martedì, gennaio 03, 2006

Il temibile Togo. terza puntata

La prossima edizione della Coppa d’Africa, che partirà in Egitto a fine gennaio, rappresenterà per Keshi una ghiotta occasione per perfezionare il suo 4-4-2 e per testare l’affidabilità di un gruppo giovane e privo di stelle che si affida alle reti dell’attaccante di origine nigeriana Emmanuel Sheyi Adebayor, l’elemento più importante dell’intera selezione, per non affondare in una competizione che onestamente appare al di fuori della sua portata. Sorta di Kanu più veloce e meno tecnico cresciuto calcisticamente nel Metz (all’età di 13 anni era stato visionato, e bocciato, dai talent scout dell’Ajax in un torneo giovanile a Goteborg), Adebayor si è imposto all’attenzione internazionale con la maglia del Monaco, nonostante una media realizzativa non certo impressionante (23 reti in due stagioni e mezza), caratteristica che lo accomuna ancor di più al già citato Nwankwo Kanu, che oltretutto di Adebayor è l’idolo indiscusso. La musica però cambia una volta vestita la casacca gialla degli Sparvieri, dove Adebayor “timbra” con ben altra cadenza tanto da essere risultato, con 11 gol, il miglior marcatore nelle qualificazioni della Zona Africana. Grandi prestazioni che gli hanno permesso di subentrare nel cuore dei tifosi togolesi all’idolo locale Frank Fiawoo, attivo negli anni Sessanta nel campionato francese con le maglie Olympique Marsiglia, Bastia e Monaco. Altri elementi che finora hanno ben figurato sono stati il capitano Yaovi-Dosseh Abalo (Amiens), il terzino Eric Akoto (Admira Wacker), i centrocampisti Adekamni Olufade (ex Lilla, Nizza e Charleroi, attualmente sotto contratto con l’Al Sailiya, club del Qatar) e Cherif Touré-Maman (Metz), e l’attaccante, ex Parma e Vicenza, Mohammed Kader Coubadja-Tourè (Sochaux), che compone con Adebayor il tandem d’attacco del Togo. Buona parte dei giocatori del Togo gioca in Europa, tra Francia, Belgio, Austria, Svizzera e anche Italia (il difensore del Benevento Komi Tchangai), dando modo a qualcuno, tra cui lo stesso Keshi, di fare paragoni con il Senegal “francese” che quattro anni fa sorprese gli allora campioni del mondo della Francia all’esordio del mondiale. Proprio i Bleus saranno la squadra da battere in Germania nel girone degli Sparvieri, ma il confronto non regge proprio; da un lato non c’è più la Francia dalla pancia piena e dalle gambe logore, dall’altro non si vedono epigoni dei vari El-Hadji Diouf, Papa Bouba Diop, Salif Diao o Khalilou Fadiga. Un punto nel girone di qualificazione (comprendente anche Svizzera e Corea del Sud, certamente non due scartine) e il suo Mondiale il Togo può dire di averlo vinto.

Alec Cordolcini
indiscreto.it