martedì, febbraio 14, 2006

Ghiggia & Barbosa: omicidio colposo

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(Moacyr Barbosa)
( Alcides Ghiggia)



I mondiali del 1950, i cosiddetti mondiali della pace, i primi dopo la seconda guerra mondiale, si svolsero in Brasile. Un'intera nazione, pazza per il calcio, era certa di poter mettere le mani sul campionato del mondo, sulla coppa Rimet; anche perchè quei mondiali furono piuttosto anomali e molte squadre (tra cui alcune di ottimo livello) non si iscrissero al torneo; ad esempio l'URSS e tutti i paesi del blocco sovietico, l'Argentina che si rifiutò di iscriversi per non dare prestigio ad una nazione con la quale non aveva certo ottimi rapporti, la Scozia, l'India (non certo una favorita) che non accettò l'obbligo di dover giocare con le scarpe tassellate in quanto i propri giocatori gradivano giocare scalzi. L'Italia, campione del mondo in carica, si presentò con una squadra poco amalgamata a causa della recente tragedia di Superga nella quale era scomparsa l'ossatura della nazionale azzurra e infatti venne subito eliminata. Insomma, il Brasile ma soprattutto i brasiliani, si sentivano già campioni del mondo e avevano iniziato a festeggiare molto prima della conquista del titolo.
L'incontro finale con l'Uruguay doveva essere una pura formalità di cui il Maracanà zeppo di 200mila spettatori era la splendida scenografia. Dopo le sonanti vittorie (7-1 con la Svezia e 6-1 con la Spagna) al Brasile bastava un pareggio per laurearsi campione del mondo, ma i verdeoro non erano tipi d'accontentarsi e al 47esimo andarono in vantaggio con Friaca; il Maracanà sembrò esplodere come una scarica di fuochi d'artificio. Il pareggio di Schiaffino non mise affatto paura ai carioca, anzi, certi di poter umiliare gli avversari come avevano fatto nei precedenti incontri con Svezia e Spagna, si riversarono all'attacco lasciando la retroguardia scoperta. Ma a 11 minuti dalla fine, un uruguayo mingherlino, che poi si sarebbe nazionalizzato italiano, partì in contropiede sulla fascia destra e quando arrivò a crossare ne venne fuori un tiro sbilenco che sorprese il portiere Barbosa che tutto s'aspettava meno che un tiro in porta. Barbosa
la pagò cara quella svista, da gran portiere che era venne estromesso dalla nazionale, dimenticato e relegato ai margini della società, il suo nome venne paragonato alle maggiori sventure; morì di ictus a 79 anni in assoluta povertà. Ghiggia divenne quasi eroe in patria.La palla calciata da Ghiggia era in fondo alla rete carioca, il Maracanà ammutolito; dieci minuti erano troppo pochi anche per i fortissimi brasiliani che non fecero in tempo a rimontare. L'Uruguay era campione del mondo per la seconda volta e un'intera nazione si disperava fra tristezza, pianti e suicidi. Alcides Ghiggia, Moacyr Barbosa: omicidio colposo.