domenica, gennaio 15, 2006

L'uomo della pioggia/ Brian Clough /settima puntata

L’ultimo assalto

Intanto fra i giovani più interessanti arriva alla prima squadra anche un irlandese duro come l’acciaio che mostra, già da giovanissimo, una personalità eccezionale: è Roy Keane che diventerà il capitano del Manchester United e della Nazionale irlandese.

La squadra ha diversi calciatori di valore assoluto, Stuart Pearce e Des Walker sono titolari fissi in nazionale e risultano fra i migliori ai Mondiali dove l’Inghilterra ottiene il miglior piazzamento dopo la vittoria del ’66.
Hodge e Nigel Clough sono ormai colonne portanti e puntando su di loro il Nottingham parte all’assalto della stagione successiva con grandi speranze.

Il “vecchio testone” punta sempre di più e sempre più apertamente sulla Coppa d’Inghilterra, ma stavolta lo aspetta una delusione se possibile ancora più cocente.

Dopo una sofferta qualificazione al debutto con il Crystal Palace battuto solo dopo tre partite, il Nottingham supera il Newcastle ed il Southampton ancora dopo una partita di spareggio, poi batte il Norwich City ed approda alla semifinale.

Al Villa Park lo aspetta una sfida insidiosa con il West Ham, ma il Forest sfodera una prestazione fra le più brillanti del recente passato e trionfa per 4-0, approdando così alla finale di Wembley per la prima volta dopo 32 anni di interminabile attesa.

Per Brian Clough è l’attesissima prima volta e deve affrontare il Tottenham Hotspurs che nell’altra semifinale ha eliminato l’Arsenal in un derby combattutissimo giocato proprio a Wembley.
Il pronostico è quanto mai incerto, il Tottenham schiera Paul Gascoigne il calciatore più fantasioso che il calcio inglese abbia mai avuto dai tempi di Best, ma il Forest appare più organizzato, più solido.

Oltretutto proprio “Gazza” ha deciso con un colpo di classe la sfida con l’Arsenal e il 18 maggio tutto Wembley lo aspetta.
Il tifo è ovviamente per gli Spurs, che giocano in un certo senso “in casa”, ma dalle Midlands arriva un gran numero di tifosi: è un’invasione con pochi precedenti, un esodo che supera quello delle finali europee e surclassa le presenze di tifosi dei reds nelle finali di Coppa di Lega degli ultimi due anni.

Il “vecchio” è in grande forma e non lesina dichiarazioni bellicose, oltretutto l’avversario in panchina è stimolante : Terry Venables, uno col quale in passato non sono mancati scambi di opinioni molto accesi.
Per chi lo conosce bene, tuttavia, è chiaro che “Cloughie” vive troppo intensamente la vigilia della partita, forse anche perchè “sente” che sarà l’ultima occasione per vincere quel trofeo, l’unico che gli è sempre sfuggito.

La gara è intensa e diventa drammatica quando, dopo un quarto d’ora “Gazza” Gascoigne nel tentativo di contrastare un attacco del Forest al limite della sua area commette fallo e si procura un terribile infortunio al ginocchio, tanto da far temere per la sua carriera.

Mentre il Tottenham perde il suo calciatore più forte ed il Nottingham l’avversario più temuto, gli “arcieri” passano addirittura in vantaggio con Stuart Pearce che trasforma la punizione concessa dall’arbitro.

I tifosi dei rossi sono in tripudio e lo stesso Clough fatica a contenere l’entusiasmo.
La gara resta saldamente in pugno ai rossi fino alla fine del primo tempo, “Big Old ‘Ead” ha fatto le scelte giuste, il giovane Keane risulta fra i più positivi e in difesa accanto a Pearce, galvanizzato dal gol, Walker è un baluardo insormontabile.

Al rientro delle squadre dagli spogliatoi sono pochi quelli che scommetterebbero su un risultato diverso dalla vittoria del Forest che sembra anche favorito dalla sorte, ma, improvvisamente, il Tottenham pareggia dopo pochi minuti di gara.

La partita diventa equilibrata , il Nottingham è meno sicuro di sé, mentre sia in campo che sulle tribune il Tottenham prende coraggio.
La sfida diventa appassionante, ma entrambe le squadre evitano di scoprirsi, temendo la beffa e il ricorso ai tempi supplementari diventa piano, piano una certezza.

E la beffa, crudele come non mai arriva per Clough e i suoi proprio all’inizio del primo “extra-time” : Des Walker, forse il migliore degli “arcieri” devia alle spalle del proprio portiere il pallone che manda il Tottenham in paradiso ed il Nottingham all’inferno.

Brian Clough in panchina è pietrificato dallo sgomento, la squadra, come svuotata, cerca una reazione, ma il tempo trascorre implacabile e “Big Old ‘Ead” sembra invecchiare a vista d’occhio.
Quando alla fine l’arbitro decreta la fine dell’incontro l’uomo che stringe la mano a Terry Venables è un Clough svuotato di energia ed entusiasmo, un Clough che non reagisce alle domande velenose dei cronisti e non attacca né avversari né arbitro dopo una sconfitta tanto beffarda da essere atroce.

La delusione dell’ambiente è enorme, ma quella del “vecchio” è troppo grande perché riesca ad esprimerla, tanto da arrivare ad annunciare il suo ritiro dal calcio.
La dirigenza del Nottingham e soprattutto i tifosi riescono a convincerlo a tornare sulla sua decisione, ma il Clough che siede sulla panchina del Forest nelle ultime due stagioni della sua carriera non è più “Big Old ‘Ead”.

postadelgufo.it
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