sabato, febbraio 11, 2006

Addio a Greenwood



by FIFAworldcup.com

Ron Greenwood, scomparso giovedì all'età di 84 anni, è il tecnico che riportò l'Inghilterra sul palcoscenico mondiale dopo dodici anni di assenza.

Approdato sulla panchina dell'Inghilterra nel 1977 dopo l'addio inaspettato di Don Revies, Greenwood non riuscì a raddrizzare l'ormai compromesso cammino di qualificazione verso Argentina '78. L'impresa gli riuscì invece quattro anni più tardi, quando, al Mondiale in Spagna, l'Inghilterra rimase imbattuta, pur uscendo di scena nella seconda fase del torneo.

Greenwood era un tecnico intelligente e sensibile che si era messo in luce sulla panchina del West Ham United, squadra allenata dal 1961 al 1974. Proprio con i londinesi, alla sua prima vera esperienza da allenatore dopo aver coadiuvato lo staff tecnico dell'Arsenal e della nazionale inglese giovanile, si impose all'attenzione generale per il suo calcio spettacolare e manovrato.

Sotto la sua guida, gli Hammers conquistarono la Coppa d'Inghilterra nel 1964 e la Coppa delle Coppe nel 1965. Inoltre, sempre in quel periodo, Greenwood allenò tre futuri artefici del trionfo inglese al Mondiale 1966: Bobby Moore, Geoff Hurst e Martin Peters. Hurst, più tardi vice di Greenwood nell'Inghilterra, ha definito il suo ex mentore "creatore, maestro, innovatore".

Nella sua autobiografia, Hurst ricorda un tecnico che amava lavorare con i giocatori sul campo d'allenamento, aggiungendo che "non appena indossava la tuta veniva fuori tutto il suo carisma". Non sono tuttavia mancati i momenti difficili durante la permanenza di Greenwood sulla panchina della nazionale inglese.

All'Europeo in Italia, nel 1980, l'Inghilterra concluse il proprio girone al terzo posto e successivamente dovette soffrire non poco per conquistare un posto per il Mondiale spagnolo del 1982. In seguito alle sconfitte subite contro Svizzera e Norvegia fu necessario l'intervento dei veterani del gruppo per dissuadere Greenwood dal rassegnare le dimissioni. Tuttavia, il secondo posto nel girone di qualificazione alle spalle dell'Ungheria fu sufficiente a garantire all'Inghilterra il ritorno in Coppa del Mondo dopo un digiuno che durava dal 1970.

In Spagna, l'Inghilterra vinse le prime tre partite valide per la prima fase contro Francia, Cecoslovacchia e Kuwait, prima di uscire di scena nella seconda fase, dopo i pareggi a reti inviolate contro Spagna e Germania Ovest, penalizzata dagli infortuni degli attaccanti Kevin Keegan e Trevor Brooking. Greenwood lasciò l'incarico subito dopo l'eliminazione, con un bilancio di 33 vittorie e 10 sconfitte nelle complessive 55 partite alla guida dell'Inghilterra.

Uno dei meriti della sua gestione è stato quello di migliorare i quadri tecnici della nazionale inglese, affidando le nazionali giovanili e Under 21, tra gli altri, a Bobby Robson, Terry Venables e Howard Wilkinson, tutti futuri commissari tecnici della nazionale maggiore.

Greenwood, ex componente del Chelsea campione d'Inghilterra nel 1955, è deceduto nella sua abitazione di Suffolk dopo una lunga malattia.