martedì, febbraio 28, 2006

Che fine ha fatto José Luis Chilavert?

by FIFAworldcup.com


Quello che è stato l’esuberante capitano e portafortuna del Paraguay nelle ultime due edizioni della Coppa del Mondo FIFA, oggi si occupa di affari e commercio. L’ex portiere goleador non ha comunque perso l’amore per il pallone e punta in futuro a diventare l'allenatore della nazionale albirroja

Malgrado il ritiro, avvenuto due anni fa dopo una lunga e brillante carriera, il quarantenne José Luis Chilavert è ancora sulla breccia, grazie anche alla partecipazione ad un “reality show” sul calcio, trasmesso da un’emittente statunitense. Sì, avete capito bene: colui che da molti veniva considerato il ragazzaccio del calcio sudamericano, ora se ne va in giro per il continente alla ricerca di atleti da coinvolgere in un programma televisivo a stelle e strisce.

“È un progetto interessante e, come tutto ciò che fanno negli Stati Uniti, molto ben organizzato. Mi permette di mantenere i contatti col mondo del calcio e, al tempo stesso, mi dà visibilità”, racconta a FIFAworldcup.com da Buenos Aires, in procinto di tornare a Miami. La televisione, in ogni caso, è lungi dall’essere l’unica occupazione dell’uomo che per primo ha portato alla ribalta i portieri goleador. Chilavert possiede diversi immobili, un ristorante a tema ad Asunción ed è socio di una clinica oculistica. “Dopo il ritiro ho deciso di prendermi un anno sabbatico e di trascorrere un po’ di tempo insieme alla mia famiglia. Mia moglie mi prende in giro dicendo che sono l’unico calciatore in pensione che non sente la mancanza del pallone. In realtà credo di essere io a mancare al mondo del calcio. Oggi non ci sono personaggi del mio calibro”, afferma con un grande sorriso.

L’ex capitano della nazionale ha la soluzione a portata di mano: “Dopo i Mondiali voglio diventare c.t. del Paraguay. Perché no? Il mio bagaglio d’esperienza sarà utile alla squadra”, afferma con la sua inimitabile sicurezza. Come giocherebbe la sua squadra? “Con il 4-4-2, che al momento è piuttosto in voga, ma voglio due ali molto mobili che creino spazi tagliando verso il centro. Fedele al mio stile, la mia squadra sarà aggressiva fin dal primo minuto e avrà una mentalità vincente”, replica il paraguaiano.

Prima il Paraguay, poi il mondo
La carriera di Chilavert è stata a dir poco fulminea. Diventò professionista a soli 15 anni con lo Sportivo Luqueño, squadra con cui disputò quattro stagioni prima di passare a un’altra formazione paraguaiana, il Guaraní. Nel 1985, all’età di 20 anni, lasciò il suo Paese per tentare la fortuna in Argentina con la maglia del San Lorenzo. Quattro anni più tardi si trasferì in Spagna, al Real Saragozza, dove giocò finché non fu acquistato dal Vélez Sarsfield. Tra il 1992 e il 2000 contribuì a scrivere le pagine più gloriose della storia del club argentino, vincendo tra le altre cose il campionato argentino, la Coppa Libertadores, la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa Sudamericana. “Ogni volta che torno mi accolgono come un eroe. È il bello del calcio: quando sono lì è come se stessi rivivendo la mia carriera”, afferma con grande emozione.
Negli ultimi anni della sua carriera, Chilavert ha giocato in Francia con lo Strasburgo e in Uruguay con il Peñarol, prima dell’inevitabile canto del cigno con il Vélez Sarsfield. Ciononostante, l’estroverso portiere non si è mai divertito tanto come con la sua nazionale, che ha guidato in due edizioni consecutive della Coppa del Mondo.
Nella prima, Francia 1998, le speranze del Paraguay furono polverizzate dal golden goal di Laurent Blanc, che spianò la strada ai padroni di casa verso la conquista del titolo, nonostante i sudamericani li avessero messi in seria difficoltà. “Ricordo che poco prima della fine dell’incontro i tifosi francesi iniziarono a lasciare lo stadio. Non volevano assistere alla lotteria dei rigori. Se ci fossimo arrivati, probabilmente avremmo passato il turno. Quell’anno avremmo potuto persino arrivare in finale, ma il destino ci ha giocato un brutto scherzo”, si rammarica l’estremo difensore. L’immagine indelebile di Chilavert che consola i compagni di squadra dopo il triplice fischio fece il giro del mondo. “Nonostante la sconfitta, il Paraguay dimostrò di essere una squadra ostica e il merito fu del gruppo” ricorda colui che fu eletto miglior portiere di quel Mondiale.
Quattro anni più tardi, a Corea/Giappone 2002, i sogni di Chilavert e compagni si infransero contro la Germania, sempre agli ottavi di finale. “Ancora una volta fummo condannati da un gol allo scadere, ma il calcio è così. Per un calciatore giocare ai Mondiali è il massimo e secondo me l’edizione 2006 sarà ancora più bella. L’organizzazione tedesca e le infrastrutture sono straordinarie”, dichiara Chilavert, eternamente grato al gioco del calcio per le possibilità che gli ha offerto. “Per farvi solo un esempio, l’ultima Coppa del Mondo mi ha permesso di conoscere le isole della Corea, territori che altrimenti non avrei mai visitato. Di questo non posso che ringraziare il calcio”.

