mercoledì, febbraio 22, 2006

FALCAO


Paolo Roberto Falcao Nato a Xanxere il 16.10.1953 - In Brasile ha militato nel Internacional di Porto Alegre e nel S.Paulo, segnando complessivamente 78 reti.

Ha giocato 38 volte nella nazionale brasiliana, realizzando 9 reti.

Le sue vittorie :

In Brasile : cinque titoli regionali Gaùchos (1973,1974,1975,1976,1978), tre volte il titolo brasiliano, (1975,1976,1979), un titolo Paulista (1985)

In Italia : 1 campionato (82-83), 2 Coppa Italia (1981,1984)


Da Porto Alegre fino ai successi come giallorosso e al mondiale del '82, dopo il trionfo un infortunio e una prematura conclusione di carriera

Paolo Roberto Falcao nasce ad Abelardo Luz, nello stato di S.Caterina, il 16 ottobre 1953,e molto piccolo va ad abitare nella regione di Porto Alegre, a Canoas.Cresce nella squadra del Porto Alegre, dove viene tesserato a soli tredici anni, ma svolta della sua carriera è dovuta ad una vecchia conoscenza del nostro calcio, Dino Sani. E’ lui l’uomo che ha scritto le prime pagine della storia dell’ottavo re di Roma.

Lo stempiato regista del Milan di Rocco, classe e sicurezza innata al punto da sembrare neanche così bravo, scopre il talento di un quel ragazzo alto e veloce.All’epoca Sani allenava l’Internacional di Porto Alegre e teneva sotto controllo quel “fenomeno” della sua giovanile.

La visione di gioco, la padronanza del tocco e un’ottima tecnica fecero diventare subito famoso il giovane Falcao, che dalla tifoseria fu ribattezzato “Il Biondo”.Nel 1972 partecipa alle Olimpiadi di Monaco, in una formazione che presenta fra gli altri giovani anche un futuro campionissimo, Dirceu.In quel torneo il Brasile non brillò, eliminato nel proprio girone da Ungheria e Danimarca.

L’anno successivo Sani lo giudica ormai pronto per entrare come titolare nel Porto Alegre.Sono anni di successi per l’ Internacional che vince cinque titoli regionali “Gaùchos” (1973,1974,1975,1976,1978) e tre volte il titolo brasiliano, ricordato come “Brasilerio” (1975,1976,1979).

Nelle sette stagioni giocate con l’Internacional segnerà 78 reti.La nazionale comincia ad accorgersi di lui; il debutto avviene nel 1976, contro l’Argentina a B.Aires, per una partita della Coppa Atlantico, ed è vittoria dei carioca per 2 a 0. Seguirà il torneo del bicentenario degli Stati Uniti, e Falcao avrà il primo contatto con il nostro calcio nel match Brasile – Italia terminato 4 a 1.

In nazionale le cose non vanno benissimo; non vi è un buon accordo con il selezionatore Coutihno, che alla prima partita “sbagliata”, un pareggio 1 a 1 con il Paraguay per l’eliminatorio per la Coppa del Mondo del 1978, lo mette fuori squadra. I carioca si qualificano per il mondiale argentino, ma Falcao non viene nemmeno convocato. La stagione successiva la Roma, ricordiamo che le frontiere si ero aperte dopo anni per i nostri club, lo sceglie come l’unico straniero che una squadra può presentare.

Gli anni con la maglia giallorossa, sempre la numero cinque e piena libertà di muoversi nel campo, sono all’insegna del successo e della simpatia. Subito la tifoseria si innamora di questo calciatore di indiscussa classe. La prima stagione è quella della Roma “sorpresa”del campionato che sotto la guida di Liedholm e con Falcao in testa, sfiora lo scudetto. E’ il campionato che passerà alla storia per il misterioso gol di Turone annullato alla Roma contro la Juventus al Comunale. In compenso una Coppa Italia da mettere in bacheca. L’anno dopo terzo posto, ma lontani Pruzzo e compagni dalla lotta la vertice fra Fiorentina e bianconeri.

Arriva la Coppa del Mondo in Spagna, ed è inutile ripetere ancora le imprese di Falcao e della fortissima formazione brasiliana, il gol contro l’Italia e l’abbraccio con Bruno Conti dopo la sconfitta. Dopo l’esperienza del mondiale arriva il suo capolavoro, la Roma dello scudetto, apoteosi del ciclo di Liedholm e della società capitolina. Il 1984 è l’anno della Coppa Campioni e della beffa della finalissima contro il Liverpool. A Falcao la critica di non aver partecipato alla decisiva serie dei calci di rigore.La Roma è comunque protagonista del calcio internazionale, e nessun avrebbe pensato che pochi mesi dopo sarebbe iniziata la parabola discendete di Falcao in giallorosso.

Il 16 dicembre, con un ginocchio malconcio, gioca quella che sarebbe stata la sua ultima partita per il nostro campionato; è Napoli-Roma 1 a 2 ed è proprio lui a segnare il gol della vittoria.Poi trasferimenti negli Stati Uniti, una operazione, un periodo in Brasile, una serie di visite mediche che porteranno alla fine al “licenziamento” del giocatore che si rifiuta di giocare e di sottoporsi ad altre controlli da parte della società. Torna in Brasile e milita nel S.Paulo, ma il ginocchio condiziona la carriera di Falcao, costringendoli a numerosi “stop”.Con lui la squadra vincerà un titolo paulista.In nazionale lo rivediamo ai mondiali del 1986, dove come riserva giocherà alcuni scampoli di partite. L’anno dopo chiuderà melanconicamente la sua carriera a soli 34 anni; seguirà una serie non fortunate di panchine come allenatore, ma la figura di Falcao e l’eleganza del suo gioco rimarrà sempre nei ricordi dei tifosi brasiliani e nel cuore di quelli giallorossi.