mercoledì, gennaio 25, 2006

Lo scudetto della Lazio di Maestrelli/settima puntata.


L'inizio del girone di ritorno è però molto tribolato.
A Marassi, un gol di Maraschi ed una prestazione molto sofferta condannano la Lazio alla sconfitta, quanto mai inopportuna in quanto arriva a soli sette giorni dalla sfida scudetto contro la Juve che si è avvicinata a due soli punti.
All'Olimpico, quel 17 febbraio 1974, la Lazio sfodera una delle sue partite più belle.
In meno di mezz'ora la Juve è alle corde, Garlaschelli e Chinaglia portano la Lazio sul 2-0- Sembra fatta, ma il signor Panzino di Catanzaro, arbitro della partita, sale al proscenio.
Nei primi dieci minuti della ripresa concede due rigori ai bianconeri, sul primo, calciato da Cuccureddu, Felice Pulici compie un miracolo, ma sul secondo Anastasi accorcia le distanze.
La Juve torna in partita con oltre mezz'ora da giocare.
Dieci minuti dopo, tuttavia, l'arbitro concede un rigore anche alla Lazio che Chinaglia, dopo aver conquistato con mestiere, trasforma con rabbia.
Sarà la vittoria decisiva, tipica di una squadra senza mezze misure.
Altra pietra miliare il derby di ritorno: 2-1 sofferto con la Roma in vantaggio e il punteggio ribaltato in cinque ruggenti minuti con una magia di D'Amico ed un rigore di Chinaglia che, quel giorno, inventa la sua "griffe": l'indice della mano destra mostrato alla Curva Sud in un gesto di sfida.
La domenica dopo, tre reti di un Chinaglia cosmico al San Paolo rintuzzano l'ultimo assalto del Napoli e tengono a distanza di sicurezza anche la Juve che non molla.
Da qualche domenica è tornato Re Cecconi, ma la squadra appare stanca, soprattutto c'è chi pensa che quella gabbia di matti stia per cedere dal punto di vista dei nervi.
Emblematica la venticinquesima giornata.
La Lazio riceve il Verona all'Olimpico e va subito in vantaggio.
Sembra fatta, ma accade l'incredibile.
Zigoni, che già l'anno prima ha segnato un potenziale gol guastafeste "scusandosi" con l'Olimpico, pareggia e mentre sta per finire il primo tempo Oddi, il borgataro Oddi, il "lazziale" Oddi, mette a segno il più classico degli autogol.
Sull'Olimpico cade il gelo.
Chinaglia se la prende con tutti, con Nanni rasenta lo scontro fisico nel tunnel, e molti già prevedono guai nel chiuso dello spogliatoio.
Ma sulla porta trovano Maestrelli che li…rimanda tutti in campo.
La Lazio, in pratica non fa l'intervallo.
Si dispone sul campo, ogni calciatore al suo posto, e aspetta.
Il pubblico, dapprima è sorpreso, poi comincia ad incitare la squadra.
Chinaglia sfoga la sua rabbia prendendo a calci il pallone anziché i compagni.
Quando il Verona, sorpreso, rientra in campo l'Olimpico è una bolgia.
I veneti sono letteralmente travolti, in mezz'ora scarsa il punteggio è ribaltato : 4-2 per la Lazio.

continua...
da postadelgufo.it
Nella foto Pino Wilson