sabato, febbraio 18, 2006

Auguri a Roberto Baggio.

39 anni oggi.

E torniamo indietro di dodici anni.
Al Mondiali di USA 1994.





Dopo un avvio indeciso, "Codino" conduce la nazionale fino alla finale con il Brasile dove sbaglia il famoso calcio di rigore

La nuova avventura del mondiale in terra americana inizia sempre con la squadra italiana fra quelle favorite dal pronostico. Rispetto a quattro anni prima Roberto Baggio è diventato il simbolo degli azzurri. Ormai non è più il genio incompreso che side in panchina, ma è un leader di livello mondiale. Le credenziali del giocatore di Caldogno ormai sono indiscutibili; basta una sola parola: Pallone d’Oro. Roberto è il terzo italiano ha vincere il prestigioso premio.

Il risultato raggiunto è frutto della vittoria della Juventus in coppa UEFA è l’indiscusso ruolo che Baggio ricopre nella nazionale . E’ suo il gol che supera il Portogallo nell’ultima gara per la qualificazione al mondiale stelle e strisce.E’ diventato "il divin codino", giusto soprannome legato alla sua capigliatura, originale e colorata. Baggio fa costume, abbracciando anche la religione buddista.

La nostra nazionale viene vista fortissima; insieme a Baggio giocano le colonne del Milan, squadra appena laureata campione d’Europa.Si arriva in America in un girone non difficile. Sacchi è ottimista ma nella prima gara la squadra italiana appare lenta e troppo legata a seguire gli schemi del suo tecnico. L’Irlanda di J.Charlton è veloce e sanguigna è ci supera con un tiro beffardo di Houghton.

Le polemiche sono ovviamente fortissime; siamo già alla seconda partita è si parla di eliminazione!Il match con la Norvegia risulta già decisivo. I nordici sono una squadra coriacea che ci aveva eliminato due anni prima nella prima fase del campionato europeo.Al 20’ minuto Pagliuca esce dall’area per falciare un attaccante norvegese ormai ultimo uomo.

L’arbitro tedesco Krung lo espelle, applicando le nuove regole FIFA. Al suo posto entrerà il secondo portiere Marchigiani. Deve uscire un giocatore è Sacchi non esita un attimo: sarà Roberto Baggio. Il labiale del calciatore è evidente; in mondo visione è chiara l’esclamazione dedicata a Sacchi. Fra l’incredulo è lo sgomento Roberto esce di campo. L’Italia vincerà, ma le polemiche non mancheranno. Contro il Messico Baggio giocherà ma non convincerà come del resto tutta la formazione.

Passiamo agli ottavi e il nostro avversario è la Nigeria; gli africani non sono da sottovalutare. Hanno vinto il loro girone e mandato a casa l’Argentina, disorientata dallo scandalo Maradona.E la forza dei nigeriani è evidente ; passano in vantaggio e l’Italia rincorre senza molte convinzioni il punto del pareggio per tutta la partita. Mancano pochi minuti alla conclusione della partita e ormai l’ombra di una nuova Corea sta per arrivare. Ma a centoventi secondi dalla fine la palla giunge a Baggio che con un tiro non potentissimo ma angolato spara in rete; lentamente la sfera si infila. E’ il pareggio.

Quel pallone in fondo alla rete trasforma Baggio, che da adesso in poi divento l'assoluto protagonista della squadra, dando sfoggio in numerose occasione del suo indiscutibile talento.Nei supplementari l’Italia è rigenerata, convinta della sua vittoria che arriva su rigore. E’ sempre Roberto a calciarlo per una vittoria tanto sudata.

Gli azzurri sono cambiati; il gioco è ormai sciolto e nei quarti abbiamo il non facile incontro con la Spagna. E’ una partita maschia, come si deve giocare fra due squadre della scuola latina.

E’ uno a uno ma anche in questa occasione il verdetto cambia a due minuti dalla fine. Su un contropiede lanciato da Signori, Baggio realizza un grande gol beffando la difesa e riconquistando il suo naturale ruolo di leader.Nella semifinale con la Bulgaria bastano quattro minuti magici per superare i nostri consistenti avversari. Due prodezze al 21’ e al 25’ di Roberto segnano la partita e stupiscono il mondo.Ma a fine incontro Baggio viene sostituito; non è solo precauzione ma vi è un piccolo stiramento.

Le conseguenze le vedremo nella finale con il Brasile. In bilico la sua partecipazione fino all’ultimo momento e le precarie condizioni fisiche peseranno nell’economia della squadra.Si arriva ai calci di rigore; Baresi e Massaro hanno fallito, l’Italia non deve sbagliare più. E’ il quinto rigore è tocca a lui. Roberto davanti al mondo e negli occhi di Taffarel è pronto a calciare la massima punizione.

Un finta beffa il portiere brasiliano ma palla si alza troppo e va nettamente fuori. Il Brasile è campione del mondo e la tristezza cade nel cuore di Baggio e di tutti noi.Una delle immagini più infelici del nostro calcio, il rigore al quale tutti penseremo quando si batterà un penalty importante. Per Roberto comunque un grande risultato, una serie di prestazioni che lo hanno confermato fra i più grandi giocatori del mondo, sicuramente non fra quelli più fortunati.


Auguri Campione.
Da Vicenza alla B2 con Borgonovo a Firenze fino a Brescia passando per Madama e per Bologna..ti ho sempre ammirato.

Effe Lipper per Fondazione Bonarda