martedì, febbraio 28, 2006

Bye bye Florentino




Il Moratti di Spagna si è sgretolato come un colosso d'argilla.
Dopo aver incassato i soldi per la vendita della Città Sportiva del Real Madrid al comune di Madrid, ha acquistato, in una buffa lotta a suon di Euro col presidente nerazzurro, tutto ciò che si poteva acquistare: Zidane, Beckham, Figo, Ronaldo, Owen, Baptista, Sergio Ramos, Robinho, Cicinho, per finire con Cassano, ultimo arrivato alla sua corte. Gente che si è aggiunta ai già presenti Raul, Casillas e Guti.
L'obiettivo era quello di vincere tutto ciò che si poteva vincere, ma ancora una volta è stato dimostrato che per giocare bene al calcio ci vuole una squadra e non solo sparpagliati talenti. Nei primi tre anni di gestione Florentino ha comunque ottenuto dei risultati importanti (anche se le sue aspetattive erano maggiori), quali due campionati spagnoli, una champions league, una coppa intercontinentale, una supercoppa europea e due supercoppe spagnole, ma dal 2003 in poi non è arrivato più alcun titolo alla Casa Blanca e sembra ormai scontato che anche il 2006 sarà un'annata di digiuni. Fuori dalla coppa di Spagna, staccato di 10 punti dal Barcellona in campionato, costretto a recuperare uno 0-1 con l'Arsenal in champions league, il Real e tutta la sua struttura "galactica" hanno scoperto di avere l'astronave in panne.
Rispetto a Moratti, Perez denota comunque due enormi e sostanziali positive differenze: in primo luogo i soldi da lui sperperati hanno comunque dato dei risultati e contribuito ad ingrandire la bacheca madridista, mentre l'Inter naviga nell'anonimato da tempi immemorabili. In seconda battuta Perez ha subito capito quando,per il bene del club, era il momento di dimettersi e lo ha fatto senza troppe esitazioni.
Certo è che la politica di Laporta, presidente del Barcellona, meglio studiata a tavolino e molto più parsimoniosa, si è dimostrata assai più redditizia, basti paragonare la rosa di entrambe le società. Per il Barça pochi acquisti eclatanti ma azzeccati (Ronaldinho, Edmilson ed Eto'o), l'integrazione della rosa con alcuni giocatori arrivati tutti a parametro zero (Van Bommel, Ezquerro, Silvinho, Larsson), l'affidamento su un gran numero di ragazzi provenienti dal vivaio (Victor Valdez, Puyol, Oleguer, Gabri, Xavi, Motta, Iniesta, Messi).
Una gestione intelligente che ha sgretolato il colosso merengue a suon di gol e di spettacolo.
Il Real dovrà adesso ripartire dagli ultimi acquisti di Perez: Robinho, Cicinho, Sergio Ramos e Cassano sembrano essere i pochi punti fermi del nuovo Real insieme a Casillas. Per il resto la compagine merengue è tutta da ricostruire: Roberto Carlos, Zidane, Ronaldo, Beckham, Salgado, Helguera e lo stesso Raul sono alla frutta. Sostituirli tutti insieme per tornare veramente competitivi sarà dura se non impossibile e si prospettano per il Real Madrid almeno un paio d'anni di magra transizione, che verosimilmente toglierà ai calciofili il gusto di attendere quei saporitissimi derby di Spagna tra Barça e Real.
E allora non resta che una cosa da dire, come augurio di una rapida rinascita per il bene del calcio non solo spagnolo ma mondiale, difficilissima per un tifoso blaugrana:
Hala Madrid!

4 Comments:

Anonymous BackToPast said...

L'effetto sCassano ha colpito ancora....

La storia siamo noi :-)

12:02 PM  
Blogger Fondazione Bonarda said...

Gianlu vieni fuori !!! Dove sei ??? Porca zozza..lo sapevo che c'eri..Parlamo un po' de Panucci e di Lippi strionzo che ne fa a meno.

12:34 PM  
Anonymous Backtopast said...

Lippi è un deficiente. spero solo che Oddo riesca a rendere come sa....
ps.
Quando posso, sono sulla mail di Libero :)

8:50 AM  
Blogger Fondazione Bonarda said...

Bene..te scrivero' li'.Ah..ci sono due post per l-aesseroma stamattina..:))))

9:04 AM  

Posta un commento

<< Home