata costruendo la propria qualificazione al Kegue Stadium di Lomè, dove ha vinto tutti e sei gli incontri disputati, tra cui quello contro il temuto Senegal (nettamente sconfitto 3-1), rivelatosi a posteriori fondamentale per la classifica finale, che ha visto gli uomini di Keshi sopravanzare Diouf e compagni di soli due punti. “Merito di un approccio più razionale alle partite, un approccio all’europea” ha sottolineato il tecnico nigeriano, insignito a qualificazione ottenuta dal presidente del Togo Faure Gnassingbé (figlio del sopraccitato “Papa” Eyadèma) con il Grand Commandeur dans l’Ordre du Mérite, un’alta onorificenza di stato mai assegnata prima d’ora ad uno straniero.

4 Comments:

Anonymous Carmendgl11 said...

buongiorno presidente. Qui fa freddissimooooooooooooooooo

9:56 AM  
Blogger Fondazione Bonarda said...

Buongiorno Tesori' qui c'e' un ferito alla schiena.....ahiaaaaaaaaaaaaaa....

11:34 AM  
Anonymous Carmendgl11 said...

Massaggino???????

12:42 PM  
Blogger Fondazione Bonarda said...

baby..dolore..botta de freddo...argggghhhh...l'ospa che me devasta er cranio..devo fuggi...

12:43 PM  

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