giovedì, febbraio 09, 2006

Franco Superchi visto da Firenze


Novità assoluta della stagione 1968-69, sostituì in maniera superba un mito dei pali quale Enrico Albertosi, trasferitosi al Cagliari e assurgendo a divenire uno dei numeri 1 più affidabili della penisola italiana. Superchi nacque ad Allumiere in provincia di Roma il 1° settembre 1944 e dopo essere cresciuto nella Tevere Roma passò alla Fiorentina confermando la notevole tradizione dei grandi portieri in maglia gigliata. Esordì in serie A il 26 novembre 1967 in uno spettacolare Juventus-Fiorentina terminato 2-2. L'anno dell'esordio da titolare fu di quelli che non si dimenticano, non solo sotto il profilo sportivo, dato che si vinse uno storico scudetto, quanto anche da quello del rendimento e degli interventi decisivi durante la stagione.Alla prima di campionato all'Olimpico venne stesa la Roma e arrivò un grande intervento su tiro di Landini. Alla seconda l'Atalanta e soprattutto Clerici si videro di fronte il metro e ottanta centimetri di Superchi che tolse dall'angolo destro una palla destinata al pareggio (2-1).A Vicenza alla 6° giornata Carantini passò a Biasiolo che dialogò con Volpato a centrocampo. Lancio per Vitali: gran tiro e parata ad effetto di Superchi per confermare il prezioso 0-0. All' 8° di andata la Fiorentina fu di scena a S.Siro contro l'Inter. Si vinse per 2-1, ma Mazzola e Suarez furono in palla.Corso con un velenoso fendente tentò il pallonetto ma Superchi capì tutto. Indietreggiò di mezzo metro e volò a sventare il gol. La 10° giornata vide al Comunale Fiorentina-Napoli: Juliano, Zurlini e Cané furono temibili. Partita molto bella che si chiuse 2-1 per i viola con Superchi decisivo a chiudere su Cané ed Altafini per due volte.La 19° gara fu ancora decisiva. Scontro al vertice col Milan che doveva assolutamente vincere: Lodetti e Anquilletti recuperarono decine di palloni, ma davanti Prati aveva le polveri bagnate. Ferrante e Mancin giocarono una partita monstre, risultando tra i migliori e ancora un grande Superchi respinse da leone un tiraccio di Rosato, deviò in angolo un bolide di Sormani e dulcis in fundo toccò la palla quel tanto che bastò per spedirla alta sopra la traversa su tiro incrociato di Prati: 0-0. A Bologna alla 20° si soffrì per l'ultima volta. La squadra di Mujesan e Savoldi ci provò in tutte le maniere a sfondare l'arcigno muro viola. Bulgarelli per Cresci sulla destra. Cross al centro, Savoldi di testa contrastato da Superchi. Fuori. Vavassori scese sulla fascia, passò a Turra, Bulgarelli, di lato per Cresci, finta per Mujesan, tiro dell'attaccante e grande parata di Supechi in volo plastico. Uno 0-0 voluto e cercato in un momento di crisi del gol per i viola. Da quel momento il campionato divenne una cavalleria rusticana per i gigliati fino al 2-0 esterno di Torino contro i bianconeri a sancire una netta superiorità sulla concorrenza e il titolo tricolore.. Superchi, che insieme a Ferrante, Maraschi e De Sisti, fu un sempre-presente, subì solo 17 reti e a 25 anni ancora da compiere divenne campione d'Italia. Ma gli anni a venire non furono così brillanti come si pensava. Il portierone giocò a buon livello, ma un certo brio del primo anno da titolare mancò. Coi viola partecipò a 10 stagioni che portarono uno scudetto e una Coppa Italia edizione 1974-75 (un totale di 227 presenze in serie A con la Fiorentina per lui). Poi 4 stagioni (e una retrocessione nel 1979) alla Hellas di Verona e il ritorno a casa coi giallorossi della Roma dove Nils Liedholm (già suo allenatore) gli permise un' ultima passerella finale in campionato facendolo laureare campione d'Italia nel 1982-83.