venerdì, febbraio 17, 2006

1973

E’ giovedì 14 giugno 1973, e sono le ore 18,30. Allo stadio Comunale di Torino l’Italia sta per realizzare un sogno calcistico sfiorato ma mai raggiunto, battere i maestri inglesi. La nostra federazione compie 75 anni di vita per festeggiare l’occasione si organizzano due amichevoli di lusso, con le due squadre più importanti del mondo. La prima è stata vinta con il Brasile campione del mondo pochi giorni prima sabata 9 giugno all’Olimpico di Roma, vendicando alla grande la disfatta messicana di tre anni prima. Della squadra di Pelè rimangono campioni come Rivelino e Jairzinho, ma gli azzurri vengono da un periodo di vittorie che ha rilanciato l’Italia come fra le maggiori protagonista dell’imminente mondiale. E’ un due a zero che non lascia commenti, con Riva che realizza il suo 34 gol in nazionale, superando il record di Meazza , e con Capello al quale viene convalidato un gol “misterioso”.

Pochi giorni dopo le premesse per sconfiggere gli inglesi ci sono tutte; le otto partite giocate con i britannici vedono un tabellino di 4 sconfitte e 4 pareggi, 18 reti subiti e 10 fatte.

Dietro questi numeri tante partite eroiche, tanti giocatori che hanno sfiorato l’impresa di battere i “maestri del calcio”.

La nazionale si presenta con Zoff, Sabadini, Facchetti; Benetti, Morini, Burghich; Mazzola, Capello, Anastasi, Rivera, Pulici. Riva non c’è e al suo posto ormai quel Paolino Pulici protagonista in campionato e per molti degno erede del campione del Cagliari. L’Inghilterra non più la squadra dei campioni del mondo; è una formazione giovane che si sta giocando la qualificazione al mondiale con una sorprendente Polonia che riesce a tenegli testa. Ultimo testimone di un'epoca gloria è Bobby Moore, leggenda del West Ham. Gli inglesi si presentano con :Shilton, Madeley, Hughes; Storey, McFarland, Moore; Curie, Channon, Chiver, Clarke, Peters.

Gli avversari si scagliano subito all’attacco ma la nostra squadra ha una grandissima esperienza difensiva. Facchetti anticipa Channon, Sabatini, colonna rossonera, soffoca le volate offensive di Clarke, Morini annulla nel gioco aereo Chivers. In questo modo si mette in moto il contropiede azzurro. Arriva la rete del vantaggio al 37’; Rivera allunga un preciso pallonetto per Pulici, lo scatto e il tiro del granata sono violenti e Shilton respinge con il corpo. La palla va ad Anastasi che colpisce di precisione e la palla passa sotto le gambe di Moore, il non più giovane capitano, appostato sulla linea di rete.

L’Italia domina e sfiora il raddoppio ancora con Anastasi e poi con un traversa su punizione battuta da Rivera. I nostri avversari perdono consistenza con il passare del tempo mentre gli azzurri, sotto la guida del tandem di centrocampo Mazzola-Rivera, dominato la partita.

Arriva il secondo tempo ed è tempo di raddoppio. Pulici al 7’ serve di testa Capello che da vicino scaglia di potenza verso la porta inglese: Shilton prova a respinge la palla ma il tiro del juventino non fa altro che “bruciare le dita” al numero uno inglese; palla dentro la rete per il definitivo 2 a 0. I critica e stampa festeggiano l’importante avvenimento: dopo 40 anni finalmente l’Italia è riuscita a superare l’Inghilterra.