venerdì, gennaio 13, 2006

Mario Maraschi

Non era spettacolare, né alto e nemmeno corpulento per essere un centravanti. Meno che mai pubblicizzato dalla stampa. qui foto.
Eppure tra i più celebri bomber italiani della sua generazione figura Mario Maraschi, nato a Lodi il 28 agosto 1939 a due passi da Crema.
Cresciuto calcisticamente nel Fanfulla col quale esordì in serie D nel 1956-57, militò per due stagioni nei bianchi della Pro Vercelli in serie C per poi fare il grande salto in serie A nelle file del Milan.
Esordio in serie A il 9 ottobre 1960 a S.Siro, Milan-Bologna 5-1. Dopo 13 presenze e 2 reti nella prima annata in prima divisione, nel 1961-62 fu trasferito ai biancocelesti della Lazio, in cadetteria, coi quali al terzo tentativo ottenne una
attesa promozione in serie A nel 1963-64 che proiettò su di lui l'interessamento del Bologna, fresco scudettato e voglioso di acquistare delle seconde file all'altezza degli undici titolari. In realtà per i felsinei il dopo-scudetto fu disastroso con
la immediata eliminazione dalla Coppa dei Campioni ad opera dell'Anderlecht alla monetina a Barcellona, luogo della partita di spareggio, l' incredibile cacciata di Bernardini anzitempo e l'infausto esito del campionato.
La rifondazione rossoblù determinò la partenza anche di Maraschi che giunto alla LaneRossi Vicenza disputò le sue migliori (fino a quel momento) stagioni in A andando a segno 13 volte in campionato nell'arco di due campionati.
Quando nel 1967 giunse a Firenze per giocare nelle file della Fiorentina yé-yé nessuno si disturbò particolarmente nel riceverlo.
La sua fama era quella di un attaccante che più che segnare lui stesso faceva segnare gli altri con i suoi movimenti di disturbo in area.
Ma l'uomo propone e Dio dispone. Dopo un brutto inizio che comportò l'esonero del mitico Beppone Chiappella, la squadra diretta dal duo Bassi-Ferrero esplose in un tourbillon di spettacolo e reti. Maraschi ben assistito da De Sisti, Amarildo e Merlo figurò
primo cannoniere della squadra con 12 reti, superando ogni più rosea aspettativa e conquistando un meritato 4° posto finale.
Se il gol è il pane del calcio e della vittoria, allora il primo artefice in campo dello storico scudetto del 1969 deve essere individuato proprio in Mario Maraschi. Si ricordano le geometrie di Picchio De Sisti, le scorribande di Chiarugi,
i dribbling di Amarildo, la furia di Merlo, ma senza i 14 gol di Maraschi il titolo non sarebbe mai approdato sotto l'ombra degli Uffizi.
In quella stagione (1968-69) Maraschi fu anima vigile e imperitura della Fiorentina. Dalla 1° giornata quando a 5 minuti dalla fine Maraschi battendo Pizzaballa con un maligno fendente consegnò ai viola la vittoria esterna all' Olimpico contro la Roma,
fino alla storica 29° giornata quando con un netto 2-0 a Torino contro i bianconeri insieme a Chiarugi stordì madama in casa propria.
Sue caratteristiche furono il colpo di testa mortifero in area piccola e il tiro furtivo in anticipo sul difensore di riferimento.
L'anno dopo ritornò al passato, ritrasformandosi in quel centrattacco di movimento e di disturbo che faceva segnare il vicino compagno.
Chiarugi segnò 12 reti, lui solo 5, sebbene in coppa campioni il suo contributo fu importante fino alla sconfitta contro il Celtic di Glasgow.
La Fiorentina lo cedette nel 1970 alla L.R. Vicenza ritenendolo a fine carriera. E invece la professionalità del buon Mario lo rispolverò agli occhi della critica: 8 reti nel 1971 (anno disastroso per i gigliati sotto porta) e ben 11 la stagione dopo.
Passaggio al Cagliari nel 1972-73 senza faville, poi l'approdo alla Sampdoria di Guido Vincenzi salvata dalla CAF nel 1973-74, salvata dai suoi vitali 7 gol nel 1974-75, fino a monetizzare al massimo gli ultimi anni di carriera in A nel 1976.

6 Comments:

Anonymous Carmendgl11 said...

messaggiiiiiiiii per la kubaaaaaaa

11:49 AM  
Blogger Fondazione Bonarda said...

dove..vengo a vede'..

11:57 AM  
Anonymous Carmendgl11 said...

vieni vieni.

12:28 PM  
Blogger Fondazione Bonarda said...

visto.asp..asp..

12:43 PM  
Anonymous Carmendgl11 said...

osp osp?

1:05 PM  
Blogger Fondazione Bonarda said...

inv inv...

2:12 PM  

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