giovedì, febbraio 02, 2006

Dalla nostra inviata in Inghilterra.


Si dice che la legge Pisanu che regola l'accesso agli stadi sia stato mutuato dalla omologa legislazione inglese. Io e mia moglie siamo entrati allo stadio con due tesserine personali a lettura ottica, ma nessuno ha controllato le nostre generalità; nessuno ci ha perquisito, tanto é vero che siamo entrati con due zaini vistosi. Sui tanti varchi di accesso sono presenti alcuni stewart; la polizia é presente fuori dallo stadio, soprattutto all'uscita della metro; una presenza discreta, qualcuno a cavallo, nessuna tenuta antisommossa, molte poliziotte sorridenti.
Lo stadio é al centro di un quartiere di periferia, ma non troppo, circondato da scuole e case; se fosse in Italia mancherebbero i requisiti per l'omologazione. Le biglietterie erano chiuse, gli ingressi vanno esauriti in prevendita. Non si servono alcolici fuori dallo stadio? Non c'è problema, vengono serviti dentro, con le tribune semivuote a 10 minuti dall'inizio della partita e la gente che tracanna allegramente pinte di birra Carling. I bagni sono semplici ma puliti e funzionali; c'è anche il bagno delle donne.
La visuale é perfetta in qualsiasi ordine di posto, il manto erboso perfetto e di un verde che é difficile vedere da noi. I cori sono spontanei, nessun gruppo organizzato che si arrighi il compito di trascinare lo stadio; il fallo detto gamba tesa in pratica non esiste, non viene tollerata invece la gomitata sulle palle contese di testa. La partita va male, i tifosi lasciano lo stadio 15 minuti prima per evitare le lunghe code alla fermata metro di Upton Park. La polizia verifica solo che la gente rispetti la lunghissima fila per entrare alla stazione; mezz'ora e sono già in albergo.

Kubba per Fondazione Bonarda