“Darei tutto per un titolo mondiale”
Pur non avendo vinto i Mondiali, Chilavert riconosce che la possibilità di misurarsi con i migliori giocatori del mondo è stata un’esperienza unica: “Giocare i Mondiali è come portare un ragazzo dei bassifondi a Disneyland. Per molti giocatori è un’occasione irripetibile, non solamente per il prestigio, ma anche per farsi conoscere a livello mondiale”.
Tuttavia, il sentimento di gratitudine che l’ex portiere nutre verso la Coppa del Mondo per tutto ciò che gli ha dato, non basta a celare la delusione di non aver coronato le sue ambizioni. “A livello di club ho vinto tutto, ma avrei fatto volentieri cambio con un titolo mondiale conquistato con il Paraguay. Scambierei metà, anzi tutti i miei trofei per una Coppa del Mondo. Ho contribuito alla storica vittoria del modesto Vélez contro il grande Milan, ma diventare Campioni del Mondo con la propria nazionale non è una cosa che succede tutti i giorni”.
In Germania la compagine albirroja farà parte delle trentadue squadre che si contenderanno quel titolo iridato che Chilavert ha tanto desiderato nel corso della sua carriera. Cosa prevede il più famoso calciatore paraguaiano di ogni epoca per la sua nazionale? “Dipenderà dall’esito della sfida d’apertura contro l’Inghilterra. Dipenderà molto anche dalla forma fisica di alcuni giocatori e dalla prestazione delle seconde linee chiamate a sostituire i giocatori più anziani”. Cosa pensa del suo successore Justo Villar? “È un ottimo portiere. È molto abile coi piedi, ma potrebbe pagare il fatto di non essere molto alto”, afferma Chilavert, che durante i Mondiali vestirà i panni di commentatore televisivo. Dopodiché si candiderà come c.t. della nazionale, un ruolo che, a suo dire, prima o poi lo attende.


Cognome: Chilavert González
Nome: José Luis Félix
Data di nascita: 27 luglio 1965
Luogo di nascita: Luque (Paraguay)

Carriera: Sportivo Luqueño, Guaraní (Paraguay), San Lorenzo de Almagro (Argentina), Real Saragozza (Spagna), Vélez Sarsfield (Argentina), Strasburgo (France), Peñarol (Uruguay), Vélez Sarsfield.

Presenze in nazionale: 72
Gol in nazionale: 8

Migliori risultati in nazionale:

Coppa del Mondo FIFA
- Ottavi di finale a Francia 1998 (quattro presenze)
- Ottavi di finale a Corea/Giappone 2002 (tre presenze)

Campionato paraguaiano
- Titolo conquistato con il Guaraní nel 1984

Campionato argentino
- Titolo conquistato con il Vélez Sarsfield nel 1993, 1995, 1996 e 1998

Coppa Libertadores
- Titolo conquistato con il Vélez Sarsfield nel 1994 Coppa Intercontinentale
- Titolo conquistato con il Vélez Sarsfield nel 1994

Coppa Interamericana
- Titolo conquistato con il Vélez Sarsfield nel 1996

Supercoppa Sudamericana
- Titolo conquistato con il Velez Sarsfield nel 1996

Recopa Sudamericana
- Titolo conquistato con il Vélez Sarsfield nel 1997

Coppa di Francia
- Titolo conquistato con lo Strasburgo nel 2001

Campionato uruguaiano
- Titolo conquistato con il Peñarol nel 2003