martedì, gennaio 24, 2006

Lo scudetto della Lazio di Maestrelli/sesta puntata.


In quelle prime giornate, tuttavia si compie il destino di quella squadra grande e strampalata.
Al secondo turno di Coppa UEFA, i biancazzurri sono opposti ad una squadra inglese di secondo piano, l'Ipswich Town.
La prima gara si gioca in Inghilterra, e si conclude con un disastro.
In meno di un'ora una Lazio irriconoscibile, che ha snaturato il suo gioco con l'utilizzo del terzino Petrelli al posto dell'ala Manservisi o del fantasista D'Amico, incassa quattro reti a zero, tutte segnate dall'interno Whymark.
Il grave, tuttavia, accade nella gara di ritorno, caricata di significati anche extracalcistici.
In un ambiente surriscaldato la Lazio mette in campo una rabbia inutile, quanto poco opportuna, visto il risultato dell'andata.
Dopo meno di mezz'ora, i biancazzurri sono sul 2-0, e l'entusiasmo per l'incredibile possibilità di una rimonta incendia gli animi, la partita diventa una battaglia senza esclusione di colpi.
Quando l'arbitro olandese Van der Kroft concede un rigore agli inglesi, si scatena il finimondo.
Sulle tribune si scatena una caccia all'uomo e la bandiera inglese, ospitata su uno dei pennoni dell'Olimpico viene data alle fiamme.
La partita continua.
Chinaglia, letteralmente scatenato segna altre due volte, ma la gara si chiude su un inutile 4-2 per la Lazio.
L'UEFA non avrà la mano tenera con la Lazio: squalifica per tre anni , poi ridotta ad un anno solo, da tutte le manifestazioni europee.
In campionato, invece, le cose vanno per il meglio.
Con D'Amico titolare inamovibile, la Lazio diventa Campione d'inverno con tre punti sulla Juve, la Fiorentina ed il Napoli, nonostante perda Re Cecconi per un infortunio che lo terrà lontano a lungo dai campi di calcio.

continua...
da postadelgufo.it

nella foto Renzo Garlaschelli con la maglia del Pavia.