sabato, febbraio 18, 2006

AC Lecco...

Nel mese di gennaio abbiamo proposto un pezzo della storia del AC Lecco e dei campioni che riusci' a schierare. Al fine di onorare ancora questa squadra e i suoi calciatori nonche' i tifosi vi invitiamo a leggere ancora qualche riga dedicata all' ultimo campionato di serie A affrontato da questa squadra. Al solito spicca il nome di Sergio Clerici e troviamo anche Antonio Valentin Angelillo.

Dopo le minacce di lasciare la presidenza ( peraltro subito rientrate ) , il vulcanico Ceppi vuole a tutti costi riprovarci. Arrivano in bluceleste Giorgio Azzimonti , Sauro Fracassa , Angelo “Ciccio” Longoni , partono Francesco Duzioni e , seppur senza rimpianti Lindskog. Piccioli viene confermato alla guida tecnica della squadra. Giusto il tempo di inaugurare la nuova sede , sita in Via Roma 36 , e l’A.C. Lecco torna alla ricerca della promozione. E’ il 27 dicembre quando il Lecco di Piccioli è in paradiso: a colpi di “tre” , i blucelesti infilano la bellezza di otto vittorie in otto gare interne e volano al comando. E’ l’anno di Clerici che , spostato al centro dell’attacco , diventa formidabile… e irresistibile. Le cose sembrano andare alla grande ma una serie di passi falsi fa scivolare il Lecco al terzo posto. Dopo il clamoroso 2-2 casalingo del 12 aprile 1965 contro il Verona , dove si assistono errori arbitrali incredibili e scene da far west sugli spalti , il Lecco perde la concentrazione a livello psicologico precipitando al quinto posto. Scoppia anche un dissapore tra Ceppi e Moratti. Il presidente nerazzurro dichiara di non gradire la promozione del Lecco in serie A perché toglierebbe pubblico a San Siro. Ma alla fine Ceppi trionferà su tutta la linea. Il rush finale è cosa da altri tempi: 2-1 sul neutro di Busto Arsizio , 3-2 a Bari , 3-0 al Napoli , 4-1 al Padova , 3-1 alla Pro Patria , 2-2 a Trani. Si arriva all’ultima gara con il demotivato Modena. Il Lecco , bisognoso di due punti , le tenta tutte senza però riuscire a sbloccare il risultato. All’80 Azzimonti coglie in pieno il palo e le speranze di promozione si infrangono su esso. L’unica nota positiva arriva da Sergio Clerici , eletto capocannoniere ( insieme a De Paoli ) con 20 reti. Ma la serie A non si fa attendere. Siamo alla stagione 1965/66 e il Lecco , forte di una rosa collaudata , riparte senza rilevanti modifiche al proprio assetto. Fino a novembre si assiste ad un Lecco forte e spietato solo lontano da casa , stranamente bloccato e impaurito tra le mura amiche. Intanto anche Giuseppe Meraviglia colleziona un invidiabile record: 738 minuti di imbattibilità. Le sempre più brillanti prestazioni blucelesti contagiano tutti. Nel 1966 il Lecco Club organizza con l’Agenzia Lanfranchi perfino un aereo per non far mancare il supporto ai blucelesti impegnati a Palermo. Qualche settimana più tardi , in occasione della trasferta di Genova , si assiste al più cospicuo dispiegamento di tifosi lecchesi con trenta pullman organizzati , treni stripati di bluceleste e centinaia di auto private. Purtroppo , lo dispiegamento di forze blucelesti non può fare altro che assistere ad una sconfitta che non pregiudica comunque il campionato. Il 3 aprile , nello scontro diretto con il Venezia , il Lecco non va oltre lo 0-0 ma vede il suo vantaggio sulla quarta allungarsi a 7 punti. Arriviamo a Pasqua , data storica. Il Lecco , forse troppo sicuro di se porta a casa una sonora sconfitta ( 5-0 per il Mantova ) alimentando così il panico tra i tifosi. Ma il periodo di difficoltà sembra svanire quando i tifosi si stringono attorno ai giocatori. E le successive prestazioni danno morale a Clerici e compagni che il 12 giugno 1966 conquistano , con una giornata d’anticipo il ritorno in serie A. Ma la festa vera e propria si consuma il 19 giugno 1966 quando , in un Rigamonti esaurito , succede di tutto. Una grande A di polistirolo si alza in cielo , sollevata da palloncini blucelesti. I giocatori compiono al trotto il periplo del campo gettando garofani rossi alla folla impazzita , Longoni distribuisce i cappellini del suo colorificio. Ed è festa anche per Clerici che , con i suoi 17 gol , raggiunge quota 54 reti in quattro anni. Ceppi , nel frattempo , sembra scatenato. Confermato Clerici , arriva alle falde del Resegone Valentino Angelillo , ex nazionale e capocannoniere con 33 reti nella stagione 58/59. Approdano in prima squadra anche Jaconi ( altro protagonista della storia bluceleste ) e Rino Gritti. Ma l’utlimo torneo di serie A bluceleste inizia davvero male: cinque partite , un solo punto! Il secondo punto della stagione arriva al Delle Alpi di Torino con i granata ma Piccioli inizia a dare in escandescenza: partita dopo partita la rosa perde per infortunio qualche pezzo pregiato. Alla decima giornata il Lecco coglie la prima vittoria ( 3-0 al Foggia ) ma purtroppo non basta per lasciare la zona retrocessione. Anzi , le sconfitte negli scontri diretti con Brescia e Venezia e il disastro del San Paolo ( 4-1 ) proiettano i blucelesti soli all’ultimo posto con 7 punti. Ma gli uomini di Piccioli , concreti in difesa ma disastrosi in avanti , non riescono a risollevarsi. Dopo il pareggio ( 1-1 ) con il Milan grazie ad un gol di Azzimonti , arriva un solo pareggio in tre partite. Ceppi inizia a perdere la pazienza e annuncia , come al solito , le dimissioni: “A fine campionato giuro che smetto. Dopo tutti i sacrifici che ho fatto per dare a Lecco una squadra in serie A , non c’è un cane che mi dia una mano , dagli imprenditori ai tifosi , dalle autorità agli enti”. La squadra riesce comunque a darsi una svegliata….. Sul temibile campo di San Siro Incerti porta in vantaggio i suoi. L’Inter riuscirà a pareggiare ma resterà comunque una delle partite più belle dei blucelesti. Ma la situazione resta drammatica: Piccioli esce allo scoperto: “Mi sono ritrovato Angelillo tra capo e collo , senza nemmeno essere consultato. Non segue mai il suo uomo e io non mi lascio incantare da due passaggetti azzeccati”. Dopo la batosta di Foggia , datata 9 aprile 1967 , in riva al lago si decide ad avviare l’innesto dei giovani emergenti. Il 16 aprile esordisce Osvaldo Jaconi , un mandellese dinamico dal colpo secco e preciso. Il 30 aprile arriva la seconda vittoria della stagione ma Piccioli , a fine gara , annuncia le dimissioni alla fine del torneo. Due settimane dopo il successo arriva ai danni dello già spacciato Venezia. L’ultima giornata della massima serie nella storia del Lecco regala l’ennesima soddisfazione contro le squadre di blasone. A farne le spese è il Milan che , sul proprio campo , viene fermato sull’1-1 grazie alla rete di Schiavo. Purtroppo , però , il Lecco è chiamato alla retrocessione in serie B. E , purtroppo , il Lecco non riuscirà più a vedere la serie A.

Fonte Ac Lecco.it