martedì, febbraio 07, 2006

1975-76 L'ultimo scudetto granata/quarta puntata



Una primavera granata

La svolta arriva inattesa, improvvisa, fulminante.
La domenica prima del derby di ritorno, la Juve va a Cesena, nel cuore della Romagna, feudo bianconero per tradizione.
Quando Damiani, uno dei bianconeri più positivi, porta in vantaggio la Juve, sembra inevitabile che i granata debbano giocare il derby solo per orgoglio cittadino.
La Juve, oltretutto, chiude il primo tempo in vantaggio e sembra poter dominare, ma è un'illusione.
I bianconeri crollano nella ripresa sotto i colpi di un bomber inatteso, Bertarelli, che segna due volte condannando la Juventus alla scofitta e riaprendo al Campionato granata prospettive neppure sperate.
Una vigilia lunga una vita

La settimana che precede il derby di ritorno è interminabile.
Il Toro non attraversa certo un momento brillante, due sconfitte nelle prime sette partite inframezzate da vittorie sofferte e da un pareggio a reti bianche al San Paolo non autorizzano trope speranze.
Nell'ultima partita, poi, in casa con la Roma invischiata nella bassa classifica, i granata hanno vinto con un gol di Graziani, ma hanno mostrato un certo affanno e solo "Giaguaro" Castellini è riuscito ad evitare il pari giallorosso.
La Juve, dal canto suo, minimizza la sconfitta di Cesena.
" Frutto del caso"- minimizza qualcuno, ma il perfetto ingranaggio bianconero mostra da tempo qualche inciampo legato anche a condizioni ambientali poco serene.
Da tempo Pietro Anastasi, idolo delle folle bianconere, è in rotta con Parola e lo spogliatoio.
Già nella stagione precedente il divorzio sembrava inevitabile, ma tutto era rientrato per problemi di mercato e per una scelta "geopolitica" - si disse allora - del club degli Agnelli.
Da tempo, tuttavia Anastasi è quasi un corpo estraneo nella squadra, ormai segna col contagocce e la sua condizione fisica lascia molto a desiderare, per non parlare poi dei difficili rapporti con la parte di spogliatoio capitanata da Furino.
Dopo la vittoria di Roma, contro la Lazio, Anastasi esce dalla squadra, il suo posto è preso da Gori.
Anche Fabio Capello, rientrato a stagione inoltrata dopo un gravissimo infortunio rimediato in un'amichevole con la Nazionale e che gli aveva fatto saltare tutta la preparazione estiva, non attraversa un grande momento, ma di fatto impone a Parola il suo carisma.
Le tensioni, sopite dagli eccezionali risultati e dalla classifica inattaccabile, cominciano a venire a galla.
Prima della partita la Juve ostenta una sicurezza che non possiede, e l'ambiente del derby si presenta incandescente.
Il giorno della partita il vecchio Comunale presenta un colpo d'occhio eccezionale.
L'attesa sfocia in un "tutto esaurito" da record d'incasso.
La partita si gioca in un clima teso, diverso da quello solito del derby, un clima da scudetto che sembra, per una volta, dover favorire la Juve più abituata a lottare per certi traguardi.
Non è così.
Il vento, che fino alla domenica prima sembrava gonfiare le vele bianconere tingendole di tricolore, è davvero cambiato.
Prima, dopo poco più di un minuto di gioco, Cuccureddu viene colpito fortuitamente da un tiro dal limite scagliato da Patrizio Sala e spiazza nettamente Zoff, poi, in pieno recupero del primo tempo, nel tentativo di anticipare "Ciccio" Graziani, l'attaccante Damiani infila nuovamente la propria porta.
La "Maratona" si incendia il boato dei tifosi granata introna la Juve che è come un pugile suonato.
Il Toro sfiora il colpo del KO in più di un'occasione, ma questo arriva nel modo meno gradito: uscendo dal campo mentre imbocca il tunnel degli spogliatoi, Luciano Castellini viene colpito da un razzo lanciato dalla curva bianconera.
Il "Giaguaro" si accascia.
Si vivono momenti di paura, poi si rialza, ma viene portato via in barella.
Al rientro in campo delle squadre il suo posto viene preso da Cazzaniga e il mercoledì successivo il Giudice Sportivo comminerà alla Juve, oltre alla sconfitta per 0-2 "a tavolino" (che conferma il verdetto di gioco, la partita era finita con la vittoria granata per 2-1), una forte multa ed una giornata di squalifica del campo.
Adesso il campionato è davvero riaperto e, minacciosamente si fa avanti anche il Milan che ora è a soli tre punti dalla vetta alla vigilia di una doppia sfida Torino-Milano che può rivoluzionare il volto della classifica.
La domenica successiva, infatti, la Juve è attesa a Milano dall'Inter e il Torino ospita il Milan che, in caso di vittoria potrebbe davvero diventare il terzo incomodo.


da postadelgufo.it

nella foto il Derby di ritorno: Graziani stacca su un grappolo di bianconeri, ma sarà la fronte di Damiani a deviare il pallone alle spalle di Zoff. Toro 2-Juve 0.