venerdì, gennaio 27, 2006

Lothar Matthaus


E' stato il trascinatore dell'Inter dei record. Un fuoriclasse assoluto che rimarrà nella leggenda neroazzurra.

Con Suarez è stato probabilmente il più forte straniero che ha vestito la maglia neroazzurra. Lothar Matthaus, classe 1961, discendente della rocciosa scuola teutonica del Bayern di Monaco è stato il prototipo del centrocampista completo. Lotta, tecnica, potenza, velocità.. Veramente arduo trovare dei punti deboli. Chi se lo trovava di fronte doveva pagare dazio, doveva dar spazio al suo talento fatto di progressioni devastanti palla al piede e di missili terrificanti che quasi bucavano la rete

Era un trascinatore da competizione. Un leader indiscusso, fino al punto di litigare con i compagni di squadra per farsi rispettare e imporre la propria legge. Ma senza presunzione, solo per dimostrare la sua immensa personalità. E fu quella la carta determinante dell'Inter di record del Trap, l'ultima Inter scudettata dell'89. Matthaus prese per mano la squadra e la portò al tredicesimo titolo a suon di gol, assist e prestazioni eccelse. E il ruolo che gli aveva trovato il tecnico di Cusano Milanino gli calzava a pennello: regista a tutto campo affiancato da due mediani infaticabili quali Nicola Berti e Gianfranco Matteoli e invitato da due punte micidiali quali Aldo Serena e Ramon Diaz.

Con Brehme in quell'anno e Klinsmann la stagione dopo compose il terribile terzetto tedesco che metteva paura a tutti. Solo quattro stagioni nella Beneamata ma è come se fossero state dieci da quanto furono straordinarie. Nel 91 arrivò anche la Coppa Uefa dove Matthaus mise l'inevitabile firma con il rigore che sbloccò il risultato nella finale di andata del Meazza contro la Roma. Il trionfo mondiale con la nazionale ai mondiali 90, poi, è stata la sua apoteosi.. ancor più del pallone d'oro strameritatamente conquistato al finire dell'anno 1991.

Il 1991, però, oltre a consegnargli l'ambito trofeo di France Football gli riservò anche sgradite sorprese. A Milano nella sfida scudetto contro la giovane e lanciata Sampdoria di Boskov Lothar sbagliò uno dei pochissimi rigori della sua brillante carriera facendosi respingere da Pagliuca il possibile pareggio che avrebbe riaperto il discorso tricolore. La Sampdoria raddoppiò con Vialli e i tifosi interisti, pieni di rabbia (sia per la sconfitta che per un arbitraggio alquanto discutibile) si sfogarono lanciando in campo molti seggiolini dello stadio. Matthaus fu uno dei primi ad andare sotto la curva cercando di calmarli con la durezza che serviva. Un gesto coraggioso visto che proprio lui poteva essere accusato dagli stessi tifosi per aver sbagliato quel penalty. Un gesto da Matthaus insomma. Oltre a questo la stagione 1991/92 non cominciò sotto i migliori auspici. Lothar ebbe grossi problemi al ginocchio e non potè esprimere il meglio di sè ad un'età matura di 30 anni. Nel 1992 tornò al Bayern Monaco ma continuò a seguire con grande passione la strada che percorreva la "sua" Inter.

Il rimpianto di tutti i tifosi interisti è quello di non aver incrociato prima i propri cuori con quello di Lothar e di averlo visto andare via forse un pò presto. Chissà quanto avrebbe potuto dare prima e dopo un fuoriclasse del suo calibro ai colori neroazzurri.. Resteranno comunque nella mente le sue prodezze in quei tre fantastici anni. Le sue punizioni, le sue corse, la sua grinta indomabile che ne hanno fatto una delle leggende neroazzurre mai destinate a morire. E chissà che un giorno questo grande personaggio non possa ritornare nel luogo dove ha dato e ha ricevuto tanto amore e tanta passione.