martedì, febbraio 07, 2006

Berti



Il "Cavallo Pazzo" che ha cavalcato per anni i prati di San Siro e non solo.. Nicola Berti, un nome che evoca ai tifosi interisti belli, bellissimi ricordi. Berti ha percorso fedelmente i diversi momenti dell'Inter fine anni 80 e inizi anni 90. Ha conosciuto il tripudio dello scudetto dei record, la delusione dell'eliminazione al primo turno della Coppa Campioni 89/90, le vittorie in coppa uefa nel 91 e nel 94, il passaggio di consegne tra Ernesto Pellegrini e Massimo Moratti.

E' stato un vero e proprio idolo del pubblico dell'Inter, anche per il suo modo di fare, per le sue dichiarazioni. Famosissima fu la sua frase nel marzo 1991 "Meglio sconfitti che milanisti". E per un tifoso interista, magari pure milanese, fu il massimo.. Berti era un personaggio stravagante, che a differenza di molti suoi colleghi diceva e faceva sempre tutto quello che gli passava per la testa, anche a costo di scontrarsi o fare polemiche. I suoi atteggiamenti verso avversari e rispettivi tifosi erano spesso provocatori e spesso in molti stadi, eccezion fatta per San Siro, veniva fischiato. Erano però anche fischi di timore. Sapevano quanto poteva essere pericoloso con i suoi movimenti, la sua velocità, la sua capacità di inserirsi in attacco. E quindi molto meglio essere fischiati ma temuti che non essere considerati affatto.

Berti è esploso nella Fiorentina. A soli 20 anni faceva già vedere grandi cose ma in pochi avrebbero scommesso che alla prima stagione in una grande squadra si sarebbe rivelato fondamentale e soprattutto si sarebbe confermato negli anni. Trapattoni gli trovò il ruolo di interno nell'Inter dei record e lui ripagò la fiducia con 7 bellissimi gol e galoppate d'altri tempi. Come quella dell'Oympia Stadium, nella gelida serata di coppa uefa di fronte al mitico Bayern Monaco. Berti tagliò in due la difesa monegasca andando a siglare uno dei gol più belli e memorabili della storia interista. Entrò definitivamente nel cuore dei tifosi e da lì fu una continua scalata. Per almeno 6 stagioni di fila è stata una delle anime della Beneamata diventando ben presto una bandiera al fianco di Walter Zenga e Giuseppe Bergomi. Un centrocampista capace di esaltare la folla con il suo carattere abbinato alle indiscusse qualità fisiche. Lasciò la sua indelebile traccia nelle due vittorie in coppa uefa segnando sia alla Roma che al Salisburgo, in terra d'Austria. Quella sera anche il commentatore austriaco dovette urlare "Nicola Berti, il cavallo pazzo!". E Questo dopo che nella stessa stagione (era il 93-94) subì un infortunio gravissimo al menisco che lo tenne lontano dai campi per tantissimi mesi. Superò anche questa e quando rientrò sembrava addirittura più forte di prima. Nel biennio del turbinio di allenatori interisti (da 95 al 97) Berti conobbe una leggera flessione e nell'estate dell'arrivo di Ronaldo la società decise di privarsene. Nicola emigrò in Inghilterra, nel Tottenham, dove concluse poi la carriera. Forse è vero, come disse poi lui qualche anno dopo, che i tifosi interisti al momento della sua cessione non gli dimostrarono tutto l'affetto che avrebbe meritato. Ma erano i tempi di Ronaldo, a parziale scusante.. Un Ronaldo che poi si rivelò strepitoso.. come strepitoso è stato, ma per almeno 6 campionati, lui.. il Cavallo Pazzo di Salsomaggiore che irritava gli avversari con i suoi modi di fare e con le sue grandi giocate.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

grande nicola,il piu'forte centrocampista che abbia visto per corsa,inserimenti a rete,carisma,grinta...un vero numero otto all'inglese,che il calcio italiano non e' quasi mai riuscito a sfornare.
Se non si fosse spaccato in quella maledetta partita contro la Cremonese,avrebbe avuto una carriera lunghissima.
Dopo non rese piu'come prima anche se noi tifosi speravamo sempre che tornasse agli antichi splendori.
A dir la verita',lo si accusava anche di non fare una vita propriamente da professionista,tra discoteche e pazzie varie.Ma fu'solo dopo l'infortunio che presero a girare quelle voci.
In realta' nicola faceva piu' o meno la vita notturna del suo coetaneo maldini,che era di casa all'Hollywood di corso como...ma il santo maldini..non veniva additato di nulla...probabilente protetto dalle alte sfere....ed anche per questo si odiava il milan piu' di ogni altra cosa.
Concludo dando un chicca che pochi sanno..la famiglia di berti e lo stesso nicola a salso...erano incredibilmente a dirsi...milanisti,e nemmeno di quelli tranquilli...io non ci credevo finche' non mi hanno fatto sentire un intervista di una tv locale fiorentina,all'indomani di un fiorentina-inter del 3 novembre 1985,dove nicola commentava il suo primo gol in serie A nel 3 a 0 finale.Disse che per lui ,il gol era stato un gioa doppia : primo in serie A e da "milanista" all'Inter....raccontando che tutti a casa sua lo sono.....errori di gioventu'...

6:58 PM  

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