martedì, febbraio 07, 2006

Che fine ha fatto Brian Laudrup?


da fifaworldcup.com

Brian Laudrup ha detto addio al calcio internazionale dopo aver guidato la Danimarca ai quarti di finale di Francia 1998. Ora, tornato a Copenhagen, ricorda i momenti salienti della sua carriera e racconta la sua vita odierna. Se fare le cose con stile è stata la sua filosofia da calciatore, il modo con cui ha dato l’addio al calcio internazionale non avrebbe potuto essere più conforme a tale concezione.

Lasciando il campo dopo la sua ultima presenza per la Danimarca, Brian era sicuro di aver dato il proprio contributo in una memorabile sfida dei quarti di finale contro il Brasile a Nantes, nella quale i danesi furono sconfitti di misura.

In quella calda notte di luglio, Brian Laudrup segnò il secondo gol danese. Questa rete, la sua ventunesima in 82 partite internazionali, portò il risultato sul 2-2. Dieci minuti più tardi, Rivaldo infranse i sogni biancorossi realizzando il gol vincente, ma per Brian e per il fratello maggiore Michael, anche lui giunto all’ultima presenza, non è stato certo un brutto modo di dire addio.

Otto anni dopo, Brian Laudrup ricorda quella notte francese ospitando FIFAworldcup.com nella sua casa di Copenhagen, dove abita con la moglie Mette e i figli Nicolai e Rasmine. “Avremmo potuto vincere quella partita contro il Brasile, quella sera abbiamo giocato bene come loro, ma il Brasile aveva dei giocatori geniali”, sostiene. “Ronaldo e Rivaldo erano e sono dei fuoriclasse. Loro sono stati la causa della nostra sconfitta, ma giocare in Coppa del Mondo, per qualsiasi giocatore, è ineguagliabile”.

Due anni dopo quei Mondiali, un problema al tendine di Achille costrinse Brian a ritirarsi all’età di 31 anni. Tuttavia l'estroso trequartista danese non ha lasciato totalmente il calcio e oggi si divide tra i suoi impegni televisivi per il canale TV3 e le scuole di calcio che gestisce insieme all'ex portiere della nazionale Lars Hogh. “È bello essere comunque nel calcio in qualche maniera”, dichiara.

Negli ultimi cinque anni Brian ha commentato le partite di UEFA Champions League per TV3, mentre i suoi camp estivi di allenamento sono un’iniziativa molto più recente. “É stata realizzata negli ultimi due anni”, rivela. In Danimarca ci sono tre Laudrup-Hogh Pro Camp che organizzano corsi di una settimana dedicati ai giovani di età tra i 12/14 anni e i 16/17 anni. “Cerchiamo di trasmettere loro la nostra esperienza”, spiega Laudrup, che si avvale anche della collaborazione degli psicologi. “Crediamo che sia molto importante, è divertente lavorare con i giovani, sono molto entusiasti e desiderano sul serio migliorarsi”.

Momenti straordinari
Ricordando la carriera calcistica di Brian Laudrup, balzano agli occhi due momenti straordinari: l’impronosticabile trionfo della Danimarca agli Europei Svezia 1992 in Svezia e la marcia verso i quarti di finale a Francia '98. A dispetto degli eroismi del 1992, Laudrup crede che la squadra del 1998 fosse migliore. “Nel 1992 c'erano cinque o sei giocatori della massima divisione danese. Ci conoscevamo molto bene e probabilmente quella è stata la ragione della vittoria. Se parliamo di qualità, ne avevamo di più nel 1998”.

Ciò nonostante, in Francia la Danimarca ebbe un avvio a singhiozzo, sconfiggendo l’Arabia Saudita per 1-0, prima di pareggiare contro il Sudafrica e perdere contro i padroni di casa. "Nel 1992 nessuno si aspettava niente da noi. Quando partiamo sfavoriti riusciamo spesso a combinare qualcosa di buono, ma se siamo tra i favoriti allora dobbiamo lottare. Credo che quella sia stata la ragione della brutta partenza. Eravamo troppo sotto pressione”.

Pochi si aspettavano una sconfitta della Nigeria contro una Danimarca arrivata a stento agli ottavi di finale, ma i danesi riuscirono a trovare la forza di battere gli africani e Brian realizzò il secondo gol di una netta vittoria per 4-1 allo Stade de France. “Secondo me l’apice è stato raggiunto in quell'incontro", ricorda. “I nigeriani erano favoriti, noi abbiamo pensato di andare a divertirci e di mostrare alla gente come sapevamo giocare. Tutte le volte che facciamo così diventiamo pericolosi. Loro erano fortissimi, ma noi abbiamo giocato al meglio, batterli è stata un’impresa straordinaria”.

Anche condividere questa esperienza con il fratello Michael, escluso dall'UEFA Euro 1992 dopo un litigio con l’allenatore della nazionale danese di allora Richard Moller Nielsen, è stato fantastico. Laudrup include suo fratello nell’elenco dei cinque migliori giocatori con i quali ha giocato durante la sua carriera, iniziata nel Brondby, la vecchia squadra di suo padre Finn e terminata nell’Ajax. Al Bayern Monaco ha giocato a fianco di Stefan Effenberg (“Puoi amarlo oppure odiarlo ma come giocatore era grande”) prima di arrivare alla Fiorentina, a stretto contatto con Gabriel Batistuta.

“I primi giorni, mi divertivo a guardarlo allenarsi ed era uno dei peggiori che avessi mai visto”, ricorda. “Tecnica scarsa, i tiri finivano sempre a lato. Poi ha segnato dieci gol nelle prime cinque o sei partite e ho capito che gran giocatore fosse". Completano l'elenco Paolo Maldini del Milan e Paul Gascoigne dei Rangers. In quest’ultima formazione il più giovane dei fratelli Laudrup ha passato “i quattro migliori anni della mia carriera”, conquistando tre titoli scozzesi tra il 1994 e il 1998.

Brian è felice di ricordare, ma non vuole indugiare sul passato. “Ho ottenuto quello che volevo e non ho rimpianti”, afferma il quattro volte vincitore del premio quale "Giocatore danese dell’anno". “Oggi mi piace semplicemente osservare da spettatore qualche bella partita di calcio”.

Cognome: Laudrup
Nome: Brian
Data di nascita: 22 Febbraio 1969
Luogo di nascita: Vienna, Austria

Squadre: Brondby (Danimarca), Bayer Uerdingen (Germania), Bayern Monaco (Germania), Fiorentina (Italia), Milan (Italia), Rangers Glasgow (Scozia), Chelsea (Inghilterra), FC Copenhagen (Danimarca), Ajax (Olanda)

Convocazioni in nazionale: 82
Gol in nazionale: 21

Coppa del Mondo FIFA
- Quarti di finale 1998
Campionati Europei
- Vincitore 1992