domenica, febbraio 19, 2006

ALDAIR
















La storia di un difensore,potremmo chiamarla, la storia di un modello di professionista, preciso,puntuale, sempre pronto al sacrificio, una garanzia per la squadra.Queste le doti del successo, e della longevità di Aldair Dos Santos, o semplicemente Aldair.

La sua storia non è solo quello della Roma negli ultimi tredici anni, ma molto di più.Il calcio italiano lo ha visto protagonista anche non solo come valente atleta, ma anche come duro rivale in diverse occasioni.Il primo contatto è in un match importante : la finale di Coppa Campioni del 1990.

Ovviamente parliamo diMilan- Benifa è Aldair completa la sua prima ed unica stagione in Portogallo, dopo esser cresciuto nel Flamengo.L’allenatore è Eriksson, vecchia conoscenza del nostro campionato. Vince il Milan ma Aldair è sotto l’occhio della dirigenza giallorossa.Pochi giorni dopo è ancora nel nostro paese, è il momento di “Italia 90”.Per il giocatore è solo panchina, con un Brasile eliminato negli ottavi da una Argentina targata ancora Maradona. Poi inizia il “matrimonio” con la Roma, allenata da Ottavio Bianchi.

I primi tempi non sono felici, ma la sua serietà lo porterà a breve a diventare la colonna della difesa giallorossa.Il suo modo di correrlo, dinoccolato ma veloce che ricorda il bravissimo Cerezo, lo portano al soprannome di “Pluto”, il simpatico personaggio di Disney.

Aldair è sempre più bravo e per la Roma arriva anche qualche soddisfazione; l’anno dopo infatti vince la Coppa Italia. Con l’arrivo di Boskov incominciano problemi per Aldair. La lega autorizza solo tre stranieri per società, la Roma ne ha quattro.Per Boskov e il suoi gioco Aldair non sembra adatto. Si parla di una sua imminente cessione, poi Haessler si infortuna e i problemi si risolvono. Il giocatore cresce nella sua veste di difensore tenace, atletico e pronto all’anticipo. Poi un periodo buio, a seguito di un grave infortunio.

Mazzone e sulla panchina della Roma e ricominciano le frequenti voci di una sua cessione.L’Inter vuole un forte difensore e Aldair sembra l’uomo adatto alle richieste nerazzurre.Alla fine rimarrà nella capitale, ma ogni anno la voce di una sua partenza sarà sempre un “piatto forte” del calcio mercato, che sarà sempre poi smentita.

E’il momento del mondiale in terra americana e Aldair parte nella selecao. Ormai è titolare a tutti gli effetti e nella difesa a quattro rappresenta una garanzia per un Brasile che gioca ormai “all’europea”.Grazie a lui i carioca vinceranno il quarto titolo mondiale e nella finale conto l’Italia la sua esperienza farà spesso la differenza.Poi Zeman, per un periodo fatto di grandi partite ma anche di cocenti delusioni, e poi Capello che lo rilancia alla grande. Tutti lo considerano ormai anziano, mentre per il tecnico Aldair rimane sempre più titolare.

Nella stagione 1999-2000, prima dell’era Capello, gioca tutte le 34 gare! Poi gli arrivi di difensori come Samuel, Zago e Zebina lo costringono a vedere le partite dalla panchina, anche se nel campionato dello scudetto giocherà 15 incontri.Poi l’addio nello scorso campionato, con un semplice giro di campo a Verona con il Chievo.

La sua storia però non poteva chiudersi così. Capello in crisi di difensori, lo richiama ad un ultima stagione, riscatto e forse unica soddisfazione per un campionato deludente. Aldair rimane sempre quel forte difensore che è sempre stato.Un saluto questa volte con una grande festa all’Olimpico e poi una nuova avventura, anche se sfortunata nel Genoa a conclusione di una grande carriera.