giovedì, gennaio 26, 2006

Zico


ARTHUR ZICO
I tifosi lo soprannominavano "O Galinho" (il galletto) ma ben presto Arthur Antunes Coimbra, detto Zico, si conquisterà il prezioso soprannome di "Pelè bianco". Nasce a Quintino Bocaiuva il 2 marzo 1953, sesto figlio di Josè, ex portiere del Vasco da Gama. La sua carriera ha inizio nel River di Quintino, all’età di 14 anni. Le sue giocate incantano e il Flamengo, una dei club più blasonati della "Serie A" brasiliana, lo ingaggia. Ben presto riaffiorerà una delle poche (se non l’unica) pecche del giocatore: il fisico è troppo longilineo, non adatto alla fisicità del nuovo calcio. Il medico De Paula e il preparatore Francolacci lo prendono in cura. Il tempo di farlo allenare duramente ed ecco il nuovo Zico, dai muscoli potenti e flessibili. Nel 1976 debutta in Nazionale con un gol, e tanto basta per conquistarsi la mitica numero 10. Trascorrono due anni: in occasione del mondiale argentino, Zico è assente a causa di un infortunio - il primo di una lunga serie. Ben più fortunata l’avventura spagnola del 1982, quando Zico con alcuni gol spettacolari e innumerevoli giocate sopraffine si afferma a livello mondiale. Inceppando però nella criticata Italia di Bearzot.
Con il Flamengo vince tutto: 7 campionati carioca, 4 titoli nazionali, una Coppa Libertadores e un’Intercontinentale, oltre a 5 titoli di capocannoniere carioca e a 2 di capocannoniere nazionale. Nel 1983, al termine di una lunga e intricata trattativa, Zico accetta il trasferimento all’Udinese, rifiutando stranamente offerte pervenutegli da club ben più prestigiosi. La prima stagione in Italia è di quelle che non si dimenticano: 19 gol in 23 incontri. L’Udinese è sesta. Poi un’altra serie di infortuni che lo riducono a 16 presenze e 3 reti, senza dimenticare una dura squalifica da scontare per aver insultato un arbitro. La fortuna continua a girargli le spalle anche al suo ritorno al Flamengo, dove un’altra ondata di incidenti interrompono un buon periodo di forma.
Nel 1990 Zico lascia il Brasile per trasferirsi al Kashima Antlers, club giapponese dove chiuderà la carriera prima di segnare uno dei goal più belli, a 40 anni: capriola all’indietro, pancia in giù, e colpo di tacco vincente.
A Francia ‘98 è stato l’aiutante del selezionatore brasiliano Zagallo. Nel 2002 gli fu affidato l'incarico di CT della nazionale giapponese (in Giappone aveva già allenato i Kashima Antlers, vincendo con loro quattro campionati). Lo stesso anno c'è Giappone-Brasile valido per la Conferation Cup, e il match si chiude con una piccola sorpresa: 2-2! Poi arrivano i campionati mondiali di Germania 2006 e il Brasile si ritrova sulla strada l'ex stella del Flamengo e dell'Udinese: la nazionale nipponica di Zico è stata infatti sorteggiata per giocare nello stesso girone dei verde-oro...