mercoledì, febbraio 08, 2006

1975-76 L'ultimo scudetto granata/quinta puntata


La Juve è in piena crisi di nervi.
Le divisioni in seno allo spogliatoio esplodono, Parola viene accusato di aver sbagliato l'approccio al derby, all'allenamento volano parole grosse fra Capello e Furino, mentre molti invocano l'impiego di Josè Altafini, ormai trentasettenne.
L'Inter non è un'avversaria terribile, ma è la Juve la peggiore nemica di sè stessa.
Parola non è l'uomo adatto ad una situazione simile, a gestire contrasti così profondi, insanabili..
Ormai in balìa degli eventi, preso in mezzo fra uno spogliatoio diviso e le pressioni di un Boniperti infuriato per la piega presa dal torneo, l'allenatore bianconero vara una formazione senza capo nè coda.
In difesa viene riproposta la coppia centrale Morini-Spinosi, mentre a Gaetano Scirea vengono assegnati la maglia n°10 ed il ruolo di regista.
Anche la viglia del Toro, pur vissuta nell'entusiasmo che permea l'intera Torino granata, è molto tesa.
Radice, a ragione teme il Milan e la sua posizione che è quella di chi, fra due litiganti ha solo da guadagnare.
Il Milan, dal canto suo, ha risolto brillantemente la "grana" Giagnoni-Rivera, esonerando il tecnico ex-granata ed affidando la squadra ad un "enfant du pays", Giovanni Trapattoni.
Il "Trap", giovanissimo, segue i consigli del "Paron" che da dietro le quinte guida sapientemente il suo Milan in un momento difficile come pochi e si trova ad affrontare nella prima grande sfida da allenatore un suo vecchio compagno di squadra.
Superate le "bizze" da primadonna di Gianni Rivera, il Milan è trascinato da un formidabile Benetti, che disputa forse il miglior torneo della sua carriera.
Nel girone di ritorno i rossoneri hanno recuperato quattro punti alla Juve e tre ai granata e sembrano la squadra più fresca ed in forma del torneo.
Le due sfide cominciano quindi all'insegna dell'equilibrio e della totale incertezza.
Gigi Radice carica alla perfezione la sua squadra: il Toro che scende in campo al Comunale è una molla compressa.
Nella prima mezz'ora i granata si avventano sul Milan che cerca di imporre un gioco più ragionato, ma si trova costretto a subire i ritmi di un Toro quanto mai aggressivo, che passa in vantaggio con il solito Graziani.
A quel punto, una Juve scombinata e timida, è ancora sullo 0-0 a San Siro: il Toro l'ha agguantata.
Alla fine del primo tempo il Comunale saluta con un boato la notizia dell'aggancio alla Juve, ma nella ripresa il Toro non è più lo stesso dei primi, travolgenti, minuti.
Il Milan, fin lì quasi mai pericoloso in fase offensiva, comincia a prendere in mano il gioco.
Il "pressing" del Toro, costretto a rifiatare, non è più efficace , ed il Milan prende campo.
Castellini è chiamato a interventi sempre meno di ordinaria amministrazione e sul Comunale cala una cappa di silenzio e di tensione.
Di paura.

"Degno di Gabetto"

Gigi Radice compie allora la mossa decisiva: toglie uno dei gemelli, ormai sfiancato, e inserisce il giovane Garritano.
La svolta arriva nello stesso minuto, l'80°.
A Milano. la Juve che sembra contentarsi di limitare i danni con un pareggio, subisce una punizione dal limite.
La calcia, con un rasoterra violento e angolato, Mario Bertini che sorprende uno Zoff che non sembra esente da colpe.
Inter 1 Juventus 0.
Contemporaneamente Claudio Sala effettua un lungo spiovente da destra verso il settore sinistro dell'area milanista, sul pallone si coordina Garritano che di sinistro, al volo, colpisce di pieno collo e fulmina con un prodigioso rasoterra un Albertosi letteralmente pietrificato.
Torino 2 Milan 0.
-"Degno di Gabetto !"- dichiara qualche vecchio suiveur granata in tribuna.

continua...
da postadelgufo.it

nelle foto Salvatore Garritano, attaccante.
Il Toro lo compra dalla Ternana, battendo sul tempo , si dice allora, addirittura la Juve oltre che le milanesi.
Calabrese, molto dotato dal punto di vista fisico e caratteriale, Garritano si trova chiuso dalla coppia regina, dai "gemelli del gol" ed ha poche possibilità per brillare, ma le sfrutta in pieno.
Con l'under 21 figura benissimo, e il suo gol contro il Milan resta una delle prodezze assolute del campionato.
Purtroppo a forza di giocare poco, Garritano si perde, e finisce per diventare una promessa non mantenuta.