domenica, gennaio 15, 2006

Sogni.

COPPA ITALIA 1973/74
All'Olimpico di Roma, davanti a circa 15.000 suoi sostenitori,
il Palermo sogna e fa sognare: potrebbe conquistare la Coppa Italia.
E' la prima volta che una squadra di B si trova nella situazione di
poter vincere un torneo così importante. L'intera nazione si aspetta
che i rossoblù dominino la partita, e invece è il Palermo a impartire
lezioni di calcio. Non solo passa in vantaggio con Magistrelli, ma
sciupa pure tante occasioni, non riuscendo a chiudere il match. Il
sogno sembra già quasi realtà. Poi, l'incredibile: a tempo ormai scaduto,
l'arbitro Gonella concede un rigore al Bologna per presunto fallo in area
di Ignazio Arcoleo su Bulgarelli. Savoldi dagli 11 metri non sbaglia, e
pareggia i conti: 1-1. Si va ai supplementari e il risultato non cambia.
Quindi: calci di rigori. Tira Bulgarelli e... sbaglia. "Stranamente"
(ma forse no), Gonella fa ripetere. Stavolta il portabandiera dei felsinei
insacca la palla alle spalle di Girardi. Poi, gli errori dal dischetto di
Vullo e Favalli, e il sogno dei palermitani sfuma.

Bologna - Palermo 5-4 (dopo i calci di rigore)
Marcatori : 32' Magistrelli, 92' Savoldi (rig.)
Arbitro : Gonella
Bologna : Buso, Roversi, Rimbano, Battisodo, Cresci, Gregori, Ghetti, Bulgarelli, Savoldi, Vieri, Landini
Palermo : Girardi, Zanin, Cerantola, Arcoleo, Pighin, Barlassina, Favalli, Ballabio, Magistrelli, Vanello, La Rosa

Dopo la partita, Renzo Barbera (il "presidentissimo", "l'ultimo dei Gattopardo", "il più presidente di tutti") fu il primo a stringere la mano ai giocatori del Bologna, pur se avevano "rubato" la Coppa Italia.

Corrado Viciani, l'allenatore, fu il profeta del gioco corto. Le sue squadre (ricordiamo la meravigliosa Ternana) esprimevano un calcio moderno che ha fatto scuola.

Sotto Viciani, "fiorì" l'attaccante La Rosa (15 reti nel campionato cadetto 1973/74). E pochi anni dopo, sotto la guida di Veneranda (altro grande allenatore), si mise in luce Vito Chimenti, l'attaccante della "bicicletta" (16 reti in B nel 1977/78, nonostante un fisico che lo faceva assomigliare a tutto tranne che a un giocatore di calcio).


VITO CHIMENTI definito l'inventore della bicicletta era bassino e tozzo a dire il vero, idolo del Palermo con le sue 29 reti in B ,con un movimento di gambe riusciva ad agganciare il pallone scavalcando se stesso e l'avversario superandolo sorprendentemente. Me lo ricordo anche con la maglia della Pistoiese e quella del Catanzaro dove non gli ando' tanto bene.

Lui e Massimo Palanca dovevano essere i "gemelli del goal". Ma i goal li fece solo Massimo Palanca. Vito Chimenti fu un vero disastro e segnò un solo goal: con il Pescara 1 - 1

Suo fratello /tradizione di famiglia?/ era il bomber della Sambenedettese e si possono ritenere entrambi due bravi calciatori. Fuoriclasse ? No. Onestamente no.
Calciatori.


Effe Lipper per Fondazione Bonarda
Qui Vito con la maglia del Taranto.