mercoledì, gennaio 04, 2006

..vedi post precedente.

L'autopsia è fissata per oggi, ma quella che i suoi amici chiamano "una pubblica riflessione" è già cominciata. La morte solitaria di "Zep" (soprannome scritto sulla targhetta del citofono), o "Zeppelin", sta facendo discutere amministratori e persone comuni, e un punto prevale sugli altri: che senso ha avuto aiutare l'invalido Giuseppe Bolzoni, 45 anni, dandogli una casa comunale e una pensione miserevole, per poi tagliargli il gas e la luce e lasciarlo al gelo dei giorni scorsi?

La vita di "Zep" è stata molto sfortunata. Quindici anni fa, quando lavorava regolarmente, come imbianchino, cadde da un'impalcatura. Da allora, recuperò molto parzialmente l'uso delle braccia. Era stato riconosciuto come "invalido al 30 per cento", il minimo per ottenere il sussidio, ma non abbastanza per il diritto a un lavoro regolare. Lo assistevano i servizi sociali del Comune, gli assegnarono 300 euro al mese di pensione.

Cominciò a imparare a tirare avanti. Ospite dei dormitori, poi inquilino di una casa comunale: con qualche lavoretto in giro, per arrotondare i magri introiti. Aveva due passioni: il calcio e la politica. Negli anni Settanta aveva fondato i "Boys" della squadra locale e aveva militato in altri club di tifosi. E frequentava da sempre il centro sociale Gastone Dordoni (intitolato a uno studente gappista che aveva sparato ai nazisti), insieme a loro era andato a manifestare contro la Tav in Val di Susa. "Aveva una bella rete di amici", dicono tutti.

Lo aspettavano al centro sociale, nella zona dell'ex foro boario, per festeggiare il 2006. Non era andato. Il giorno dopo alcuni amici erano andati a bussare alla sua porta, in via Cardinal Massaia 6/D e - quando s'erano accorti che la chiave era inserita nella toppa - avevano avvisato i pompieri.

Il corpo era nel letto, privo di vita da giorni. Difficile stabilire da quanti, ma la casa era ghiacciata: senza luce, senza acqua, senza gas. La polizia ha accertato che dallo scorso marzo l'Azienda energetica municipale gli aveva tagliato le forniture. All'assessorato ai Servizi Sociali era andato il mese successivo, lo scorso aprile: "Gli avevamo proposto di intervenire insieme, in questi casi si chiede sempre un piccolo segno di collaborazione. Perché i bisogni sono tanti, e purtroppo non mancano gli abusi", spiegano in Comune. E lui? "Ha detto che ci avrebbe pensato, poi non lo abbiamo sentito più". Dimenticato. Archiviato.

"Non accusiamo nessuno, ma se anche nella piccola e ricca Cremona questi fatti possono accadere e diventare normali, forse qualcuno dovrà cominciare a guardarsi le mani. Non saremo certo noi a lasciare calare il silenzio su questa vicenda, dopo il funerale promuoveremo un momento pubblico di riflessione su ciò che è accaduto e non solo", dicono al centro sociale. E nella polemica è entrata la Lega, che accusa l'amministrazione comunale: "Sapevano che in una casa del Comune non c'era il riscaldamento e non hanno fatto nulla. Eppure - dice il consigliere comunale Claudio Demicheli - i sussidi per gli extracomunitari ci sono".
(p. col.)